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Venezuela, il contratto fra Silver Corp e Guaidó:

ovvero come smantellare uno stato nazionale con il delitto, la superbia e l’ambizione

                      di Alfredo Viloria

già Primo Segretario dell’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Roma; studi internazionali alla SIOI (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale); master in “Geopolitica e Sicurezza globale” presso la facoltà di Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma; “Magister Scientiarum in Sicurezza della Nazione” presso l’Università Militare Bolivariana. Con questo articolo Alfredo Viloria, tornato in Venezuela, inizia a collaborare a “Cumpanis”.

Traduzione a cura di Nunzia Augeri

I Fornitori dei servizi daranno consulenza e assistenza… per la pianificazione e l’esecuzione dell’operazione intesa a catturare / imprigionare / eliminare Nicolas Maduro… per far sparire il regime attuale e insediare… JG. L’operazione è denominata “Operazione di risoluzione di progetti”. Il costo sarà di 212.900.000,00 dollari USA per 495 giorni di impegno. Vengono dichiarate ostili la FANB, le squadre bolivariane di sicurezza e di intelligence e altre forze non convenzionali. Al Fornitore dei servizi e al relativo personale verranno concessi tutti i privilegi, esenzioni e immunità equivalenti a quelli conferiti a una forza di sicurezza venezolana… Potranno entrare e uscire dal Venezuela con documenti di identità e con movimenti collettivi od ordini di viaggio individuali… Saranno autorizzati a usare divise militari nello svolgimento di compiti amministrativi, e a usare armi da fuoco durante il servizio…

(Estratti del cosiddetto “contratto” tra Silver Corp e Guaidó)

 

 

Lotteremo per tutta la vita contro il blocco criminale che ci è stato imposto; abbiamo una FANB unita, rafforzata, coesa e umanista, perché formata dal nostro popolo.

(Ammiraglio in capo Remigio Ceballos Ichaso, Comandante strategico operativo della Forza Armata Nazionale Bolivariana)

 

 

Basta aggressioni alla nostra patria! Dichiariamo la nostra ribellione contro l’imperialismo nordamericano e stiamo a guardia permanente in difesa della nostra sacra sovranità, diritto cui mai rinunceremo. Ogni tentativo di oltraggio contro il Venezuela riceverà la risposta più decisa.

(G/J Vladimir Padrino López, ministro della difesa del PP)

 

 

Il carattere eroico, coerente e autentico della Rivoluzione bolivariana si può riassumere in una parola: Resistenza. Dal 1999 fino a oggi, i nostri massimi dirigenti, Hugo Chávez e Nicolás Maduro, hanno saputo magistralmente coniugare il verbo resistere. Questa resistenza, che secondo le circostanze diventa resilienza, continua a dare vita, forza ed entusiasmo a un processo il cui autore intellettuale è il Libertador Simón Bolívar e il cui esecutore responsabile è in prima linea Hugo Chávez, il Comandante eterno. Nicolás Maduro, come primo presidente chavista del processo venezolano, ha continuato e arricchito le linee d’azione bolivariane, alle quali ha consacrato, al pari del suo predecessore, sangue, sudore e lacrime.

L’ennesimo attacco delle forze del male che ha messo alla prova ancora una volta la nostra resistenza ha avuto luogo il maggio scorso, quando dei facinorosi mercenari hanno tentato di violare la pace del popolo venezuelano. Una volta ancora l’unione fra civili e militari ha saputo dare la risposta giusta, efficace e forte a questa azione delittuosa, dietro la quale si trova il patrocinio dell’opposizione venezuelana e dei governi degli USA e della Colombia, che di nuovo violano le leggi e gli accordi internazionali sul rispetto dell’autodeterminazione dei popoli e sulla non ingerenza negli affari interni delle nazioni. Ma oltre l’iniziativa delittuosa si scopre un ulteriore abominio, messo in voga dal governo degli Stati Uniti per delegare a terzi la guerra, che consiste in un “contratto” col quale vengono reclutati dei mercenari, per prezzi diversi, i quali dopo la loro incursione lasciano il campo libero all’intervento militare dei paesi vergognosamente coinvolti.

