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... ma la ricomposizione del quadro d’insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di un nuovo Medioevo.

(Howard Phillips Lovecraft, Il richiamo di Cthulhu)

Republidiocracy

Cthulhu, Joe McCarthy, il blues della paranoia e l’isteria

contro Russia e Cina

di Giambattista Cadoppi

Secondo i “giornalisti” (diciamo così) de ‘la Repubblica’, i cinesi stanno studiando i vaccini solo a favore delle persone giovani e forti come i militari in un una nuova sperimentazione eugenetica. “La loro priorità non sono le fasce deboli della popolazione. Al contrario, sono le più forti”. Il commento de ‘la Repubblica’è degno di un Minus Habens. Siccome i vaccini in generale vanno sperimentati su giovani sani, è quasi naturale che vengano sperimentati, volontariamente, su militari. La prassi nella sperimentazione farmacologica vuole che le medicine siano sperimentate per verificare se un corpo sano e forte può salvarsi dal virus. La giornalista ne deduce che il vaccino è per le fasce forti. Avete presente il film Idiocracy, ovvero un futuro distopico in cui tutto il potere viene dato agli imbecilli? Nella redazione de ‘la Repubblica’, evidentemente non quella di Platone dove il potere lo gestivano i più saggi e intelligenti, sono ormai avanti nel futuro Idiocratico. Tra l’altro, i cinesi hanno sottolineato più volte che il futuro vaccino sarà a disposizione di tutti, proprio mentre gli americani cercavano addirittura di fare contratti esclusivamente per loro anche con aziende straniere. Le cose non stanno nemmeno propriamente così come racconta ‘la Repubblica’. CanSino Biologics ha sviluppato questo vaccino in collaborazione con l’Accademia delle Scienze mediche militari, un istituto di ricerca medica gestito dall’Esercito Popolare di Liberazione. Le due organizzazioni hanno già collaborato a un vaccino contro l’Ebola. Il governo cinese ha approvato il vaccino contro l’Ebola per un uso diffuso nel 2017. Non esclusivamente per i militari. A metà maggio, CanSino ha anche annunciato una partnership con il National Research Council del Canada e ha ottenuto il via libera per iniziare studi clinici con pazienti canadesi. Ma i nuovi Cold Warriors de ‘la Repubblica’ sono in missione per conto, non di Dio come i Blues Brothers, ma per il meno nobile Pentagono. ‘la Repubblica’, dopo aver accusato la Cina di totalitarismo per le misure radicali che ha preso per fermare la pandemia, la accusa di diffondere fake news sulle mascherine. Siamo al teatro dell'assurdo. Da quando ha come direttore il neocon Maurizio Molinari non è più una sorpresa la sua politica razzista antirussa e anticinese. Molinari è un incrocio tra un neo-con e un teo-con. Sostenitore della “missione americana” neocoloniale di Bush e del Partito Repubblicano, venne scelto da Agnelli come corrispondente della Stampa perché fanaticamente atlantista. Egli è ferocemente proisraeliano (i famosi “diritti umani” dei palestinesi). Un Cold Warrior in missione perenne per conto dell’imperialismo. John Elkann, nato in America, non ha avuto dubbi nel sceglierlo per la direzione de ‘la Repubblica’ al posto di Carlo Verdelli, minacciato dalla mafia (bella solidarietà!). Il giornale ex progressista è caduto ormai interamente nelle mani della FCA. Del resto Elkann è legato per motivi famigliari a Israele e dirige un’azienda che ha spillato soldi ai contribuenti americani e che di fatto è americana anche se ha sede e paga le tasse in Olanda (il cui governo è praticamente tra i maggiori nemici dell’Italia e di un’Europa solidale). L’Italia, ormai, serve solo per scroccare altri soldi e fornire manodopera a basso prezzo e la Cina, dove si producono e si vendono 160mila auto all’anno in joint ventures con la GAC, serve per la sua eccellenza industriale e come mercato in espansione. Ma questi sono i tipici capitalisti che evidentemente cercano sempre di estorcere soldi allo stato per poi dividerli con nessuno, per questo premono per un cambio di regime in Cina. Il loro slogan è “quello che è mio è mio e quello che è dei cittadini è mio”. Prenditori più che imprenditori. Intanto ‘la Repubblica’ lancia TrUE: “Per fare luce sulle operazioni di manipolazione contro l’Europa, una rubrica online realizzata in collaborazione con il Parlamento europeo”. Nella rubrica TrUE (in inglese “vero”) riprende la fake news dei sovranari antirussi e anticinesi europei che sulla carta dovrebbe combattere. Una vergogna! Naturalmente l’obiettivo è il contrasto alla politica portata avanti timidamente dai 5 Stelle, che, per altro, ormai stanno calando le brache, nell’accordo della Via della Seta. In questa serie di articoli si scrive che i governi extraeuropei – “principalmente Russia e Cina” – lanciano campagne di disinformazione “con lo scopo di inquinare il dibattito pubblico, indebolire le istituzioni nazionali ed europee e guadagnare consensi”. Innanzitutto si vede l’intento razzista dei giornalisti di pura razza ariana de ‘la Repubblica’ con l’espulsione della Russia dalla comunità “bianca” europea come aveva già fatto Hitler. Ci si aspetta da un momento all’altro che i cosacchi “asiatici” vengano ad abbeverare i loro cavalli nel Tevere come ci si aspettava durante la guerra fredda. Cina e Russia sono descritte come dominate da una sorta di semidio tipo Cthulhu, come nel ciclo pulp di Howard Phillips Lovecraft, di natura viscida con i suoi infiniti tentacoli, che richiede sacrifici umani, da cui bisogna fuggire “nella pace e nella sicurezza di un nuovo Medioevo” attraverso naturalmente una nuova caccia alle streghe.

