Cosa è successo veramente l’11 settembre?

Gli scettici sull’11 settembre si sono uniti ai membri delle famiglie delle vittime per cercare risposte a un compendio di domande senza risposta, questioni trascurate e distorsioni nel fascicolo pubblico. La pressione per chiedere conto al governo si è protratta per più di un anno prima che il presidente Bush firmasse un disegno di legge che istituisse la Commissione sull’11 settembre nel 2002. E stiamo ancora combattendo per trovare le responsabilità!

Riportiamo i migliori rapporti investigativi, ricerche accademiche e studi pubblici sulle realtà soppresse dell’11 settembre. Vi invitiamo a dare un senso ai fatti da soli.

Dopo 20 anni perché qualcuno dovrebbe interrogarsi sull’11 settembre?

9 settembre, Truth Movement USA (Movimento per la verità sull’11 settembre)

Questa è una raccolta di un lavoro di ricerca e documentazione relativa agli eventi dell’11 settembre 2001 a New York. Non vuole essere un’ulteriore interpretazione o analisi, di cui si sono occupati validissimi esperti, studiosi, giornalisti, con importanti libri, articoli, scritti, e molti sono qui indicati. Vuole essere solo un contributo di documentazioni ufficiali e inoppugnabili, frutto di eminenti personalità statunitensi e internazionali, che possa essere utile per chiunque non intende accettare tutto ciò che ci viene somministrato dai media e dai politici assoggettati al potere, in USA come in Europa. Semplicemente un contributo alla ricerca della verità e della giustizia per i popoli aggrediti, sia dal punto di vista informativo e mediatico, che da quello di vittime. 

L’11 settembre 2001 è un giorno che nessun può obliare, non solo negli Stati uniti, ma anche nel mondo. Con il crollo del World Trade Center i leader politici USA dell’epoca e poi tutti gli altri a venire, usarono quella paura e quel terrore per giustificare l’invasione dell’Afghanistan prima, e quindi instaurare nel mondo la cosiddetta “guerra al terrore”, spingendoci in un vortice di guerre senza fine. Dall’11 settembre, la paura del terrorismo e la successiva guerra al terrore, hanno dominato le priorità economico-finanziarie e l’agenda legislativa e politica, in tutto l’Occidente e paesi assoggettati, sotto il comando USA. La domanda da porsi è: venti anni dopo, il mondo è più sicuro e i leader politici sono più assennati? Oggi il mondo sta lottando più che mai, con continue aggressioni esterne a paesi e popoli, con minacce di guerra continue, crescenti disuguaglianze, povertà e sempre più crescenti sfide economiche e ambientali. In questi decenni, tutto questo ha determinato e avuto un impatto materiale sull’umanità. Questo è un dato di fatto. 

Centinaia di migliaia di persone negli Usa e nel mondo, mettono in dubbio la storia ufficiale dell’11 settembre. Ci sono, innegabilmente, moltissime ragioni per dubitare di quella storia e molte teorie contrastanti su ciò che è realmente accaduto l’11 settembre 2001.

Ciò che è chiaro è che le lobby guerrafondaie, il complesso industriale-militare statunitensi, hanno usato la paura per passare rapidamente all’azione per realizzare progetti di vecchia data di risistemare il mondo più a loro gradimento. Nonostante la retorica, ciò, come sempre non ha nulla a che fare con il “portare la democrazia”. Di sicuro ha solo significato, in pratica, cambi di governi, distruzione di infrastrutture civili (veri e propri crimini di guerra), fomentato conflitti etnici e religiosi spargendo armi nel mondo e uccidendo centinaia di migliaia di persone: in Iraq, Afghanistan, Pakistan, Palestina, Yemen, Somalia, Libia, Siria e altrove.

Il danno fatto è così grave da essere irreversibile. I paesi aggrediti potrebbero non riprendersi mai più, certamente non saranno mai più loro stessi i popoli.

La NATO, quest’alleanza militare occidentale dominata dagli Stati Uniti, è ormai una forza internazionale per gli interventi militari per conto di un’agenda affaristica multinazionale.

Qui potrete trovare indicazioni e risorse per approfondire o documentarsi su tutte le incongruenze e falsità dette intorno a questo tragico evento, con i siti in cui esaminare ciò che viene dichiarato, come risorsa. La maggior parte della documentazione e denuncia è prodotta dai sopravvissuti e dai famigliari delle vittime, a cui si sono affiancate migliaia di personalità e centinaia di migliaia di cittadini statunitensi.

In questi 20 anni, molte domande basilari sono state poste negli USA ai più alti livelli istituzionali e di Stato, ma di risposte non ne sono arrivate. Per esempio:

L’11 settembre ha giustificato la guerra in Afghanistan?

Questa domanda è stata finora considerata “off-limits”, proibita per motivi di sicurezza nazionale. Ovviamente mai sollevata nei media mainstream. Non è stato concesso chiedersi se l’invasione fosse giustificata dagli attacchi dell’11 settembre. Perché?

Sulla guerra al terrore

Il modo in cui è stata condotta la guerra al terrorismo, ha portato a esprimere molte inquietudini circa l’impatto sulle libertà civili, il costo economico dei cambiamenti aggiuntivi incentrati sulla sicurezza, sulle invasioni e guerre in Iraq, Afghanistan e altre ancora.