Sulla base della dottrina militare bolivariana e dell’eredità del Padre della Patria, il Libertador Simón Bolívar e del Comandante supremo Hugo Rafael Chávez Frias, passiamo a esaminare l’impatto del contratto fra Silver Corp e Guaidó nell’ambito della sicurezza nazionale. Fra le Disposizioni fondamentali della Legge Organica di Sicurezza della Nazione (LOSN), troviamo i concetti seguenti:

Sicurezza della Nazione - Art. 2. La sicurezza della nazione si fonda sullo sviluppo integrale, ed è la condizione, lo stato o la situazione che garantisce il godimento e l’esercizio dei diritti e delle garanzie in ambito economico, sociale, politico, culturale, geografico, ambientale e militare, dei principi e valori costituzionali da parte della popolazione, le istituzioni e ogni persona che integra lo Stato e la società, con proiezione generazionale, entro un sistema democratico, partecipato e protagonistico, libero da minacce alla propria sopravvivenza, alla sovranità e all’integrità del territorio e altri spazi geografici. (LOSN)

Difesa integrale – Art. 3. Ai fini di questa legge, la difesa integrale è l’insieme dei sistemi, metodi, misure e azioni di difesa, di qualsiasi natura e intensità, che in forma attiva lo Stato formula, coordina ed esegue, con la partecipazione delle istituzioni pubbliche e private e le persone fisiche e giuridiche, nazionali o straniere, al fine di salvaguardare l’indipendenza, la libertà, la democrazia, la sovranità, l’integrità territoriale e lo sviluppo integrale della Nazione. (LOSN)

Sviluppo integrale – Art. 4. Ai fini di questa legge, lo sviluppo integrale consiste nell’eseguire piani, programmi, progetti e processi continui di attività e lavori che, concordemente con la politica generale dello Stato e con l’ordinamento giuridico vigente, sono destinati a soddisfare le necessità individuali e collettive della popolazione, in ambito economico, sociale, politico, culturale, geografico, ambientale e militare. (LOSN)

Il documento firmato a mo’ di “contratto” impatta sugli ambiti citati nell’art. 4 della LOSN nella maniera seguente:

Ambito economico – Il costo sarà di 212.900.000,00 dollari USA per 495 giorni, (equivalente a 430.101 dollari al giorno, 17.821 dollari all’ora, 299 dollari al minuto) che sarà pagato con fondi nazionali, sottratti al paese mediante diversi conti bancari congelati in varie banche del mondo, con oro di proprietà di istituzioni finanziarie e con infrastrutture, servizi e attività di cui si sono appropriati illegalmente. Inoltre, l’attore/burattino assoldato dal Pentagono per svolgere il ruolo di “presidente incaricato” (JG), si impegnava a concedere al “contraente” un anticipo non rimborsabile di 1.500.000 dollari. “Si concorda di pagare mensilmente al contraente, dopo la conclusione del progetto, un minimo di 10.860.000,00 dollari, una media di 14.820.000,00 dollari e un massimo di 16.456.000,00 dollari” ha affermato il ministro Jorge Rodríguez in un discorso alla televisione trascritto da albaciudad.org.

Inoltre, un gruppo di investitori concederebbe un prestito per finanziare il progetto, a condizioni leonine, giacché verrebbe restituito con gli interessi del 55% (facile così ottenere prestiti). Al momento del successo dell’affare mercenario, il capo dei gangster, Jordan Goudreau (mercenario canadese-americano che ha dichiarato di essere stato il responsabile organizzativo dell'incursione golpista filo-americana nella baia di Macuto, territorio venezuelano il 3 maggio 2020. È proprietario e gestore di una società di sicurezza privata con sede in Florida chiamata Silver Corp USA, che ha fondato nel 2018, n.d.r.) riceverebbe un buono di 10 milioni di dollari e i citati investitori privati godrebbero di una posizione privilegiata negli affari da intraprendere dopo aver usurpato il potere. Gli interessi sarebbero sommati all’ammontare totale. Per esempio, in caso di un prestito di 40 milioni di dollari USA, gli interessi ammonterebbero a 26 milioni, cioè alla fine il governo illegittimo dovrebbe pagare ai mercenari 66 milioni. Nel caso in cui la Silver Corp fosse chiamata in giudizio, anche negli Stati Uniti, il governo di JG dovrebbe pagare le spese della difesa e assumersi la responsabilità finanziaria con i fondi del tesoro nazionale, ovviamente. Tutti i partecipanti statunitensi dovrebbero avere un’assicurazione sulla vita pagata totalmente dal regime imposto.