 

 

 

Il revival di Joe McCarthy

 

Charles A. Willoughby, ufficiale dell’intelligence militare, che il generale MacArthur chiamava “il mio fascista da Compagnia” (è stato definito uno dei tre peggiori ufficiali di intelligence della seconda guerra mondiale e la spia più sfigata del mondo), intendeva usare il caso Richard Sorge per dimostrare come l’intelligence sovietica reclutava un esercito di simpatizzanti del comunismo e dei loro compagni di viaggio in una cospirazione comunista internazionale per sabotare società libere in tutto il mondo. Willoughby, antisemita e complottista, forniva note al “vetriolo, paranoiche e spesso fantastiche”. Questo fu l’inizio del maccartismo e della caccia alle streghe che richiama appunto il medioevo di Lovecraft. Dunque, non sarebbe il presidente americano Trump a gioire della disgregazione dell’Europa e della Brexit (“L'Italia starebbe molto meglio senza la Ue”, la Repubblica 31 ottobre 2019), a rilasciare interviste a Nigel Farage, (“Divide et impera, Trump contro il nemico tedesco ed europeo”, Limesonline 30 dicembre 2019). In fin dei conti bastava che Molinari leggesse gli articoli del suo stesso giornale e gruppo editoriale per capire che il suo amico americano non è altro che il vero nemico dell’Europa e dell’Italia.

 

 

 

I Komunisti contro le mascherine

 