Gli attacchi terroristici sono più che quintuplicati dall’11 settembre

Secondo un rapporto al Congresso USA: “il terrorismo globale ha iniziato ad aumentare solo dopo l’escalation della guerra in Iraq”, seguita poi da ulteriori crescenti ondate di terrorismo nel mondo.

Dall’11 settembre, razzismo e islamofobia si sono intrecciati

Negli USA, ma non solo, ormai viviamo nell’epoca in cui il linguaggio della violenza si manifesta nei tentativi di incendi dolosi di moschee, omicidi, abusi razzisti (online e offline), con governi inerti nel condannare gli atti di terrorismo contro i propri cittadini musulmani. Questo è un fallimento rilevante e sarà di lunga durata nella politica pubblica occidentale.

L’invasione militare degli Stati Uniti in Iraq ha aumentato il terrorismo?

Questo dato si è avverato e ha portato a una rinascita del terrorismo antiamericano e dei paesi ad esso alleati. 

I sopravvissuti e i famigliari delle vittime dell’11 settembre mettono in dubbio il rapporto della Commissione sull’11 settembre

                                       pastedGraphic.png

Si stima che 2.973 persone siano morte negli attacchi dell’11 settembre. Il bilancio delle vittime al World Trade Center comprendeva 60 agenti di polizia e 343 vigili del fuoco, 87 passeggeri a bordo del volo americano AAF 11, 60 sul volo United 175 e oltre 2.000 occupanti e vicini del WTC. Il bilancio delle vittime al Pentagono includeva 125 persone del Pentagono e 64 passeggeri del volo americano 77, e 44 persone hanno perso la vita sul volo United 93. Molti sopravvissuti all’11 settembre e molti famigliari delle vittime dell’11 settembre hanno espresso critiche significative al Rapporto della Commissione USA sull’11 settembre. Molti addirittura sostengono la complicità del governo nei terribili atti dell’11 settembre.

Le dichiarazioni pubbliche di molti sopravvissuti contraddicono il Rapporto della Commissione governativa. E le parole e le azioni di alcune delle vittime in quel drammatico giorno sono in conflitto con il Rapporto della Commissione. Le pagine del sito PatriotsQuestion911 sono una raccolta di queste dichiarazioni. Il sito Web non rappresenta alcuna organizzazione politica. Si possono trovare le dichiarazioni di oltre 300 sopravvissuti, vittime e famigliari dell’11 settembre che contraddicono o sono critiche nei confronti del Rapporto della Commissione sull’11 settembre. Le loro voci collettive danno credibilità all’affermazione che il Rapporto della Commissione sull’11 settembre è tragicamente falsato.

Queste persone non possono essere semplicemente liquidate come credenti irresponsabili in qualche teoria della cospirazione dell’11 settembre. Le loro dichiarazioni si basano sulla loro profonda familiarità e sull’intenso studio degli eventi dell’11 settembre. La loro critica al Rapporto della Commissione non è intrinsecamente irresponsabile o illogica, anzi, si basa sul loro desiderio di onorare le vittime di quel terribile giorno, scoprendo la verità e consegnando alla giustizia i responsabili di quegli atti criminali.

Che cos’è il Movimento per la verità sull’11 settembre (9/11 Truth)

Il Movimento per la verità sull’11 settembre sostiene un insabbiamento e la complicità di addetti ai lavori, nell’affrontare gli eventi dell’11 settembre. Ha meticolosamente analizzato le prove degli attacchi, discusso diverse teorie su come sono avvenuti gli attacchi e chiede una nuova indagine. I motivi suggeriti dal movimento includono l’uso degli attacchi come pretesto per combattere le guerre in Iraq e Afghanistan, e condurne altre, per creare opportunità per ridurre le libertà civili americane. Supportano il Movimento, oltre a sopravvissuti e famigliari delle vittime, personalità di settori rilevanti, come ingegneri civili e aerospaziali, scienziati, accademici, architetti, avvocati e giuristi, Vigili del fuoco, ex agenti investigativi e dell’intelligence, giornalisti, patrioti, docenti e studenti universitari, religiosi, Veterani e reduci di guerra, alcuni politici, medici, pacifisti, artisti e semplici cittadini.

Gli aderenti al Movimento, si definiscono “11 settembre scettici”, “attivisti per la verità”, o “gli imparziali dell’11 settembre”, e rifiutano in modo risoluto il termine di “teorici della cospirazione”.

Il Movimento è attivo negli Stati Uniti e in molti altri paesi.

Una lettura unificante nel Movimento è quella, sulla base di studi minuziosi, soprattutto di ingegneri e Vigili del fuoco, dove si sostiene che gli edifici del World Trade Center siano stati distrutti da demolizioni controllate. 

All’indomani degli attentati dell’11 settembre, furono pubblicate diverse interpretazioni degli eventi che misero in discussione il resoconto fornito dal governo degli Stati Uniti. Tra gli altri, Michael Ruppert e il giornalista canadese Barrie Zwicker, l’esperto di antiterrorismo internazionale francese Jean-Charles Brisard, il giornalista tedesco Mathias Bröckers e il politico socialdemocratico Andreas von Bülow hanno pubblicato libri estremamente contrari ai media statunitensi, portando avanti la tesi della demolizione controllata della distruzione delle torri del World Trade Center. 

