Il direttore di “Cumpanis” mi chiede un commento sulle elezioni in Russia del 17 e 19 settembre, che devono decidere come i partiti russi si dovranno dividere i 450 deputati alla Duma di Stato. Devo inviare l’articolo per il prossimo numero di “Cumpanis” e lo scrivo il 20 settembre, senza avere ancora tutti gli elementi per un’analisi dettagliata. Ma un dato certo ce l’ho: la grande vittoria del Partito Comunista della Federazione Russa di Gennady Zyuganov. 

Rispetto alle elezioni legislative del 18 settembre 2016 il PCFR (Kommunističeskaja partija Rossijskoj Federacii, KPRF) guadagna quasi il 7% dei voti, passando dal 13,34% ad oltre il 20% di oggi, conquistando 15 seggi in più in Parlamento, dove passa da 42 a 57 seggi. Il Partito Russia Unita di Putin passa dal 54,20% del 2016 all’attuale 49,7%, con il quale conserverà con tutta probabilità una vasta maggioranza alla Duma e il controllo di due terzi della Camera Bassa. Come ha ricordato il segretario del consiglio generale di Russia Unita, Andrey Turchak, “Conservando il controllo dei due terzi della Camera Bassa siamo in grado di riformare la Costituzione”. Tra le forze che entrano in Parlamento, il Partito Liberal Democratico, che nel 2016 aveva ottenuto il 13,4%, scende in questa tornata elettorale al 7,41% (segno del decadimento delle forze liberiste russe); il partito Russia Giusta per la verità, una forza di centro-sinistra, di tipo socialdemocratico e dal 2008 membro dell’Internazionale Socialista, ottiene il 7,41% (6,22% nel 2016) e Gente Nuova il 5,36%. Questo nuovo partito, Gente Nuova, entra (se nei prossimi giorni non giungeranno revisioni del dato elettorale), per la prima volta, come quinta forza politica, in Parlamento. È un partito che sicuramente rappresenta una pulsione politica e ideologica alquanto inedita in Russia: una sorta di piccola forza “berlusconiana”, essendo il suo fondatore e leader un imprenditore, Alexsey Nechaev, presidente dell’azienda russa Faberlic, che produce e vende su di un vasto mercato prodotti che vanno dai profumi alla cosmesi, da merci per esteti all’abbigliamento. Il suo padre padrone, Nechaev, è stato colui che ha speso più di ogni altro in questa campagna elettorale, che più ha investito nella comunicazione, pagando, peraltro, migliaia di “militanti” nei territori russi, raggiungendo tuttavia solo i voti per superare il quorum elettorale. E questo non brillante risultato, di fronte alla crescita comunista, forse ci dice che il tempo delle spinte liberali, se mai c’è stato tra un popolo che ancora “respira” il socialismo sovietico, non ha più cittadinanza in Russia. E, come afferma il presidente del Partito Comunista della Federazione Russa, Gennady Zyuganov, “la spinta sociale dell’Ottobre – mai spentasi malgrado Gorbaciov, Eltins, tutti i traditori del socialismo sovietico e l’esercito di ex “comunisti” divenuti la nuova oligarchia filo imperialista – torna a incendiare le coscienze popolari e intellettuali”.

Dal quartier generale di Mountain View, in California, in quel lunare pezzo di mondo chiamato Googleplex, sede del colosso americano Google LLC, era venuto l’ordine di aiutare “l’amico amerikano” Aleksej Naval’nyi, che dal carcere ha tentato, appunto con l’aiuto titanico di Google, di sostenere una campagna elettorale on-line, attraverso il sistema Smart Voting e inneggiando alla “libertà”, contro tutti i deputati di Russia Unita e del Partito Comunista. Ed è stato solo per l’intervento di Roskomnadzor, l’Autorità russa per le telecomunicazioni, che questa sorta di “golpismo” americano non ha avuto luogo, poiché Google, di fronte al deciso altolà di Roskomnadzor, ha dovuto, per questa volta, bloccare il flusso telematico delle indicazioni di voto di Naval’nyi.

Nelle repubbliche di Marij Èl e Yakutia, nel territorio di Khabarovsk e nell’area autonoma di Nenets, i comunisti hanno sconfitto Russia Unita e hanno conquistato la prima posizione politica.