Lo sapevate che i cinesi, quelli del lockdown “totalitario” e che fucilano chi non ha la mascherina diffondono fake news sulle mascherine? Incredibile, eppure è vero, secondo il commento di un giornalista de ‘la Repubblica’. Si prende pretesto dal fatto che in Cina si sia sviluppato un legittimo dibattito intorno all’uso delle mascherine quando si fa sport e in particolare durante le corse competitive. Le autorità cinesi cercherebbero di sviare la protesta contro il loro severo metodo scolastico. Il partito, sì quello del lockdown totalitario che mette nei gulag chi non ha la mascherina, avrebbe cercato di incanalare la protesta contro le mascherine con fake news. Qual’è la campagna di disinformazione? Semplice, andiamo a vedere il Global Times considerato la versione inglese del Quotidiano del Popolo, organo del PCC. Secondo i maccartisti de ‘la Repubblica’ è l’origine di tutte le azioni malevole del governo cinese a livello internazionale ed è influentissimo essendo letto da ben lo 0.0001 del popolo italiano. Inoltre, avrebbe una terribile influenza sul movimento No Mask, peraltro ferocemente anticinese (ossia coloro che richiedono risarcimenti alla Cina). Allora seguiamo quasi letteralmente il Global Times: “Uno scolaro di 14 anni è morto improvvisamente mentre partecipava a una lezione di ginnastica. Lo studente è morto per problemi respiratori mentre correva con una maschera N95 durante il test fisico di 1 km. Un altro giovane studente è morto mentre correva indossando una mascherina. I genitori sospettavano che il loro figlio fosse morto a causa della corsa con la mascherina, che è richiesta dalle regole della scuola durante l'epidemia di COVID-19. Le relazioni hanno suscitato molte controversie e discussioni sui social media. Alcuni netizen hanno criticato la pratica di richiedere agli studenti di indossare le mascherine durante le lezioni di educazione fisica, definendola inutile e pericolosa. Le norme scolastiche per la prevenzione COVID-19 non dovrebbero essere rigide, ma flessibili e tenere conto delle condizioni fisiche dei singoli studenti”. Queste le principali critiche sui social. Sebbene molti abbiano criticato l’idea di correre indossando mascherine, gli esperti hanno sottolineato che non vi era alcuna relazione causale. Fare sport con una mascherina non porta necessariamente alla morte improvvisa che può avere molte cause sottostanti, come alcune altre malattie. Gli specialisti però suggeriscono che nelle regioni a basso rischio non si debba richiedere agli studenti di indossare mascherine, facendo sport all’aperto. Fin qui il Global Times. Evidentemente i cinesi usano dei giornalisti per scrivere gli articoli contrariamente ai mediocri e paranoici propagandisti de ‘la Repubblica’. Qui il mondo della scienza, dell’illuminismo (e della discussione democratica) si oppone al medioevo della caccia alle streghe in salsa missionaria neo-con.

 

 

 

Un sistema scolastico criminale

 

La tesi sarebbe che il paese che invia mascherine in tutto il mondo come gesto di solidarietà sarebbe anche all’origine delle fake news contro le stesse mascherine messe in giro per coprire le carenze del proprio sistema scolastico considerato per altro uno dei migliori del mondo. Idiozia allo stato puro. Tra l’altro la “severità del sistema scolastico consiste proprio nel fare indossare le mascherine”. Sul sistema “criminale” di insegnamento cinese i cosiddetti giornalisti de ‘la Repubblica’ non ne prendono una nemmeno per sbaglio. Un rapporto della Banca mondiale intitolato “How Shanghai Does It” attribuisce agli studenti di Shanghai le prestazioni migliori sui test internazionali di apprendimento. I politici di numerosi paesi vanno periodicamente a Shanghai per imparare come questo sistema educativo sia stato implementato con tanto successo.

 

 

 

I complottisti de ‘la Repubblica’

 

Ripper: Ha mai visto un comunista bere un bicchier d’acqua? Mandrake: Beh... No, veramente non l’ho mai visto. Ripper: Vodka, ecco quello che bevono. Mai acqua. Mandrake: Sì, adesso che ci penso mi pare proprio che bevono vodka. Ripper: Per nessuna ragione un comunista berrà mai acqua... e sanno bene quello che fanno. Mandrake: Oh... Ah, e già... Però non vedo dove vuole arrivare, generale. Ripper: All’acqua. Ecco dove voglio arrivare. Mandrake, l’acqua è la base di tutta la vita. Sette decimi della superficie terrestre è acqua. Ma lo sa che anche lei per il 70% è acqua? Mandrake: Caspita... Ripper: E come tutti gli esseri umani, io e lei abbiamo bisogno di acqua pura per rimpiazzare i nostri fluidi più preziosi. Mandrake: Già. Ripper: Incomincia a capire? Mandrake [ridacchia]: Sì... Ripper: Mandrake... Mandrake, Lei non s’è mai domandato perché io bevo solo acqua piovana, o distillata? E solo alcool medicinale? Mandrake: Beh, l’ho notato, veramente. L’ho notato, generale. Ripper: Lei sa cos’è la fluorocontaminazione? Fluorocontaminazione dell’acqua? Mandrake: Eh... e sì, sì, ne ho sentito parlare, sì, sì. Ripper: Ma lo sa che cos’è? Mandrake: No, no, non credo di saperlo. Ripper: Quindi non sa che la fluorocontaminazione è forse il piano più mostruoso che i comunisti abbiano mai concepito ai nostri danni?! (Stanley Kubrick, Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba)