41 veterani dell’Agenzia di intelligence e antiterrorismo degli Stati Uniti contestano il resoconto ufficiale dell’11 settembre. Il rapporto ufficiale sull’11 settembre: “Terribilmente imperfetto”, “Intriso di contraddizioni”, “una beffa”, “un insabbiamento”. 

Molti noti e stimati alti ufficiali dell’esercito americano, servizi di intelligence e veterani delle forze dell’ordine e funzionari governativi hanno espresso critiche significative al Rapporto della Commissione sull’11 settembre o hanno reso dichiarazioni pubbliche che contraddicono il Rapporto. Molti, addirittura sostengono la complicità del governo nei terribili atti dell’11 settembre. PatriotsQuestion911 ha pubblicato le dichiarazioni di oltre 220 di questi alti funzionari. Le loro voci collettive danno credibilità all’affermazione che il Rapporto della Commissione sull’11 settembre sia tragicamente alterato. 

Nell’ottobre 2004, l’organizzazione 9/11 Truth ha rilasciato una dichiarazione, firmata da molti parenti di persone morte l’11 settembre 2001 e altre personalità, dove si chiedeva un’indagine approfondita sugli attacchi e dove si affermava che le domande senza risposta indicherebbero che persone all’interno dell’amministrazione USA potrebbero aver deliberatamente permesso che gli attacchi avvenissero.

L’attore Edward Asner, l’ex candidato alla presidenza Ralph Nader, l’ex deputata Cynthia McKinney, l’ex assistente segretario per l’edilizia abitativa Catherine Austin, l’autore Richard Heinberg, Enver Masud, fondatore di The Wisdom Fund, i professori Richard Falk della University of California, Mark Crispin Miller della New York University, Douglas Sturm della Bucknell University, Burns H. Weston della University of Iowa College of Law e altri firmarono la dichiarazione.  

Da allora iniziò la repressione contro le personalità che si erano schierate per la verità e furono espulsi dalle istituzioni pubbliche. 

Secondo gli aderenti al Movimento per la verità sull’11 settembre, molte delle domande che il Comitato direttivo di 9/11 Family Steering Committee (istituito per monitorare il lavoro della Commissione,  ha posto alla Commissione sull’11 settembre, presieduta dall’ex governatore del New Jersey Thomas Kean, non sono state poste né nelle udienze e nemmeno nel Rapporto della Commissione. Lorie Van Auken, una donna che ha perso il marito nell’attacco dell’11 settembre, ha stimato che solo il 30% delle loro domande abbia ricevuto risposta nel Rapporto finale della Commissione sull’11 settembre, pubblicato il 22 luglio 2004. 

Il sito web sopra citato riassume le domande che hanno sollevato alla Commissione, indicando quali ritengono abbiano avuto una risposta soddisfacente, quali siano state affrontate ma senza risposta soddisfacente, e quali siano state generalmente ignorate o omesse dal Rapporto. 

Inoltre, il “9/11 Commission Report: Omissions and Distortions” scritto dal professore e teologo David Ray Griffin, ha provato che il rapporto aveva omesso informazioni o distorto la verità, fornendo 115 esempi delle sue accuse. Griffin ha caratterizzato il rapporto della Commissione sull’11 settembre come “una bugia di 571 pagine”.

La senatrice dello Stato repubblicano dell’Arizona, Karen Johnson, si è unita alla protesta a sostegno della verità. Il 10 giugno, Johnson con Blair Gadsby come suo ospite (Gadsby faceva lo sciopero della fame per ottenere una nuova indagine indipendente sull’11 settembre), e altri membri del Movimento per la verità sull’11 settembre tra il pubblico, ha parlato davanti al Senato dello Stato dell’Arizona sposando la teoria della demolizione controllata e sostenuto la riapertura delle indagini sull’11 settembre. 

Le Organizzazioni specifiche di cittadini USA, formatesi per la ricerca della verità

Il sito 9/11 Truth è stato lanciato nel giugno 2004 ed è diventato il portale centrale per molte organizzazioni del Movimento per la verità sull’11 settembre. L’organizzazione ha co-sponsorizzato sondaggi di opinione, condotti dalla società statunitense di ricerche di mercato e sondaggi di opinione Zogby International, che hanno mostrato un numero effettivo di persone che credono che il governo non abbia detto tutta la verità sugli attacchi dell’11 settembre.

pastedGraphic_1.png

I Vigili del fuoco per 9-11 Verità (Firefighters for 9/11 Truth)

343 valorosi vigili del fuoco di New York sono morti l’11 settembre

  pastedGraphic_2.png

È un’associazione non politica di vigili del fuoco e di affiliati creata per aumentare la consapevolezza, fornire conoscenza pubblica, richiedere una vera indagine che segua le norme nazionali e per fornire supporto ai fratelli e sorelle nel bisogno. “… Noi siamo profondamente turbati dalla ‘storia ufficiale’, e il modo in cui i soccorritori di Ground Zero sono stati dimenticati. Crediamo che ci siano prove schiaccianti di impedimento della giustizia, distruzione di prove, come ammesso anche da numerosi commissari della Commissione 9/11”. Il Senatore Cleland si dimise dalla Commissione, dichiarando: “Questa indagine è ormai compromessa”. 