I candidati del Partito Comunista hanno vinto in nove collegi uninominali: Oleg Mikhailov nella Repubblica di Komi, Sergey Kazankov nella Repubblica di Marij Èl, Pyotr Ammosov nella Repubblica di Yakutia, Maria Prusakova nel territorio di Altai, Mikhail Shchapov a Irkutsk Region, Andrey Alekhin e Oleg Smolin nella regione di Omsk, Leonid Kalashnikov e Mikhail Matveev nella regione di Samara. In molti altri distretti, l’esito elettorale, allo stato delle cose, è ancora aperto. 

Aleksey Russkikh, candidato del Partito Comunista, è stato eletto governatore dell’importante regione di Ulyanovsk, capoluogo dell’Oblast omonima, di circa 700 mila abitanti.

Questo stesso lunedì 20 settembre la TASS ha ospitato la conferenza stampa post elettorale del Partito Comunista. All’incontro hanno partecipato: il Presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista G. A. Zyuganov; il Primo Vice Presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista Yu. V. Afonin; il Vice Presidente del Comitato Centrale D. G. Novikov; i segretari del Comitato Centrale M. V. Drobot e A. A. Yushchenko.

La stessa, significativa, vasta rappresentanza del Partito Comunista è stata un sicuro segno dell’avanzata elettorale.

“Il Partito Comunista di Russia, insieme alle forze patriottiche di sinistra, ha avuto un grande successo, in queste elezioni”, ha esordito Zyuganov.