 

Il movimento No-Mask, partorito dunque dai cinesi, si sarebbe poi riversato in Italia assieme al movimento No-Vax in cui vediamo annoverati gente come il generale Pappalardo, Radio Maria, Fratelli d’Italia tutti notoriamente filocinesi! Una serie di sigle improbabili avrebbero diffuso il concetto No Vax (che c’entrano i cinesi che hanno ben otto delle 15 ricerche sui vaccini e che promettono di distribuirli gratis?), contro le mascherine (i cinesi portano normalmente le mascherine anche da prima del virus), il virus è una semplice influenza? (i cinesi che hanno inventato il lockdown sarebbero i diffusori di una simile sciocchezza). Inoltre, politicamente tutti questi gruppetti sono schierati invariabilmente con le ossessioni anticinesi di Trump e Pompeo. Non c’è che dire: questi gruppi seguono giusto la politica di Russia e Cina. La Russia lo ricordiamo, nonostante l’alleanza strategica con la Cina, fu il primo paese a vietare l’atterraggio dei voli dalla Cina!!!

I contestatori delle mascherine si lamentano del rigore italiano (spesso accostato al comunismo), figuriamoci cosa possano dire di quello cinese. La mascherina è roba da comunisti, dicono in America e Brasile i seguaci di Trump e Bolsonaro. Inoltre, questi sono coloro che sostengono che i vaccini immettono il mercurio nel sangue che poi serve al 5G per dirigere la gente come automi, ma i propagandisti del 5G sono appunto i cinesi. Insomma siamo alle fantasie surreali del generale Ripper del Dott. Stranamore. ‘la Repubblica’ poi scrive: “Sono le ore nelle quali iniziano atti di vandalismo contro le installazioni 5G in Olanda, Regno Unito e Belgio, indicate dalla disinformazione come colpevoli di diffondere le infezioni. In Germania partono le prime proteste contro “il terrorismo dei vaccini” e il 5G. A maggio porteranno a scontri in piazza e arresti. Il 2 giugno questa stessa retorica fornirà il repertorio ai Gilet arancioni in piazza del Popolo a Roma”. Tutto è colpa di Cina e Russia: le streghe son tornate. Il medioevo perorato da Lovecraft è finalmente in atto. McCarthy più Molinari. Troppo forte! Qui siamo all’assurdo. Sicuramente una versione creativa dell’Arte della guerra di Sun Tzu ai tempi del Coronavirus: “se vuoi vendere il 5G, criminalizzalo!”. Alta strategia insomma. Ancora più stravagante quando ‘la Repubblica’ individua nel sito di estrema destra Epoch Times, fondato dal cinese americanizzato John Tang, vicino alla setta Falun Gong (finanziata dal NED ossia dal Congresso USA e dalla CIA e da sempre fanaticamente avverso a Pechino) il diffusore di queste bestialità. A febbraio, quando il virus è già arrivato in Germania, sul sito appare un titolo, “Il coronavirus è un’arma biologica?” in cui si suggerisce che il virus sia stato creato in laboratorio come arma geopolitica. “L'unica sorpresa per la dirigenza cinese deve essere stato il fatto che la Cina sia diventata essa stessa il Ground zero dell’epidemia” (Antonello Guerrera, 03 luglio 2020). Ossia, il virus l’hanno creato in laboratorio i cinesi per poi infettarsi. Questi qua sono filocinesi o filorussi? Qui occorre uno psichiatra, ma di quelli buoni. Il giornale di Molinari fa di tutto per nascondere gli amichetti neo-con e teo-con del direttore ossia Mike Pompeo (di cui è evidentemente un estimatore) e buttarla in vacca contro gli avversari strategici dell’America che sono anche i suoi. La vista di Mike Pompeo ci richiama alla mente la scena del film di Kubrick (il Dott. Stranamore) del folle militare americano col cappello da cowboy seduto a mo’ di rodeo sull’Arma “Fine del mondo”.