pastedGraphic_3.pngpastedGraphic_4.png

La NFPA (National Fire Protection Association) 921, che è lo standard nazionale per le investigazioni di incendi ed esplosioni, indica molto chiaramente in numerose sezioni che l’eventualità dell’uso di esplosivi avrebbe dovuto essere oggetto di studi più approfonditi. In particolare in NFPA 921 18.3.2 High Order Damage si rileva: “… il danno di più grave entità è caratterizzato dalla frantumazione della struttura, che produce piccoli detriti polverizzati. Pareti, tetti e parti strutturali sono frammentati o frantumati, mentre l’edificio è completamente demolito. I detriti sono stati gettati a grandi distanze, anche a centinaia di metri. Un danno di grave entità è il risultato di rapidi tassi di aumento di pressione”. Il World Trade Center, quindi, avrebbe dovuto essere oggetto di studi approfonditi ed esaminato per la ricerca di esplosivi. In particolare, avrebbe dovuto essere indagato l’utilizzo di “acceleranti esotici”. In NFPA 92119.2.4: tre indicatori erano chiaramente individuabili e avrebbero dovuto portare ad un esame approfondito per l’eventuale uso di “acceleranti esotici”. In particolare, come affermato nelle linee guida, di “miscele di termite”. 

Quindi, perché la possibilità dell’uso di esplosivi, della demolizione controllata o dell’uso di “acceleranti esotici” non sono stati approfonditamente indagati, e neanche menzionati nella relazione della Commissione 9/11?

I vigili del fuoco di 9-11 Truth richiedono un’indagine veramente indipendente con la possibilità di emettere mandati per poter interrogare funzionari dei poteri istituzionali e ottenere documenti per scoprire la verità completa degli eventi del 9/11/2001, in particolare il crollo del WTC Torre 7 e la possibilità di demolizione con esplosivi. L’indagine deve seguire gli standard nazionali chiaramente delineati nelle linee guida della National Fire Protection Association, in particolare la NFPA 921, per includere un’analisi approfondita dell’acciaio per verificare la presenza di “acceleranti esotici”. Chiedono al Congresso di onorare le promesse fatte ai soccorritori del’11 settembre applicando il James Zadroga 9/11 Health and Compensation Act del 2008. 

Chiedono che siano perseguiti a norma di legge tutti gli individui intenzionalmente coinvolti nella pianificazione ed esecuzione degli omicidi commessi l’11 settembre 2001.

Così anche per tutti gli individui intenzionalmente coinvolti nell’ostruzione della giustizia e nella distruzione di prove sugli eventi dell’11 settembre 2001.

“… Vi sfidiamo a guardare le prove con una mente aperta e dare giudizi. Ricordate, non c’è bisogno di essere un esperto per fare una valutazione e si ha il diritto di essere critici, e di esigere risposte dagli ‘esperti’. Prendetevi tempo per leggere i fatti e abbiate il coraggio di chiedere di più. Se non si arriva alla stessa conclusione dell’FBI e non li si inserisce nella vostra lista di ‘ricercati’, non potrete avere il coraggio di aiutarci a trovare i responsabili della morte di tanti nostri fratelli e sorelle. Abbiamo tutti bisogno di mostrare un po’ di coraggio, di avere risposte, giustizia e un trattamento giusto per i Ground Zero Rescue Workers (Operatori di soccorso e recupero di Ground Zero). Esigiamolo!!”.                                           

Intervista a Erik Lawyer, il fondatore di Firefighters for 9-11 Truth

di John Bursill

Se non avete mai sentito il suo nome, Erik Lawyer è un nome da ricordare. Erik è un vigile del fuoco a tempo pieno ed è una preziosa luce nel Movimento per la verità sull’11 settembre. Ha impressionato tutti quelli che incontra, con il suo semplice messaggio che consiste nel richiedere con fermezza un’indagine forense approfondita sulla catastrofe del World Trade Center dell’11 settembre. Lui e i suoi compagni vigili del fuoco vogliono che le autorità facciano il loro lavoro e svolgano un’indagine in conformità con i protocolli di indagine sulla scena dell’incendio, a cui lui e tutti i vigili del fuoco statunitensi aderiscono religiosamente. L’11 settembre sono accadute tante cose e quella che è di maggiore preoccupazione per Erik e il suo gruppo, Firefighters for 9/11 Truth, è la quasi completa distruzione delle prove sulla scena del crimine, e il successivo monumentale insabbiamento, con l’offuscamento delle poche prove rimaste. Prove raccolte in modo indipendente dimostrano chiaramente che sono stati usati incendiari ed esplosivi per facilitare la distruzione dei tre edifici del WTC. Per ulteriori informazioni, vedere il rapporto speciale visibilità sull’11 settembre.

In questa intervista parla dei piani dei vigili del fuoco per la verità sull’11 settembre e dei loro risultati finora raggiunti, e anche del forte legame che si è formato tra “Vigili del fuoco per la verità sull’11 settembre” e gli “Architetti e Ingegneri per la verità sull’11 settembre”. Attenendosi a un attento approccio basato sui fatti e non cospirativo.