“Qual è la ragione di questo nostro successo?”, ha continuato il leader comunista. “Esso è principalmente dovuto al fatto che siamo l’unico partito che ha presentato un programma serio, completo, un budget per lo sviluppo e dodici leggi fondamentali che possono aiutare il Paese ad uscire da una difficile crisi sistemica in modo pacifico e democratico. Ma vorrei, innanzi tutto, congratularmi con coloro che ci hanno sostenuto e votato. Siamo stati soprattutto ascoltati dalla Russia profonda, che non solo ha risposto ai nostri appelli, ma si è anche mobilitata il 19 settembre alle elezioni, non permettendo a ladri e truffatori di rubare i nostri risultati reali. Allo stesso tempo, vorrei attirare la vostra attenzione sul fatto che il conteggio dei voti è iniziato dall’Estremo Oriente. E analizzando bene i risultati, a partire dal nostro sito web, non solo proveremo una grande soddisfazione generale, ma capiremo che per la prima volta in molti anni il partito al potere, Russia Unita di Putin, ha dovuto cederci molte posizioni. Da Sakhalin a Tomsk, possiamo registrare risultati egualmente vincenti. Questo dà modo di affermare razionalmente che il vento della libertà, il vento della rinascita e della giustizia sociale oggi sta soffiando, per tutta la Russia, da est. Le forze patriottiche di sinistra sono state in grado di unire lì gli sforzi, creando le condizioni per sostenere con forza il nostro partito e i nostri candidati. Voglio ringraziare tutta la grande squadra che ci ha portato alla vittoria. Abbiamo Nikolai Mikhailovich Kharitonov, a capo del comitato della Duma per la Siberia, l’Estremo Oriente e il Nord, e che ha tenuto in quella grande area russa dieci grandi audizioni. I nostri leader hanno visitato tutte le regioni chiave e presentato il loro programma. Questo programma è condiviso anche dai più grandi team industriali, manifatturieri e agricoli. La cosa più interessante è che il risultato è simile, sia a Sakhalin, sia in Yakutia che nella Repubblica di Altai. Perché “Russia Unita” è stata il nostro principale avversario, il nemico in queste elezioni? Perché da vent’anni persegue una politica assolutamente distruttiva per la Russia. E sono rimasto scioccato dal fatto che per la prima volta il partito al governo si sia rifiutato di presentare al popolo un programma per far uscire il Paese dalla crisi. Il Partito di Putin è stato guidato da eminenti ministri e rappresentanti che non avevano nulla a che fare con lo spirito popolare. E Russia Unita, negli ultimi cinque anni, ha adottato una serie di leggi che continuano a rovinare il Paese, condannandolo alla consunzione. Esattamente da dieci anni consecutivi, il tasso medio di sviluppo del paese sotto la guida di Russia Unita è stato inferiore all’uno per cento, tre volte e mezzo inferiore a quello mondiale. Hanno minato le basi economiche del nostro Stato. Hanno contribuito alla distruzione di 80 mila imprese industriali e 50 mila fattorie collettive. Il nostro Paese è quello che più di ogni altro al mondo sta vivendo un’oscura involuzione sociale. E si sta rovinando. Solo negli ultimi due anni il Paese ha perso un milione di cittadini: tutti deceduti per povertà, per mancanza di garanzie sociali. E quest’anno ne perderà quasi 800mila in più. Se studiamo le statistiche, sotto la guida di Russia Unita, nei prossimi anni, perderemo altri cinque milioni di persone. Le perdite totali, in termini di morti per inedia, del popolo russo nella fase che va dal golpe di Eltsin sino al potere di Russia Unita ammontano a quasi 50 milioni di persone: il doppio delle perdite avute durante la Grande Guerra Patriottica. Per quanto riguarda la società, in essa c’è una spaccatura selvaggia. Mosca oggi è popolata da un dieci per cento di grandi ricchi e da un popolo di poveri, e il reddito medio dei benestanti è di 18 volte superiore a quello della classe lavoratrice. Non esiste, una tale disgrazia sociale, in nessuna capitale del mondo. E a Mosca, invece di organizzare elezioni regolari e corrette, si introducono dispositivi elettronici che corrompono l’intero sistema. E quei koib, che dovrebbero essere contati immediatamente, non danno alcun risultato fino al mattino. E così in molte regioni. Queste elezioni fasulle non servono a nessuno, esacerbano la divisione che si è sviluppata nella società. E questa divisione continua a crescere. Negli ultimissimi anni, la maggior parte delle giovani famiglie con bambini sono passate tra i mendicanti. E questa povertà si approfondisce davanti ai nostri occhi. Mosca si sta trasformando in un grande focolaio oligarchico. Negli ultimi due anni, l’oligarchia ha conquistato 4 trilioni durante l’epidemia di Covid e quest’anno, a causa dell’aumento dei prezzi, altri 3 trilioni. Sette trilioni di rubli! Basterebbe confiscare questa montagna di soldi sporchi per spostare, per un anno, 10-15mila rubli nelle povere tasche di ogni cittadino russo. Noi comunisti riteniamo che debbano essere prese misure sociali urgenti a favore della popolazione. Intanto, la negligenza sociale sta crescendo sotto i nostri occhi. Quello che sta succedendo con la scuola e la sanità è già drammatico. Prima della pandemia, il 40% degli operatori sanitari era stato, nel corso di tre anni, licenziato. E questa situazione sta visibilmente peggiorando. Pensavo che durante la campagna elettorale avremmo potuto discutere dell’intera gamma dei nostri problemi. Abbiamo preparato un programma articolato e preciso, per questo: “Dieci passi per una vita dignitosa”. Abbiamo chiesto incontri e discussioni pubbliche con Russia Unita. Ma no, hanno schivato, se ne sono andati e ora continuano a mostrare il loro lato oscuro, derubando i risultati del voto. Derubando soprattutto il Partito Comunista”. 