 

 

 

Esclusione dei popoli russo e cinese dai discorsi antirazzisti.

Psicopatologia del moderno razzismo

 

C’è anche da rilevare l’esclusione dei popoli russo e cinese dai discorsi antirazzisti che riguardano soprattutto ebrei, poi eventualmente neri e musulmani. In pratica la narrazione antirazzista esclude i cinesi, che, tuttavia, hanno subìto pogrom terribili (anche in America e Australia) tanto da essere chiamati “ebrei dell’Asia” e i russi, le maggiori vittime della peste grigia. Menti assai labili che non hanno mai brillato per particolare acume come quelle della signora Rita Dalla Chiesa chiedono ai cinesi di estinguersi. La signora si è poi pentita della grave affermazione. Figuriamoci se una cosa del genere fosse stata detta contro gli ebrei. L’accusa contro i cinesi comprende l’uso alimentare di carne di cane che viene comunemente consumata in 27 paesi e non è espressamente vietata in quasi nessun paese. In molte tradizioni religiose (come i pellerossa americani o le tribù del Canada settentrionale il consumo è rituale) nel sintoismo e buddismo zen giapponese (il non troppo pacifico credo dei Buddha Warriors) ha significati religiosi, in altre civiltà ha poteri salutari e medicinali. I Galli tradizionalmente consumavano carne di cane e all’inizio del secolo scorso vi erano macellerie canine a Parigi, inoltre non era raro il consumo di cane nella Prussia di Federico II. D’altra parte, qualcuno potrebbe scandalizzarsi del consumo del macinato di cavallo crudo che si fa in Emilia e chi ci è cresciuto si ricorda della macellazione del maiale come di una festa e delle frittelle di sangue di maiale con zucchero: una leccornia per bambini. Le popolazioni dell’America precolombiana consumavano la carne di cane come prelibatezza, ma anche per necessità rituali e mediche. La condanna del consumo di cane è legata soprattutto all’imperialismo culturale e in alcuni casi a tabù religiosi (Islam) sebbene alcune popolazioni islamiche ne facciano uso. La Della Chiesa si è difesa dicendosi vegana e animalista. Allora cosa dovremmo pensare di Hitler, che pure voleva distruggere interi popoli e per poco non c’è riuscito, che era vegetariano e si circondava di cani trattati benissimo per altro: potremmo dire che li alimentasse a carne umana o quasi. Tra l’altro, vegani e animalisti estremi sono tra le sette più intolleranti dell’universo terracqueo.

 

 

 

Il pericolo giallo

 

‘la Repubblica’ per altro continua facendo il suo sporco lavoro sul Pericolo Giallo. Il termine “Pericolo giallo” fu creato dal Kaiser Guglielmo II nel tentativo di unire l’Occidente colonialista contro l’emersione di Cina e Giappone. È significativo che il periodo in cui venne creato il termine sia il culmine dell’aggressione occidentale contro la Cina. Gli aggressori sono occidentali ma il pericolo è giallo. Un titolo de ‘la Repubblica’ rende bene il concetto diffuso dal giornale: “Da Russia e Cina fake news contro l’Italia. È guerra fredda”. Le vittime della propaganda imperiale occidentale sono descritte come carnefici. Alla fine dell’Ottocento, dopo che gli spacciatori di droga britannici tenevano in scacco metà della Cina e nel mondo anglo-sassone, America e Australia in primis, iniziavano i pogrom anticinesi, lo scrittore inglese M. P. Shiel pubblica i racconti dal titolo The Yellow Danger. Ancora una volta le vittime sono il vero pericolo. Secondo l’interpretazione di Jacques Decornoy di Le Monde Diplomatique, il pericolo giallo è dunque un'invenzione di imperialisti e colonialisti bianchi in continuità del mito dei Barbari con cui condivide l'espressione occidentale di una paura di decadenza. Il tutto mentre i “frugali” con il sedere degli altri a cui paga le tasse Mister Elkann riportano l’allarme dei servizi segreti de L'Aia contro la Cina.