Il portale Visibility 9/11 si congratula con Erik e Firefighters for 9/11 Truth per il loro impegno a favore della verità e della giustizia di fronte agli attacchi personali e diffamatori. Come ha dimostrato Erik nella sua caserma dei pompieri di Seattle, l’ignoranza non può competere con le prove concrete. È una semplice verità, tutti coloro che osano guardare a quelle prove ammetteranno che c’è un pericolo chiaro e presente per il popolo americano e per il mondo se non si trovano le vere ragioni per i tre crolli dell’11 settembre. È anche molto confortante vedere anche un gruppo di avvocati professionisti per la verità sull’11 settembre battersi in nome di essa. I vigili del fuoco per la verità sull’11 settembre metteranno sempre al primo posto le preoccupazioni e la memoria delle vittime e dei primi soccorritori!   8 aprile 2010

Architetti e ingegneri per la verità sull’11 settembre (Architects and Engineers for 9/11 Truth)

pastedGraphic_5.png

Architects & Engineers for 9/11 Truth è un’organizzazione di professionisti dell’architettura e dell’ingegneria che sostengono le World Trade Center controlled demolition conspiracy theories e chiedono una nuova indagine sulla distruzione delle Torri Gemelle e del WTC 7.

Le indagini della Federal Emergency Management Agency e del National Institute of Standards and Technology (NIST) hanno concluso che gli edifici sono crollati a causa degli impatti degli aerei e degli incendi che ne sono derivati. Gage ha criticato il NIST per non aver indagato sulla sequenza completa del crollo delle torri Collapse of the World Trade Center nel suo rapporto, e afferma che “la spiegazione ufficiale della distruzione totale dei grattacieli del World Trade Center ha esplicitamente evitato di affrontare le enormi prove per la demolizione esplosiva”. A sostegno della sua posizione, il gruppo Architects & Engineers for 9/11 Truth indica nel tempo di “caduta libera” del crollo degli edifici, l’“espulsione laterale dell’acciaio” e la “polverizzazione a mezz’aria del calcestruzzo”, gli elementi determinanti per la ricerca della verità. 

Leader religiosi per la verità sull’11 settembre (Religious Leaders for 9/11 Truth)

 “…Di fronte ad azioni che sono in conflitto con il principio morale universale – che non dovremmo fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi stessi o ai nostri cari –, i membri delle comunità di fede hanno la responsabilità di esprimere la loro opposizione a tali azioni. Molti leader religiosi nel corso della storia hanno pubblicamente contestato pratiche moralmente inaccettabili, ad esempio recentemente nei movimenti per i diritti civili e contro l’apartheid. È emersa una significativa sfida morale a causa delle evidenti discrepanze tra la versione ufficiale degli eventi dell’11 settembre 2001 e i risultati di un’ampia ricerca indipendente dall’amministrazione statale condotta da persone con competenze scientifiche o professionali rilevanti. Come risultato di questa vasta ricerca condotta da scienziati e professionisti, ora si può vedere che il resoconto ufficiale dell’11 settembre è falso oltre ogni ragionevole dubbio.

Questa conclusione presenta una significativa sfida morale perché questo falso resoconto è stato usato come pretesto per la cosiddetta Guerra al Terrore, che ha avuto enormi conseguenze negative, tra cui:

  • l’uccisione e la mutilazione di milioni di persone innocenti nel mondo
  • la rappresentazione dell’Islam come una religione intrinsecamente violenta, dei musulmani come particolarmente suscettibili di essere terroristi e delle nazioni musulmane come prive di qualsiasi diritto a non essere attaccate;
  • l’impiego della tortura, delle consegne straordinarie e di altre pratiche, compresa la riduzione delle libertà civili dei cittadini americani, che violano la Costituzione degli Stati Uniti, il diritto internazionale e la coscienza morale del mondo;
  • la spesa di migliaia di miliardi di dollari per scopi militari, imperialistici; e
  • l’accelerazione della distruzione ecologica del nostro pianeta, compreso il diffuso avvelenamento radioattivo causato dalle munizioni all’uranio impoverito.

Poiché il falso resoconto dell’11 settembre, oltre ad essere un’enorme bugia raccontata al pubblico americano e al mondo intero, ha portato a tutti questi mali, spetta ai leader religiosi, una volta che si rendono conto che il resoconto ufficiale è una menzogna, parlare, perché non parlare è acconsentire all’insabbiamento.

I leader religiosi di ogni tradizione e fede sono invitati a firmare la petizione e quindi a diventare membri dei leader religiosi per la verità sull’11 settembre. 

I “leader religiosi” qui definiti, sono quelle persone che esercitano (o hanno esercitato) un ruolo di leadership, sia a livello laico che professionale, in, o per conto di una comunità o organizzazione religiosa, o che insegnano (o hanno insegnato) la religione da una prospettiva di fede.