“Vorrei attirare la vostra attenzione” – ha continuato nella sua conferenza postelettorale Zyuganov – “Il dato elettorale medio di Russia Unita in Estremo Oriente e in Siberia è cresciuto, durante l’ultima notte, del 6%. Un 6% sottratto, da conti esatti e verificabili, al Partito Comunista. E un furto del 6% non è certo poca cosa! Per tutta la notte il risultato è cresciuto per Russia Unita. I suoi funzionari e i suoi militanti si sono seduti e hanno timbrato voti nei seggi. Vi sono state falsificazioni. Il che è davvero inaccettabile. E indagheremo su ogni fatto. Per quanto riguarda le grandi foreste russe, le loro terribili condizioni sono il segno della grande “efficacia” della gestione di Russia Unita. Il servizio forestale è stato completamente distrutto, intere aree sono state disidratate. Sette milioni di ettari di foresta bruciati in Yakutia. E guardiamo ora i risultati delle elezioni in Yakutia, corrispondono al vero stato d’animo che abbiamo nella società. Il fumo degli incendi dei boschi abbandonati ha coperto i villaggi e le città e gli orsi polari sono fuggiti in Canada. Ora non parliamo della classe operaia impoverita, ma anche questi fatti non raccontano il disastro verso il quale Russia Unita porta il nostro Paese? Il nostro team guidato da Melnikov, Kashin e dai nostri specialisti Kolomeytsev, Kharitonov, ha messo a punto i progetti per la salvezza dell’acqua, della foresta e della terra. Abbiamo presentato queste proposte alla Duma di Stato, abbiamo chiesto di votarle, abbiamo chiesto di discuterle. Hanno evitato, rifiutato categoricamente. Crediamo che questo sia stato “il tempo perduto” del partito al potere. Facciamo appello ancora una volta al garante della Costituzione: fermate i vostri Cerberus, le vostre spie che stanno trasformando le elezioni in una cucina sporca! Stop, perché minacciano la stabilità del Paese! Coloro che parlano di agenti stranieri, sono quelli che più assomigliano agli agenti stranieri. Uno dei principali agenti stranieri ai confini occidentali è Bogomaz, a capo della regione di Bryansk. La classica regione russa è diventata un bordello elettorale. Guardate il filmato catturato dal nostro gruppo di controllo. Guardate cosa sta succedendo in questa zona. Non c’è possibilità di scelta elettorale. C’è violenza contro i cittadini, violenza contro il buon senso. Crediamo sia necessario rimediare subito alla situazione, perché la violenza contro il sistema elettorale, la violenza contro i cittadini, il furto dei loro voti non danno valore al partito Russia Unita nè al Presidente. Tali azioni non fanno che esacerbare i nostri problemi già complessi. Siamo pronti per un normale dialogo. Abbiamo ricevuto un enorme sostegno elettorale e ringraziamo ancora una volta tutti i nostri elettori, i nostri amici e alleati. Ringraziamo i nostri compagni. Siamo grati a Nikolai Nikolaevich Platoshkin. Ringraziamo Nastya Udaltsova, che ha lavorato brillantemente. Ringraziamo Nina Ostanina, che guida il movimento delle donne. Ringraziamo artisti, poeti, lavoratori. Siamo grati agli operai di Krasny Sormov e allo stabilimento di Kirov. Ringraziamo i sindacati di Leningrado, che ci hanno sostenuto.  Credo che insieme potremo migliorare la situazione. Ma il partito al potere sarebbe tenuto ad assumere un atteggiamento responsabile nella situazione attuale. Invece, questo non lo vediamo, questo partito continua a barare e barare, nascondendosi dietro dichiarazioni rumorose della CEC”.

Questa è stata una parte della conferenza stampa post elettorale di Ziuganov. Una conferenza che ha ripreso la forte critica sociale che da anni il Partito Comunista avanza contro i governi Putin. La politica estera di Putin è largamente sorretta da Zyuganov, ma la politica interna è fortemente attaccata dal Partito Comunista, che rilancia ormai con sempre maggiore forza il progetto del socialismo e, esplicitamente, di una nuova Rivoluzione ispirata all’Ottobre e a un nuovo Paese socialista ispirato all’Unione Sovietica.

In tutto ciò, nulla c’è di nostalgico. Ma tutta la critica sociale e la prospettiva rivoluzionaria partono dalle drammatiche condizioni della classe lavoratrice russa e del popolo russo. Partono dal potere capitalistico selvaggio concesso alle oligarchie, che hanno riportato la Russia ai tempi dello zar e dalla svendita di tanta imprenditoria, industria, economia ai potentati del grande capitale finanziario occidentale. Ed è sulla base di tutto ciò che il Partito Comunista di Zyuganov muove per rilanciare in senso rivoluzionario l’idea della Patria; rilanciare il pensiero e l’azione di Lenin, di Stalin, dell’Ottobre, dell’intera Unione Sovietica. Divenuta il punto di riferimento, “il luogo dell’anima”, del nuovo ideale di massa, come il grande consenso elettorale dei comunisti russi oggi dimostra.