 

 

 

Paranoia maccartista

 

Well, I was lookin' everywhere for them gol-darned Reds I got up in the mornin' 'n' looked under my bed Looked in the sink, behind the door Looked in the glove compartment of my car Couldn't find 'em I was lookin' high an' low for them Reds everywhere I was lookin' in the sink an' underneath the chair I looked way up my chimney hole I even looked deep inside my toilet bowl They got away (Bob Dylan - Talking John Birch Paranoid Blues)

A chi si riferiva Dylan con il suo blues della paranoia? Il grande storico americano Richard Hofstadter nel saggio The Paranoid Style in American Politics del 1964 sostenne che la paranoia e la convinzione dell’esistenza di complotti hanno caratterizzato la storia degli Stati Uniti d’America fin dalla Rivoluzione americana. Analizzando il movimento populista americano della seconda metà dell'Ottocento, in L’età delle riforme. Da Bryan a F. D. Roosevelt lo storico ha osservato che a caratterizzarlo è anche “la concezione della storia come cospirazione”. Sostanzialmente Hofstadter attribuisce al popolo americano collettivamente o comunque a tutti i suoi politici ciò che i sostenitori del paradigma totalitario attribuiscono personalmente ai “dittatori comunisti”. Lo stile paranoico di cui parla Hofstadter sarebbe poi quello che i teorici del totalitarismo imputano ai regimi cinese e russo: sospetto esagerato e fantasia cospirativa. La paranoia storica era diretta inizialmente contro l’Illuminismo, ma in seguito si dirige contro il comunismo e poi si incarnerà del maccartismo e appunto nelle attività della John Birch Society. Il paranoico vede sempre una lotta a morte tra il bene e il male. Per lui interi mondi, sistemi di civiltà e sistemi di valori umani sono in pericolo. È sempre sulle barricate della civiltà. Lui non vede nel conflitto qualcosa che debba essere risolto dalla politica e dal compromesso ma nella lotta a morte. Il nemico è un mostro di malvagità e va, se non eliminato completamente, almeno tolto dal teatro delle operazioni. Egli chiede niente di meno che il trionfo totale, i suoi obiettivi sono sempre irrealistici e finisce sempre con l’essere un frustrato. Anche la vittoria parziale lo lascia con lo stesso senso di impotenza e con la certezza del numero grandissimo di nemici che ha davanti (Harper’s magazine, November 1964). Lo stile paranoico è esattamente lo stile de ‘la Repubblica’ che tende ad additare chiunque venga collegato anche vagamente ai governi cinese e russo come potenziale nemico, che è il tipico retropensiero maccartista.

 

 

 

 “Abbiamo mentito, imbrogliato, rubato”

 

Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo (“Abbiamo mentito, imbrogliato, rubato” ha detto della CIA da lui diretta, Università del Texas, 15 aprile 2019) ha minacciato i paesi che accettano gli aiuti sanitari della Cina, sostenendo che «il Partito Comunista Cinese rappresenta una minaccia sostanziale per la nostra salute e il nostro stile di vita, come il virus Wuhan ha chiaramente dimostrato» (Los Angeles Times, 29 marzo), mentre il suo governo continua a spendere 80 milioni di dollari all’ora per le spese militari. Egli ha tentato cinicamente di politicizzare ed etnicizzare il virus chiamandolo ripetutamente il “virus Wuhan” o “virus cinese”. La Ue, su pressione degli staterelli dell’est Europa ferocemente anti-russi e anti-cinesi, ha stabilito che c’è stata ingerenza negli affari interni dell’Europa da parte di Russia e Cina. Uno dei segnali di questa supposta ingerenza sarebbe la crescita della popolarità di Cina e Russia (soprattutto in Italia) per mezzo dell’azione nel Web di opinionisti, che per altro nessuno conosce, o di media che al confronto dei grandi network giornalistici sembra che procedano a punture di spillo mentre il mainstream atlantista gli manda contro le Panzer-Division. Naturalmente dire che Russia e Cina si augurano di nascosto la dissoluzione dell’Unione Europea quando, invece, Trump lo dice apertamente gioiendo per la Brexit è veramente stravagante. Certo Molinari non ha come referente diretto Trump, uno che rutta a tavola e rovina l’immagine dell’Impero, ma certamente l’apparato militar-industriale americano che tira i fili. L’EuVsDisinfo è l’unità della Commissione Europea che va a caccia di fake news sulla Rete. Vi è stato un po’ un giallo perché la Russia e soprattutto la Cina avrebbero voluto migliorare la propria immagine internazionale. La cosa è legittima per tutti i paesi tranne i nostri supposti nemici. Nei due paesi non è in corso nessuna campagna paranoica contro l’Europa. I diplomatici europei raccontano che sono stati gli americani a fare pressione sui paesi russofobi dell’Europa orientale in modo che si accumunasse Russia e Cina nel disegno perverso di sottrarre qualcosa come l’1% dell’audience al mainstream equamente anticinese e antirusso. Questo 1% di presunta “disinformazione” si contrappone al 99% di disinformazione reale dei media ufficiali. Naturalmente ‘la Repubblica’ si pone come veicolo stesso della disinformazione dei bigotti reazionari polacchi (quelli che poi vogliono la risoluzione) e dei loro mentori del Pentagono. Il rapporto del parlamento fortemente ideologizzato è, per altro, involontariamente comico. Russi e cinesi che penetrano nella società raggiungendo centinaia di milioni di persone via social o messaggini. Le teorie messe in giro dai cinesi: il virus non esiste (???), il Covid è diffuso dalle reti 5G (???) quindi si batterebbero contro i loro stessi interessi, la pandemia è esagerata dai media e dai governi per instaurare una dittatura o per impiantare microchip che controlleranno la popolazione. Paranoia allo stato puro mista al Teatro dell’assurdo di Ionesco. Scrive ancora ‘la Repubblica’: “Pechino clona da Mosca una nuova forma di disinformazione, cambia i suoi obiettivi: se in passato la propaganda della Repubblica popolare era volta a far guadagnare consenso interno alla sua classe dirigente, ora guarda all’esterno, cerca di creare caos e mistificare”. Udite udite! L’impero del caos non sono più gli Stati Uniti (Siria, Iraq, Ucraina) ma la Cina! Dove mai sarebbe intervenuta la Cina direttamente o indirettamente attraverso rivoluzioni colorate o veri e propri colpi di stato? Una sequela così sgangherata di assurdità e di idiozie non si sentiva da tempo. Tutto e il contrario di tutto. I cinesi sarebbero quelli che dicono che il virus non esiste. Pazzesco. Titola ‘la Repubblica’: una “regia russa” dietro ai “covidioti”. ‘la Repubblica’ dice “Covidioti”? Il bue dice cornuto all’asino. Il colmo è che la riproposizione servile della propaganda imperiale viene fatta passare per giornalismo investigativo. Tutto questo assomiglia molto alle dichiarazioni del noto sinofobo Gordon Chang secondo cui il consolato cinese di Houston ha fornito “supporto logistico e finanziario” alle proteste della Black Live Matter e che il PCC “alimenta le tensioni razziali”. Lo stesso problema si pone in America con il New York Times ormai ex giornale liberal. Recentemente la rivista progressista The Nation ha scritto che “La falsa intelligence sulle armi di distruzione di massa ha aperto la strada alla catastrofica guerra in Iraq nel 2003. Le false dichiarazioni su una brigata di combattimento sovietica a Cuba hanno silurato la ratifica del Trattato SALT II nel 1979. False notizie di attacchi del Vietnam del Nord alle navi da guerra statunitensi nel Tonkin Gulf ha guidato il Congresso a consegnare al presidente Lyndon Johnson un assegno in bianco per scatenare la disastrosa guerra in Vietnam”. Il New York Times ha assistito in modo disonesto il governo in queste azioni mentre il grande Walter Lippmann avvertiva: “le dichiarazioni dei governi... non possono essere prese come giudizi di fatto da una stampa indipendente” (David S. Foglesong, 17 luglio 2020). Stiamo aspettando le prossime succulente puntate di TrUe che ormai fa concorrenza a Lercio e si candida ad essere l’House organ della Fake news dei Coid Warriors.