Comitato degli avvocati per la verità sull’11 settembre

pastedGraphic_6.png

Con l’intenzione di portare le indagini sull’11 settembre a un livello superiore, il Comitato degli avvocati per l’inchiesta sull’11 settembre ha consegnato una serie di azioni per la libertà di informazione al Federal Bureau of Investigation. Il Freedom of Information Act (FOIA), 5 USCode 552, è una legge che dà ai cittadini diritto di trasparenza nelle azioni del governo. Questa legge richiede la divulgazione totale o parziale di informazioni e documenti non ancora rilasciati e controllati dal governo degli Stati Uniti su richiesta dei cittadini. Sei azioni per la libertà di informazione specificamente mirate, sono state inviate all’FBI.

Il Comitato degli Avvocati ha una missione storica. A partire dall’11 settembre 2001, il governo degli Stati Uniti non è riuscito a indagare adeguatamente sugli orribili crimini commessi. Di conseguenza, i veri colpevoli e le menti sono tuttora dietro il sipario e nell’ombra. Alcuni possono anche essere in bella vista. Il Comitato degli avvocati è indirizzato a indagare su tutti gli aspetti della peggiore aggressione nella storia della nostra nazione, i molteplici crimini dell’11 settembre, per lo sviluppo del Grand Jury e sostenere le petizioni del Congresso che possano portare a ulteriori indagini, accuse e condanne dei colpevoli, e dei contenziosi, dove sarà necessario.

pastedGraphic_7.pngpastedGraphic_8.png

Studiosi per la verità e la verità sull’11 settembre (Scholars for 9/11 Truth and Justice)

Scholars for 9/11 Truth & Justice (STJ) formatosi nel gennaio 2007 è un gruppo di studiosi che analizzano le domande senza risposta dell’attacco dell’11 settembre, attraverso la ricerca fondata sull’oggettività scientifica e sulla conoscenza pubblica. Il gruppo è composto da più di 1.000 membri.  

“Orologio dei cittadini” dell’11 settembre (9/11 Citizens Watch)

È stata costituita nel 2002 da John Judge e Kyle Quind e, insieme al Comitato direttivo dei Famigliari, ha svolto un ruolo attivo nel chiedere l’istituzione della Commissione sull’11 settembre e nel monitorare da vicino la Commissione. 

Gruppo di vittime ispaniche (HVG)

pastedGraphic_9.png 

The Hispanic Victims Group è un gruppo creatosi dopo gli attacchi dell’11 settembre, fondato da William Rodriguez, sopravvissuto e considerato un eroe, per il coraggio dimostrato nel salvare molte vite umane dopo l’esplosione. Sostenitore del Movimento per la verità sull’11 settembre. Il gruppo è stato una delle forze chiave per la creazione della Commissione sull’11 settembre. Rodriguez, come fondatore del gruppo, è stato un membro del Consiglio consultivo delle famiglie per la Lower Manhattan Development Corporation (LMDC). 

Piloti e professionisti dell’aviazione (for 11/9 Truth)

Molti piloti e professionisti dell’aviazione hanno espresso critiche significative al Rapporto della Commissione sull’11 settembre. Diversi addirittura sostengono la complicità del governo nei terribili atti dell’11 settembre. Sul sito PatriotsQuestion911 ci sono le dichiarazioni di oltre 250 piloti e professionisti dell’aviazione, che contraddicono o sono critiche nei confronti del Rapporto della Commissione sull’11 settembre. 

I professori e docenti per la verità (Professors Question for 9/11 Truth)

Molti professori famosi e rispettati hanno espresso critiche significative al Rapporto della Commissione sull’11 settembre. Diversi addirittura sostengono la complicità del governo nei terribili atti dell’11 settembre. Ci sono le dichiarazioni di oltre 400 professori che contraddicono o sono critici nei confronti del Rapporto della Commissione sull’11 settembre. 

Medici Professionali per la Verità 11/9 (Medical professional for 9/11 Truth) 

Oltre 400 medici, dentisti, infermieri, ricercatori, terapisti, tecnici e altri professionisti medici hanno espresso giudizi estremamente negativi sul Rapporto della Commissione sull’11 settembre. Diversi di loro sostengono la complicità del governo nei terribili atti dell’11 settembre. Questi professionisti non possono essere semplicemente liquidati come seguaci irresponsabili di qualche teoria della cospirazione sull’11 settembre. La loro sincera preoccupazione, sostenuta dalla loro responsabilità professionale di salvare vite umane e migliorare la salute e il benessere, dimostra che la critica alla relazione della Commissione non è intrinsecamente irresponsabile o illogica, e che, nei fatti, può essere proprio l’opposto.

Artisti, conduttori TV e professionisti Media per la Verità 11/9  (Artists, Entertainers, and Media Professionals for 11/9 Truth) 

Oltre 200 artisti, intrattenitori e professionisti dei media hanno pubblicamente messo in discussione il resoconto ufficiale dell’11 settembre.

I 40 MOTIVI FONDAMENTALI PER DUBITARE DELLA STORIA UFFICIALE DELL’11 SETTEMBRE 2001.9Da 911Truth.orgFacts 

Uno schema di semplici spunti di discussione. Prove di complicità il giorno stesso del crollo del WTC.

1) Catena di comando AWOL

a. È ben documentato che i funzionari in cima alla catena di comando per la risposta a un attacco interno, George W. Bush, Donald Rumsfeld, Richard Myers, Montague Winfield, Ralph Eberhart hanno tutti trovato motivo di fare qualcos’altro durante gli attacchi reali, oltre al loro dovere.
b. Chi era effettivamente al comando?

