Il capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica, Muhammad Eslami, ha affermato, questo venerdì 10 giugno 2022, che l’Organizzazione internazionale per l’energia atomica (AIEA) è “ostaggio di Israele” e ha annunciato il ritiro di 18 telecamere dell’Organizzazione negli impianti nucleari iraniani, che hanno funzionato al di fuori del quadro dell’accordo di salvaguardia.

In una dichiarazione rilasciata alla televisione iraniana, Eslami ha detto che, negli ultimi 20 anni, tutti i metodi, i comportamenti, le guerre psicologiche, le misure di blocco coercitivo e le decisioni emanate da Israele hanno avuto l’unico obiettivo di fermare lo sviluppo della Repubblica Islamica.

Riguardo alle false voci israeliane sul programma nucleare iraniano e sulla subordinazione dell’AIEA alle politiche di occupazione israeliane, Eslami ha affermato che l’Organizzazione internazionale AIEA è strumentalizzata da un’entità illegittima, che ne mette in discussione la reputazione e la credibilità.

“Non effettuiamo operazioni avventurose e abbiamo ufficialmente annunciato il carattere del nostro programma nucleare che si basa sulle regole dettate dall’AIEA e tali regole rispetta. La responsabilità di questa Organizzazione è aiutare gli Stati a sviluppare i loro programmi nucleari di carattere pacifico e non ostacolarne i progetti”, ha affermato.

In relazione alla rimozione delle telecamere di sicurezza, Eslami ha aggiunto che il resto sarà rimosso questo venerdì sera 10 giugno per poi iniziare l’installazione di nuove centrifughe.

In precedenza, il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, aveva già affermato che l’Iran procederà a fermare il lavoro di 27 telecamere del sistema di monitoraggio elettronico progettato per monitorare le sue attività nucleari.

Il portavoce dell’agenzia iraniana per l’energia atomica, Behrouz Kamalvandi, ha annunciato che, alla luce della recenti azioni degli Stati Uniti e della troika europea volte ad approvare una risoluzione contro l’Iran, il governo iraniano ha preso la decisione di interrompere, come segno di denuncia della politica americana, europea ed israeliana contro l’Iran, alcune attività, come le telecamere di sorveglianza dell’AIEA, la rete di misurazione del livello di arricchimento, il dispositivo di misurazione del flusso e altri.