Il Partito Comunista di Zyuganov, di natura fortemente antimperialista, avanza in queste ore una riflessione: sono le stesse distorsioni elettorali portate avanti da Russia Unita e dai poteri istituzionali ad essa asserviti che offrono le basi materiali ai media occidentali per parlare dell’intera Russia come un Paese corrotto, utilizzando l’inclinazione al furto elettorale del partito al potere per difendere e rendere popolare uno dei nemici più pericolosi e infidi del popolo russo e dell’autonomia del Paese Russia: Alexsey Navalny, l’uomo di Washington, del sistema mediatico e del grande capitale occidentale.

La vittoria del Partito Comunista era nell’aria, i comunisti la sentivano poiché il loro legame con la società e il popolo russo si sono in questi anni di molto approfonditi. Ed è questo legame che convince il Partito Comunista a rilanciare con determinazione il progetto rivoluzionario e socialista. A rilanciare la grandezza della storia sovietica.

Nell’“Appello ai cittadini e alle cittadine della Russia” per le elezioni di questo settembre lanciato dal Comitato Centrale del Partito Comunista il 15 settembre 2021, si affermava: “Cari compatrioti! Compagni! Amici! Ci rivolgiamo a voi in un momento preoccupante, estremamente difficile. Una guerra ibrida è in corso contro la Russia. Oggi più che mai è necessaria l’unità della società e l’unità di azione, in difesa della nostra Patria, di tutte le forze patriottiche di sinistra, guidate dal Partito Comunista della Federazione Russa. Le elezioni alla Duma di Stato determineranno il futuro di ciascuno di noi e il destino del Paese. Sta a voi decidere quale strada prenderà la Russia. A nostro avviso, la situazione richiede misure urgenti. L’economia è in crisi. I prezzi e le tariffe degli alloggi e dei servizi comunali crescono senza controllo. I redditi dei cittadini sono in calo per l’ottavo anno consecutivo. La disuguaglianza sociale aumenta ogni giorno. Ci sono sempre più famiglie bisognose nel Paese. L’istruzione di qualità e le conquiste culturali sono sempre meno accessibili per loro. L’ammontare dei debiti dei cittadini verso banche e truffatori finanziari ha raggiunto una cifra mostruosa. Ha superato il budget del Paese di quasi una volta e mezza. La riforma delle pensioni, varata con il sostegno di Russia Unita, ha colpito tutti duramente. Gli anziani sono costretti a lavorare nonostante i problemi di salute. Per i giovani è sempre più difficile trovare un lavoro. Con il pretesto di combattere il coronavirus, le autorità stanno riducendo la quantità di cure mediche gratuite. Allo stesso tempo, vengono introdotte restrizioni ai diritti e alle libertà dei cittadini. Impediscono lo svolgimento degli incontri con gli elettori, ma le autorità non li compensano incrementando le trasmissioni televisive pre-elettorali e i conseguenti dibattiti. I funzionari, a tutti i livelli, non si stanno tanto preparando per il “dopo” quanto a spremere voti per il risultato elettorale. Si stanno facendo pressioni su insegnanti, medici e altri dipendenti statali per costringerli a votare per il loro malgradito partito. Non può continuare così – non dovrebbe ed è semplicemente distruttivo! La richiesta di cambiamento sta diventando più acuta. Il tempo è maturo per la lotta verso questa contro la reiterata politica che porta all’impoverimento della gente e allo strangolamento dell’economia e cioè verso la distruzione del paese. La Russia è giunta a un bivio storico: o l’imminente cambio generale nell’interesse della maggioranza, oppure un’esplosione sociale e uno stormo di avvoltoi sul Paese, pronti a sbranarlo secondo la ricetta “Maidan”. Solo una vittoria convincente delle forze patriottiche di sinistra aiuterà la Russia a sbloccare democraticamente la situazione di stallo e a cogliere il vento in poppa del suo rapido movimento in avanti. Solo il potere popolare permetterà di percepire l’avvicinarsi di un futuro degno di un grande Paese.