Richard Clarke, Norman Mineta e la Commissione sull’11 settembre sono direttamente in conflitto nei loro resoconti sulla risposta di alto livello agli eventi in corso, pertanto molti (o tutti) devono mentire.

2) Guasti della difesa aerea

a. Il sistema di difesa aerea statunitense non è riuscito a seguire le procedure standard per rispondere ai voli passeggeri deviati.

b. Cronologia: Le varie agenzie responsabili, NORAD, FAAPentagono, USAF, nonché la Commissione 11 settembre, hanno fornito spiegazioni radicalmente diverse per il fallimento (in alcuni casi confermato per anni), tanto che diversi funzionari devono aver mentito ; ma nessuno è stato ritenuto responsabile.

c. C’è stato uno stand della difesa aerea?

3) Colpo al Pentagono

Com’è stato possibile che il Pentagono sia stato colpito 1 ora e 20 minuti dopo l’inizio degli attacchi? Perché non c’è stata risposta dalla base aeronautica di Andrews, a soli 10 miglia di distanza e sede delle unità della Air National Guard incaricate di difendere i cieli sopra la capitale della nazione? In che modo Hani Hanjour, un uomo che ha fallito come pilota di Cessna nel suo primo volo su un Boeing, ha eseguito una difficile manovra acrobatica per colpire il Pentagono? Perché l’attacco ha colpito il lato appena rinnovato, che era in gran parte vuoto e opposto all’alto comando

Sibel Edmonds ex traduttrice e informatrice dell’FBI: “L’FBI sapeva del complotto dell’11 settembre 2001” 

                                pastedGraphic_10.pngpastedGraphic_11.png

Lettera aperta a Thomas Kean, presidente della commissione sull’11 settembre, dall’informatrice dell’FBI Sibel Edmonds, 1 agosto 2004

A Thomas Kean, Presidente del Comitato nazionale sugli attacchi terroristici agli Stati Uniti

Caro presidente Kean:

Sono passati quasi tre anni dagli attentati terroristici dell’11 settembre; durante il quale noi, il popolo, siamo stati sottoposti a una costante minaccia di terrore e ci è stato chiesto di esercitare vigilanza nella nostra vita quotidiana. La vostra commissione, la Commissione nazionale sugli attacchi terroristici agli Stati Uniti, è stata istituita per legge per indagare su “fatti e circostanze relativi agli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001” e per “fornire raccomandazioni per salvaguardare da futuri atti di terrorismo”, e ha ora pubblicato il suo “Rapporto della Commissione sull’11 settembre”. Ora ci state chiedendo di dare il nostro sostegno a questo rapporto, alle sue raccomandazioni e all’attuazione di queste raccomandazioni, con la nostra fiducia e il nostro sostegno, il denaro delle tasse, la nostra sicurezza e le nostre vite.

Sfortunatamente, trovo che il suo rapporto sia gravemente viziato dal fatto che non ha affrontato seri problemi di intelligence di cui sono a conoscenza, che sono stati confermati e di cui, in qualità di testimone della commissione, vi ho fatto conoscere. Pertanto, devo presumere che altri problemi seri di cui non sono a conoscenza siano stati omessi allo stesso modo dalla sua relazione. Queste omissioni mettono in dubbio la validità della vostra relazione e quindi delle sue conclusioni e raccomandazioni. Considerando la posta in gioco, la nostra sicurezza nazionale, abbiamo il diritto di chiedere risposte a domande senza risposta e di chiedere chiarimenti su questioni che sono state ignorate e/o omesse dal rapporto. Io, Sibel edmonds, una cittadina americana preoccupata, un ex traduttrice dell’FBI, una informatrice, una testimone per l’indagine del Congresso degli Stati Uniti, testimone e querelante per l’indagine dell’ispettore generale del Dipartimento di giustizia e una testimone per la l’indagine della Commissione sull’11 settembre, richiedo le sue risposte e il vostro riscontro pubblico per le seguenti domande e problemi:

Dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre, a noi, traduttori della più grande e importante unità di traduzione dell’FBI, è stato detto di rallentare, persino interrompere, la traduzione di informazioni critiche relative alle attività terroristiche in modo che l’FBI poteva presentare al Congresso degli Stati Uniti un record di “ampio arretrato di documenti non tradotti” e giustificare la sua richiesta di aumento del budget e del personale. Mentre gli agenti dell’FBI di vari uffici sul campo erano alla disperata ricerca di indizi e sospetti, e dipendevano completamente dal quartier generale dell’FBI e dalle sue unità linguistiche per fornire loro le informazioni tradotte necessarie, a centinaia di traduttori veniva detto dai loro supervisori amministrativi di non tradurre e di lasciare il lavoro accumularsi (fare riferimento alla trascrizione dei verbali CBS-60 datata ottobre 2002 e fornita ai propri investigatori nel gennaio-febbraio 2004). Questo problema è stato confermato dalla Commissione Giustizia del Senato (si prega di fare riferimento alle lettere del senatore Grassley e del senatore Leahy durante l’estate del 2002, fornite ai vostri investigatori nel gennaio-febbraio 2004). Questo rapporto confermato è stato segnalato come corroborato dal rapporto dell’ispettore generale del Dipartimento di giustizia (fare riferimento al rapporto DOJ-IG Re: Sibel Edmonds e FBI Translation, fornito prima del completamento del rapporto). Ho fornito ai vostri investigatori un resoconto dettagliato e specifico di questo problema e i nomi di altri testimoni disposti a confermarlo. (Si prega di fare riferimento alla testimonianza di 3,5 ore registrata da Sibel Edmonds, fornita ai propri investigatori l’11 febbraio 2004).

