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Italia, i comunisti si muovono

2 giugno:

contro il governo manifestazioni

in tutta Italia del PC

Intervista a Salvatore Catello,

dell’Ufficio Politico del PC

 

a cura di Laura Baldelli

D. Il vostro partito ha lanciato per il 2 giugno una mobilitazione nazionale contro il governo da tenersi nelle principali città italiane. Vuoi spiegarci il significato dell’iniziativa?

R. La necessità di una mobilitazione nazionale è tutta nella fase politica che stiamo vivendo. L’accelerazione dell’attacco alle condizioni di vita dei lavoratori, dipendenti e autonomi che si è prodotta in questi mesi di lockdown è stata devastante. Sia sul piano dei diritti che delle condizioni economiche. I luoghi di lavoro chiusi hanno lasciato i lavoratori senza reddito e quelli che sono rimasti aperti sono stati luoghi di pericolosi contagi. I sostegni al reddito o non sono arrivati o sono del tutto insufficienti. Soprattutto i lavoratori precari sono stati lasciati senza alcuna speranza, così come i piccoli commercianti e larghe fasce di lavoratori a partita IVA. Davvero siamo allo stremo e le prospettive di ripresa sono lontane. Le stime governative prevedono un tracollo del PIL del 9% ma noi stimiamo che sarà molto peggio. In ogni caso la crisi non ha colpito e non colpirà in modo uguale tutte le categorie, per esempio le piccole attività stenteranno a riaprire e tante chiuderanno per sempre. Le politiche promosse dall’Unione europea sono di segno fortemente negativo per i lavoratori. Offrono di “elargire” prestiti a strozzo e subordinato a “condizionalità” che abbiamo già visto in Grecia cosa significano. D’altro lato Macron e Merkel si mettono d’accordo per aumentare il bilancio della Commissione Europea, ossia di aumentare il contributo che ogni stato dovrà versare al pozzo comune. I padroni vedranno il proprio credito aumentare, garantito dallo stato, ossia dai contribuenti, mentre i lavoratori ricevono solo promesse. È ora di mobilitare per davvero tutti i lavoratori e dare loro la possibilità di farsi ascoltare, di organizzare una risposta di massa, per quanto possibile in queste condizioni ancora di parziale limitazione degli assembramenti, prima che ci tolgano anche questa possibilità con misure ulteriormente liberticide. Mai come in questo momento ci sentiamo in dovere di chiamare tutti i lavoratori alla lotta e di porci come riferimento politico per le loro rivendicazioni. A questo aggiungiamo anche la necessità di unire il ceto medio che sta vivendo un processo accelerato di proletarizzazione.

 

D. Il 2 giugno è stata convocata anche una manifestazione da parte della destra “sovranista”. Vuoi spiegarci le differenze della vostra opposizione al governo rispetto alla loro?

R. Intanto la nostra convocazione è stata fatta una settimana prima. La differenza è presto detta. La loro opposizione è tutta interna al sistema capitalistico, sono due facce della stessa medaglia. Noi siamo per il cambio di sistema. Vediamo in particolare. Primo, nessuno di loro mette in discussione la partecipazione dell’Italia alle alleanze imperialiste. Nessuno di loro proclama l’uscita dall’Unione europea né tantomeno dalla NATO. Come si possono contrastare le politiche dei monopoli internazionali, rispettando i trattati europei? E infatti loro dicono di essere per “far contare di più” l’Italia nelle sedi internazionali. Un’assurdità, una cosa impossibile. Urlano contro i personaggi che rappresentano queste politiche, ma hanno perseguito le stesse fino a ieri, quando erano al governo. Prendiamo il caso delle privatizzazioni. In tutte le regioni, quelle governate dal centrodestra o dal centrosinistra, la sanità pubblica è stata messa sotto attacco per favorire gli interessi dei privati. Il caso Lombardia è emblematico. E questi signori pretenderebbero di rappresentare gli interessi del popolo italiano? Inoltre sono campioni di trasformismo. I loro partiti sono zeppi di personaggi che hanno fatto il giro di tutte le parrocchie, i loro partiti sono stati al governo con questi e con quelli. Lega coi 5Stelle, Meloni con Berlusconi, Berlusconi con il PD e Monti. Che credibilità hanno? Ancora: il programma della loro manifestazione è del tutto confuso. Sono uniti contro il governo, ma non sono neanche d’accordo su che cosa contestano ad esso. MES no, coronabond sì? Aiuti alle grandi imprese sì o no? Figuriamoci che Salvini sulla vicenda dell’ILVA contestava al governo di “fare scappare” i capitali stranieri! Che bel sovranista. Ma il punto è che la loro politica non potrebbe essere diversa, perché non c’è un’opzione possibile di difesa della sovranità nazionale che non passi dal rovesciamento dei rapporti di produzione, cioè una difesa degli interessi dei lavoratori che non passi dal rovesciamento del dominio della borghesia. La destra ha convocato una manifestazione a Roma dopo di noi, quindi non siamo certo noi ad esserci accodati a loro. Manifesteremo nelle piazze più importanti d’Italia e quindi certo non condivideremo con loro proprio nulla. Ma la cosa più importante è che meno male che in quella data c’è un’opposizione al governo come la nostra, di segno diametralmente opposto alla destra. Altrimenti avremmo lasciato loro il monopolio del dissenso. Naturalmente gli amici del governo non mancano occasione per invocare la trita solfa degli opposti estremismi, “se sei contro il governo sei con Salvini”. È ridicolo. Noi vogliamo ribaltare tutto ciò.

 

D. Come vi state organizzando per il 2 giugno? Gli assembramenti sono vietati…

R. Per il 2 giugno naturalmente seguiremo le regole per salvaguardare sia i partecipanti che le persone che incroceremo. Saranno manifestazioni stabili, con misure distanziate. Tutti avranno guanti e mascherine. Non abbiamo intenzione di oscurare la forza delle nostre proteste con sterili sceneggiate. Abbiamo visto però che quando si fanno manifestazioni di piazza con partecipanti disciplinati l’effetto che si ottiene è forte. Ad Atene una grandiosa manifestazione dei comunisti e della piattaforma sindacale del Pame ha sortito l’effetto di dare forza e fiducia alle lotte di quel popolo coraggioso anche in questi momenti. Basta con la rassegnazione. È questo il nostro segnale. Siamo convinti che, nonostante il solito oscuramento mediatico, i lavoratori vedranno manifestazioni di partecipanti convinti e combattivi, vedranno che l’alternativa al governo e ai finti oppositori in Italia c’è. E questa alternativa è nel Partito Comunista.

 

D. In conclusione, vuoi richiamare le parole d’ordine della manifestazione?

R. Primo, contro l’Unione europea, contro la NATO, contro il ricatto del debito che passa attraverso l’Euro. Non c’è opposizione al governo dei padroni che non passi dall’opposizione alle alleanze imperialiste. Secondo, la crisi la paghino i padroni e non i lavoratori. Da questa crisi si può uscire o con un rafforzamento del capitale monopolistico o con un rafforzamento dei lavoratori e per la costruzione di un vero sindacato di classe e non concertativo e soprattutto con il rafforzamento del loro Partito, il Partito Comunista. Terzo, la Repubblica ai lavoratori. Poniamo le basi per il cambio del sistema, per una società che faccia gli interessi di tutti i lavoratori, di chi vive del proprio lavoro. E questo non si può ottenere con un semplice cambio delle persone, ma con un rovesciamento delle regole. Chi produce deve dire cosa, quanto, dove e perché si produce, deve godere dei frutti del lavoro e del miglioramento costante della tecnologia. In una parola, il socialismo.