Il nostro programma “Dieci passi per il potere popolare” non è solo un documento di partito. È un piano d’azione a beneficio delle persone. La maggioranza popolare nella nuova Duma di Stato sarà una grande vittoria comune per tutti i lavoratori. Formeremo il punto di riferimento per la fiducia del popolo. Inizierà la lotta alla povertà. Frenerà rapidamente l’aumento dei prezzi di generi alimentari e farmaci. Fermerà il calo dei redditi dei cittadini. Aumenterà il salario minimo a 25 mila rubli. Eliminerà la crescente disoccupazione. Abolirà la servitù creditizia dei cittadini. Darà all’economia prestiti governativi a prezzi accessibili. Sosterrà attivamente il settore reale dell’economia, le piccole e medie imprese. Restituirà i benefici a pensionati, a studenti, a disabili, a famiglie con figli, a tutti i lavoratori. Sosterrà i “figli della guerra”. In queste elezioni non si decide la questione della semplice rappresentanza dei partiti in parlamento. Con esse si decide il futuro del nostro Paese. Il Partito Comunista della Federazione Russa è determinato ad attuare il suo programma di trasformazione. Ogni giorno gli diamo vita portando alla gente la parola della verità, sostenendo le imprese popolari e collettive, proponendo progetti di legge a tutela degli interessi della maggioranza popolare. Di anno in anno, il Partito Comunista della Federazione Russa supera ostinatamente la resistenza di coloro le cui politiche hanno portato la Russia in un vicolo cieco epocale. Ai nostri candidati è vietato partecipare alle campagne elettorali. L’anno scorso, cinque dei nostri compagni non sono stati ammessi alle elezioni governative. Ora ci battiamo per la legge Costituzionale per consentire a P. N. Grudinin di essere eletto alla Duma di Stato. La macchina delle autorità burocratiche e giudiziarie cerca di impedire a un leader di talento, che ha ricevuto i voti di quasi nove milioni di cittadini alle elezioni presidenziali in Russia, di presentarsi nella lista dei candidati.

La pratica di fabbricare casi di reati e illeciti amministrativi falsi si sta espandendo. Questo è esattamente quello che è successo con A. S. Levchenko, I. I. Kazankov, E. I. Bessonov e gli altri nostri compagni. Cercano di intimidire gli attivisti del Partito Comunista della Federazione Russa, attaccarli, detenerli durante azioni di protesta. Ai nostri agitatori viene impedita la distribuzione di giornali e volantini, con minacce di licenziamento e vessazioni da parte della polizia. Ma continuiamo fiduciosi nella lotta per raggiungere i nostri obiettivi politici.

Siamo ben consapevoli della nostra responsabilità nei confronti delle persone. Solo un partito – il Partito Comunista della Federazione Russa – sta conducendo una lotta decisiva per la democrazia, per la giustizia sociale, per una vita migliore per decine di milioni di lavoratori in Russia. Il nostro partito si batte contro la politica dell’illegalità, della povertà e della miseria, per il rispetto del lavoratore, contro l’arbitrio burocratico e poliziesco.

È tempo di cambiare la vostra vita in meglio! La vittoria del Partito Comunista della Federazione Russa aprirà una nuova pagina nella storia della Russia”.

Da tempo il Partito Comunista è fortemente impegnato, con i suoi storici, i suoi filosofi, i suoi intellettuali, con la “Pravda” e gli altri suoi organi mediatici di partito, a fronteggiare e respingere l’attacco totalmente revisionista che, sia nell’occidente capitalistico, e persino in alcune aree della “sinistra” europea, che nella stessa Russia, si scaglia contro la lucida audacia rivoluzionaria di Lenin, contro la forza di Stalin nella difesa della Rivoluzione e nella costruzione del socialismo sovietico. Da tempo il Partito Comunista è entrato nell’arena mediatica e politica per la difesa della grande lotta patriottica e di popolo (sulla quale si getta fango) attraverso la quale si sconfisse il più grande esercito della storia – l’esercito del Terzo Reich che aveva invaso l’Unione Sovietica con l’assenso e la speranza di vittoria dell’occidente – e liberato l’Europa e il mondo dal nazifascismo.

È attraverso il coraggio del ripristino della verità storica, del rilancio della migliore storia dell’intera Russia, quella sovietica, quella dell’eguaglianza sociale e del grande sviluppo, assieme alla lotta attuale contro il potere oligarchico, che il Partito Comunista ha rinsaldato i legami di massa, avanza nelle elezioni e nell’animo popolare e può verosimilmente riproporre la rivoluzione socialista.