Oggi, quasi tre anni dopo l’11 settembre, e più di due anni da quando questa informazione è stata confermata e resa disponibile al nostro governo, gli amministratori responsabili dei dipartimenti linguistici dell’FBI rimangono nelle loro posizioni e responsabili delle prime linee informative degli sforzi dell’FBI contro il terrorismo e il controspionaggio. Il rapporto ha omesso qualsiasi riferimento a questo problema molto serio, ha rinunciato a qualsiasi responsabilità e le vostre raccomandazioni si sono trattenute dall’affrontare questo problema, che se non affrontato avrà conseguenze ancora più gravi. Questo problema è sistemico e dipartimentale. Perché la sua segnalazione ha scelto di escludere queste informazioni e questo grave problema nonostante le prove e le comunicazioni che ha ricevuto? Come possono gli aumenti di budget affrontare e risolvere questa cattiva condotta da parte della gestione burocratica di medio livello? Come può l’aggiunta di un nuovo strato burocratico, ‘Intelligence Czar’, nel suo bozzolo rimosso dalle linee d’azione, affrontare e risolvere questo problema? Rispettosamente, Sibel D. Edmonds”.

Come l’FBI ha protetto Ali Mohamed, l’istruttore dei dirottatore dell’11 settembre di Al Qaeda Di Peter  Scott, ex diplomatico canadese e docente all’università della California, 30 novembre 2006

Discorso di Peter Dale Scott a Berkeley, 24 settembre 2006, intitolato “11 settembre e l’impero americano: Parlano gli studiosi”.

Voglio parlare stasera dell’uso del Rapporto sull’11 settembre come prova, prova di ciò che viene soppresso. Possiamo usarlo in questo modo perché alcune parti del Report sono accurate e affidabili. Questa linea di base di affidabilità aiuta a definire altre parti del Rapporto che sono fuorvianti e in alcuni punti credo completamente sbagliate. Queste omissioni e inganni rilevanti dovrebbero essere presi come indizi su ciò che viene soppresso e dove si trova la verità nascosta.

Clicca qui per continuare

Sulla giornata del’11 settembre. La verità in 5 minuti di James Corbett  https://youtu.be/hgrunnLcG9Q

Infine, in un lavoro su questa tragica tematica non si può dimenticare e non onorare un grande giornalista, Giulietto Chiesa, scomparso lo scorso anno. Uno dei pochissimi giornalisti professionisti italiani (un altro è stato Fulvio Grimaldi), che con il suo libro e con moltissimi articoli, interviste, prese di posizione pubbliche, coraggiose e incuranti degli attacchi e delle denigrazioni personali, ha contribuito in Italia alla ricerca della verità per cercare la giustizia, sulle questioni dell’11 settembre.

Ho avuto l’onore di essergli al fianco in numerose conferenze e seminari in giro per l’Italia e colgo nuovamente l’occasione per dire: GRAZIE Giulietto, per le tante cose che ho imparato dalla tua preparazione e professionalità Che la terra ti sia lieve.

                         pastedGraphic_12.pngpastedGraphic_13.png

«L’aereo che avrebbe colpito il Pentagono non è quello indicato dell’American Airlines. La scatola nera “trovata” stabilisce una rotta diversa. Nuovi video del crollo dell’edificio 7 del World Trade Center – non colpito da nessun aereo – mostrano una distruzione repentina, inconcepibile secondo gli assunti della “verità” che è stata offerta all’opinione pubblica. L’esercitazione militare Vigilant Guardian oscurò proprio in quel giorno gli schermi della difesa aerea degli Stati Uniti d’America per quasi tre ore. Chi doveva difendere la massima potenza mondiale era stato accecato da immagini virtuali. Rivelazioni di WikiLeaks adombrano inquietanti scenari da golpe. “Testimoni oculari” ammettono la non veridicità delle loro dichiarazioni iniziali. Sono solo alcune delle nuove prove che il gruppo indipendente che ha a lungo indagato sull’attentato dell’11 settembre mostra oggi come autentiche “pistole fumanti2. Dieci anni sono passati da quel tragico giorno che cambiò la storia del mondo. Da dieci anni siamo in guerra contro il “terrorismo internazionale”. Da allora non un solo responsabile è stato individuato con certezza. Nessuno è stato incriminato. Nemmeno Osama bin Laden lo è mai stato, per l’11 settembre. Al mondo è stata raccontata una versione di complotto che, ne sono convinti gli autori di questa inchiesta che allinea un’enorme mole di dati e coinvolge un gran numero di specialisti, non regge alle più elementari verifiche…  (G. Chiesa)