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Sergio Manes,

  breve nota sul fondatore della Casa Editrice

“La Città del Sole”

 

di Liliana Calabrese

Comunista irriducibile, iscritto al PCI di Napoli negli anni ’60, Sergio Manes ne uscì poco tempo dopo per entrare a far parte, fino al 1979, del Pcd’I m-l affiancando sempre alla sua militanza politica la battaglia culturale legata alla realtà delle masse operaie e popolari e intesa come espressione delle loro lotte, proponendo già allora, con le Edizioni di cultura operaia, di «rompere gli schemi e i circuiti dell’ideologia dominante che mistifica, occulta e confonde». Negli anni successivi, pur senza la militanza di partito, non rinunciò mai all’impegno politico e sociale: nella questione sindacale come in campo politico continuò a stare sempre a fianco dei compagni operai dell’Italsider di Bagnoli nella loro ferma opposizione alla progressiva chiusura dello stabilimento fino alla sua dismissione che avrebbe portato, a Napoli, un duro colpo al ruolo sociale, politico e culturale della classe operaia. I momenti critici dell’“autunno caldo” venivano scanditi dalle lotte di un movimento operaio – quello di Bagnoli, la cui storia si intesseva con il quartiere di appartenenza e con tutto il territorio cittadino – caratterizzato da consapevolezza e combattività, esperienze di rappresentanza peculiari e forte senso di solidarietà. La “subalternità politica” del sindacato ne ha infranto l’identità e lo spirito collettivo e il processo di de-industrializzazione ha inciso profondamente sulla città. Ed è proprio per ciò che questa vicenda ha rappresentato in virtù delle scelte economiche e politiche del capitale, che si ripropone, qui, un’intervista, organizzata e curata da Sergio Manes, a operai e delegati della fabbrica e apparsa nel 1982 su “Interstampa” (rivista attorno alla quale, dai primi anni ’80, si organizzava la battaglia interna al PCI contro i processi di socialdemocratizzazione di questo partito). Anni dopo, in occasione della svolta della Bolognina, Manes aderì nuovamente al PCI per sostenere il Fronte del NO e, successivamente, si iscrisse a Rifondazione Comunista, partito nel quale tentò di promuovere la riflessione autocritica, la ricerca teorica, l‘impegno culturale anche attraverso un’iniziativa editoriale. Quest’ultima proposta non fu recepita come la necessità di rispondere alle esigenze di una conoscenza rigorosa, premessa dell’“agire” politico, e la necessità di orientare davvero nella desertificazione delle coscienze operata dall’industria culturale asservita al potere, e non venne mai attuata. Nacquero, quindi, dai rapporti e dalla collaborazione di quanti intendevano realizzare studi, ricerche e analisi, le edizioni di Laboratorio Politico per offrire strumenti di informazione, formazione e ricerca rispondenti alle esigenze di quegli anni; nel mentre – attraverso la creazione dell’Associazione “L’Internazionale” – Manes continuava ad essere punto di riferimento di quanti, soprattutto i giovani, esprimevano il desiderio di conoscenza, di approfondimento, di dibattito. Tempo dopo, uscito anche da Rifondazione, diede vita al Centro Culturale e alle edizioni La Città del Sole «… con il preciso scopo di sostenere la ripresa del pensiero critico, con attenzione particolare – ma non esclusiva – al pensiero marxista, e con l’obbiettivo di dar voce e visibilità anche alla produzione di giovani studiosi che, pur validissima sul piano scientifico, trova difficilmente sbocchi e accoglienza nei cataloghi di una editoria condizionata o subordinata alle logiche di mercato, le uniche che l’industria culturale persegue, soffocando e disperdendo le energie e i risultati scientifici che non obbediscono a una logica di profitto».

Il Centro Culturale La Città del Sole, dotato di numerosi fondi librari e di materiali documentari (la Biblioteca Concetto Marchesi e l’Archivio che, nel gennaio 2017, con decreto della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania sono stati dichiarati “di interesse storico particolarmente importante”), è stato luogo di incontro e di iniziative per le più diverse attività sociali, culturali e ricreative di associazioni, giovani, donne, immigrati, ecc., organizzate in proprio, realizzate con collaborazioni esterne o semplicemente ospitate: seminari e laboratori di storia e filosofia, dibattiti, tavole rotonde, convegni e meetings locali su questioni economiche, sociali, sindacali, iniziative culturali delle diverse comunità di immigrati, riunioni e attività di organismi impegnati sul fronte della solidarietà internazionale, della pace, dell’antimperialismo, presentazioni di libri, mostre, spettacoli teatrali, performances di musica, cineforum e tanto altro ancora. Tra le tante iniziative ebbe una vasta eco il convegno tenutosi a Napoli nel 2003, promosso dal Centro culturale con il patrocinio dell’Istituto italiano per gli studi filosofici e dell’Istituto di scienze filosofiche e pedagogiche dell’Università di Urbino su Problemi della transizione al socialismo in URSS.

«Quella della transizione dal capitalismo al socialismo è una delle questioni centrali della storia recente, che ha attraversato gran parte del’900, e ancora resta aperta nel nuovo millennio, sia in quei paesi che ancora si pongono in una prospettiva socialista, sia per quelle forze che intendono ricollocarsi e proseguire il proprio percorso in quella stessa direzione».

Parallelamente, alla cospicua produzione della casa editrice La Città del Sole hanno contribuito prestigiosi enti culturali e università nazionali e internazionali, autorevoli intellettuali ma anche giovani studiosi. Le relazioni intessute anche a livello internazionale hanno portato alla pubblicazione in italiano di opere di studiosi stranieri e alla collaborazione per edizioni in lingua con la Francia, la Spagna e alcuni paesi dell’America Latina. L’intensa attività e la ricchezza dei rapporti hanno anche favorito l’organizzazione di strutture di ricerca con specifiche competenze a supporto della produzione. Con la casa editrice, che oggi pubblica anche questa rivista, “Cumpanis”, si è tenuto vivo il pensiero critico marxista per confermarne la fondatezza e l’attualità ed è stata data voce a quelle istanze che proponevano il pensiero “critico e dialettico” contro “la deriva del ‘pensiero unico’ della cosiddetta società globalizzata” riportando al centro lo studio e la comprensione del mondo contemporaneo e quei valori atti alla trasformazione della società.

«Non si possono estirpare dalla coscienza i principi e le prospettive di giustizia sociale, non si può togliere alle nuove generazioni la prospettiva di una società diversa».

 

 “Apparirà allora che il mondo possiede

da tempo il sogno di una cosa di cui

deve soltanto possedere la coscienza

per possederla realmente”.

Karl Marx