Ambito sociale – I mercenari potrebbero attaccare obiettivi militari e non militari, “infrastrutture e obiettivi economici venezolani”, “vie e mezzi di comunicazione” e gli edifici eventualmente da loro dichiarati “associati con terroristi o forze ostili”. Si procederebbe parimenti a inutilizzare e/o distruggere infrastrutture, linee di comunicazione e obiettivi economici. I mercenari sono autorizzati a eliminare elementi militari e non militari, il che – secondo il ministro Rodríguez nell’articolo citato – include i venezolani dei consigli comunali, i soldati, i componenti delle milizie, gli abitanti della Gran Misión Vivienda Venezuela o qualsiasi altro venezolano. Il documento permette a Goudreau di eliminare qualsiasi cittadino che venga ritenuto “agente, appartenente a gruppo o cellula associati al terrorismo”. Viene permesso un “uso graduale della forza” in caso di proteste o “minacce”, e si precisano le condizioni per detenere i civili, permettendo l’uso di forza letale. Si autorizza, inoltre, l’uso della forza necessaria, anche mortale, per la protezione delle forze di invasione o di rappresentanti del regime imposto. Considerato il gran numero di militanti del partito al governo e di simpatizzanti del socialismo e del processo bolivariano, la quantità di perdite umane sarebbe incalcolabile.

Ambito politico – I mercenari contrattati (chiamati eufemisticamente “fornitori dei servizi” dai senza patria dell’opposizione) darebbero assistenza e consulenza… “per pianificare ed eseguire un’operazione destinata a catturare, detenere ed eliminare il presidente costituzionale Nicolás Maduro” con un’iniziativa di grave assassinio politico, eliminerebbero il governo attuale e il suo sostegno ideologico bolivariano e insedierebbero il burattino come capo dello Stato. L’operazione è denominata “Operazione di risoluzione del progetto”. Sarebbero dichiarati ostili ed eliminati Nicolás Maduro e Diosdado Cabello, con i loro aiutanti e alleati.

Ambito culturale – Avendo “semaforo verde” per distruggere tutto e creare il caos, i mercenari sarebbero autorizzati a smantellare e demolire teatri, musei, case della cultura e simili, colpendo non solo l’infrastruttura fisica propriamente detta, ma anche tutto il patrimonio immateriale e intangibile.

Ambito geografico – Tutti i nostri spazi terrestri, marini e aerei verrebbero calpestati dai mercenari e dallo stivale straniero. Godendo di totale immunità giuridica, sarebbero liberi di fare ciò che vogliono del territorio, incluso dividerlo per indebolirlo.

Ambito ambientale – A parte la distruzione del paesaggio naturale e urbano come conseguenza degli attacchi per aria, per terra e per mare (ricordiamo Aleppo in Siria), ci sarebbero anche lo sfruttamento e la ripartizione della quantità quasi infinita di risorse naturali che albergano nel suolo bolivariano. I governi traditori della regione hanno appoggiato l’invasione pensando alla parte di bottino che avrebbero a disposizione (ricordiamo il caso della Libia).

Ambito militare – Saranno dichiarati “ostili” tutti i componenti della Forza Armata Nazionale Bolivariana. Oltre all’esecutivo che accompagna il presidente Maduro, eliminerebbero anche i funzionari dell’alto comando militare della Forza Armata Nazionale Bolivariana. Il capo dei mercenari, Jordan Goudreau, avrebbe l’autorità di approvare qualsiasi attacco e di fare fuoco contro obiettivi militari e non militari, nonché di usare armi di ogni tipo, incluse le mine automatiche o a comando. I componenti della forza di invasione potranno usare divise militari e armi da fuoco nell’espletamento delle loro funzioni nell’infame servizio per cui li stanno pagando.