 

 

 

Con chi ce l’ha ‘la Repubblica’?

 

Il 10 marzo il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, annunciava l’arrivo di 1.000 ventilatori polmonari dalla Cina. Dopo l’atterraggio del cargo con gli aiuti di Pechino, affermava: “Non siamo soli”. In Europa il presidente serbo Aleksandar Vučić, che pochi giorni dopo in occasione dei cargo cinesi affermerà: “La Serbia ora guarda alla Cina”. Pochi giorni dopo tocca all’operazione “Dalla Russia con Amore” con la quale Putin manda un team di esperti in Italia. Grazie alla “propaganda di Pechino” sugli aiuti concessi all’Italia, ora il 52% dei connazionali (prima erano il 10%) ritiene la Cina un partner amico. Si specula sul crollo della fiducia nella Ue dal 42 al 27%. Un giornale non certo filocinese come “il Riformista” (Deborah Bergamini, 17 marzo 2020) mette il dito sulla piaga. Non sarà per caso lo scarso altruismo di Europa, America e dei bravi olandesi a cui paga le tasse ‘la Repubblica’ nei confronti dell’Italia contrapposto alla generosità cinese?

“Nessuna traccia di generosità da parte dei singoli Stati, che certamente avrebbero potuto condividere materiale con l’Italia come l’Italia avrebbe fatto con loro, ma sono apparsi più preoccupati di ritrovarsi impreparati di fronte al diffondersi della pandemia che di tentare di arrestare la diffusione del virus ai confini dello Stivale. L’errore grave di voler considerare il virus prima come un problema solo cinese e poi, in Europa, come un problema solo italiano”. Borrell, commissario europeo, avrebbe affermato: «È chiaro che Russia e Cina vogliono aumentare la loro influenza a livello globale. Stanno usando la crisi sanitaria per farlo». Bisogna dire che hanno avuto gioco facile.

 

 

 

‘la Repubblica’ verso chi guarda?

 

‘la Repubblica’ ormai sembra preferire una maggioranza atlantista non solo sdoganando Berlusconi ma anche la parte della Lega non ostile all’Unione Europea e decisamente pro-NATO. Seguirebbero Fratelli d’Italia che come tutti gli eredi del fascismo è sempre stata filo-atlantista e filo-israeliana. Da escludere senz’altro quei 5 Stelle che pongono tematiche a livello interno ma soprattutto internazionale non troppo rassicuranti (Via della Seta). Raffaele Volpi (Lega), il presidente del Copasir, il comitato parlamentare che vigila sull’operato dei servizi segreti italiani, interviene dopo la relazione di Enrico Borghi PD, sempre in primo piano nel giustificare le avventure imperiali dall’Ucraina alla Siria. L’Italia, secondo il legaiolo Volpi, è stata “un target” della campagna di disinformazione. Tra poco si cercheranno russi e cinesi sotto la tazza del cesso come diceva Dylan o sotto il letto come scriveva ormai quasi duecento anni fa Stendhal dell’ossessione del Duca di Parma per i carbonari.