 

 

 

Valutazioni

 

La Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB) rivendica il pensiero del Padre della Patria, si è riconciliata con le sue radici storiche, sta al fianco del popolo venezolano in un processo di crescita comune e ha adottato i valori di democrazia, sovranità e indipendenza. Definirla “ostile” è sufficiente per svelare la natura terroristica degli accusatori e autori del delitto.

Il governo degli Stati Uniti ha ideato, finanziato e attuato una trama delittuosa che, con l’appoggio dell’Unione Europea e di altri governi “leccapiedi” d’America Latina e del resto del mondo e l’appoggio della dittatura mediatica, assume la maschera della legalità. Sulla stessa base continua i blocchi e le misure coercitive contro il Venezuela, Cuba, l’Iran, la Siria, il Nicaragua, la Russia, la Corea del Nord, e altri; appoggia il cosiddetto “lawfare” giudiziario che ha determinato l’espulsione di Dilma Rousseff dalla presidenza del Brasile, la detenzione illegale di Luis Inácio Lula da Silva e il trionfo illegittimo di un personaggio grigio e mediocre nelle ultime elezioni presidenziali del gigante sudamericano. La stessa strategia è stata usata contro Cristina Fernández de Kirchner in Argentina e contro Rafael Correa e Jorge Glas in Ecuador.

Nel caso del Venezuela, la Costituzione Bolivariana, l’unione fra civili e militari e il grado di coscienza popolare hanno costituito un muro di contenimento contro le pretese imperiali; malgrado ciò, con una strategia di autoproclamazione, hanno contrattato un burattino, usando una serie concatenata di illegalità. Questa strategia è stata acclamata – come era da aspettarsi – dall’Unione Europea e dai paesi lacchè d’America Latina. Questo usurpatore oggi firma quel contratto infame per l’occupazione del nostro paese, determinando una spirale di illegalità.

Se non è riuscita in Venezuela, per via soprattutto dell’unione fra civili e militari, la strategia dell’autoproclamazione ha avuto successo in Bolivia.

Nella Costituzione degli Stati Uniti, punta di lancia del sistema di dominio mondiale, e nei successivi emendamenti, non appare mai la parola “democrazia”, circostanza che sembra sostenere il loro comportamento viziato, falso e antidemocratico. Ma la cosa è ancora più grave. Fin dal suo sorgere, questo paese si crede eletto da Dio “per essere una potenza politica ed economica, una nazione superiore”; in particolare per quanto riguarda la regione, gli Stati Uniti ci hanno marcato con la spada di Damocle della cosiddetta Dottrina Monroe, sintetizzata nella frase “l’America agli americani”, elaborata da John Quincy Adams e attribuita al presidente Monroe nel 1823. Secondo questa “dottrina”, “ogni intervento degli europei in America sarebbe visto come un atto di aggressione che richiederebbe la risposta degli Stati Uniti”. In poche parole, gli Stati Uniti soffrono di una superbia genetica e di un’arroganza messianica, per cui si credono i gendarmi e i padroni del pianeta.

Con la loro arroganza hanno convinto un settore dell’opposizione che ha il cuore debole ma una infinita sete di potere e soprattutto di denaro. Hanno architettato un copione che oscilla fra illegalità e delitti, e hanno assoldato un burattino che ha le caratteristiche ideali per i loro fini.

Così l’illegalità e il delitto, la superbia, l’ambizione sono diventati il tripode su cui poggia l’attacco contro la sovranità e l’indipendenza del Venezuela.

 

 

 

Conclusione

 

Mai nella storia di questo paese si è conosciuto un fenomeno così rovinoso, indegno e vergognoso come questa infamia che definiscono “contratto”. Dai responsabili diretti fino ai più lontani, tutti mostrano la condizione più meschina e servile, di tradimento e subordinazione a una potenza straniera, che potessimo finora immaginare; perciò devono essere trattati, senza esitazioni, come senza patria e traditori che hanno osato macchiare la nostra condizione di popolo patriota e hanno messo in vendita la sovranità e l’indipendenza del Venezuela. La loro azione perfida e infame è pensata per colpire il nostro ordine interno, distruggere la totalità della struttura su cui si regge la sicurezza della nazione e far crollare il nostro Stato.