Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001

Quest'anno commemoriamo il Bicentenario della nascita di Friedrich Engels, maestro del proletariato internazionale. La sua vita simboleggia la totale ricerca e l’azione per il socialismo-comunismo. Fin dalla giovinezza il suo lavoro è stato segnato da una serie di caratteristiche fondamentali: franchezza nel dibattito, alta capacità letteraria e grande rigore nel lavoro scientifico e nell'elaborazione teorica, brillante nella polemica come arma a favore della rivoluzione sociale e della rottura con l’ordine dello sfruttamento e dell'oppressione di classe. Parliamo di oltre mezzo secolo dedicato alla causa, insieme a Marx, e allo sviluppo coerente e costante dei principi rivoluzionari. E di un campione di sacrifici individuali che tanto si è temprato e plasmato attraverso i conflitti della società, la profonda conoscenza della classe operaia, la critica alle forze che nel suo tempo operavano attorno ad essa e anche attraverso l’attenzione profonda verso le indicazioni che provenivano dalle nuove scienze naturali. Cioè, verso l’insieme materiale che incombeva sulla trasformazione del mondo.

Friedrich Engels si era schierato a fianco del proletariato fin dai vent'anni. E si era legato allo stesso destino del proletariato. Non si proteggeva dagli infortuni e dall'insicurezza che permeavano l'esistenza della classe operaia nel capitalismo, ma invece sceglieva di vivere tutte le esperienze e le azioni che favorivano l’indipendenza politica della classe operaia.

Già in gioventù dava chiari segnali delle sue posizioni. Il suo libro “La situazione della classe operaia in Inghilterra” (1845) – con una troppo scarsa presenza editoriale ai giorni nostri – denunciava il modo di produzione capitalista. Attraverso lo studio della reale vita operaia Engels formava una sua forte coscienza: la rovina fisica e la rovina spirituale del proletariato sono il risultato ineludibile del capitalismo. E con la sua narrazione storica ha mutato la percezione di una classe operaia passiva, favorendo la visione di una classe operaia che conquistava forza attraverso la propria lotta emancipatrice. “La situazione della classe operaia in Inghilterra” rappresenta un tesoro nella lotta contro la schiavitù salariale. Oggi allude anche al compito centrale dei comunisti: organizzare e sostenere le lotte operaie e attraverso ciò costruire coscienza di classe.

Friedrich Engels ha contribuito a chiarire gli ambiti più multiformi della vita sociale: gli elementi fondamentali dell'economia politica, la relazione tra struttura e sovrastruttura, la portata degli aspetti sovrastrutturali, la definizione di ideologia, il lavoro che si approfondisce nella concezione materialista e dialettica, l'interpretazione marxista dello Stato.

L’insieme di tutte queste linee porta alla definizione del socialismo scientifico, concezione del mondo che si completa nell’assunzione totale della vita naturale e sociale.

Le difficoltà politiche, ideologiche e programmatiche che sono alla base del movimento comunista oggi troveranno sempre elementi di interesse e sostegno rivoluzionario nelle elaborazioni teoriche di Engels. Nei vari prologhi scritti per il Manifesto del Partito Comunista, è intervenuto in modo importante negli ultimi anni della sua vita. Affermava, tra l’altro, che per la vittoria decisiva del programma implicito nel Manifesto, si doveva lavorare per lo sviluppo intellettuale della classe operaia, un risultato da ottenere –questo – attraverso l’azione, la discussione e l’organizzazione (Prologo del 1892).

In altre parole, non è il dogma a guidare i principi rivoluzionari, non vi è una natura obbligatoria a determinare lo sviluppo capitalistico e ferma è la conclusione secondo la quale non vi sarà nessuna personalità storica della borghesia e al servizio della causa del “bene” a produrre elementi sufficienti all'emancipazione del proletariato.

La strada di Engels è quella dell'indipendenza politica del proletariato; quella di concepire il proletariato come l'unica classe in grado di delineare progetti radicali per futuro che non potrà mai diventare merce di scambio; è quella di concepire alleanze per l'emancipazione, con strati e settori sfruttati della società borghese e non conciliazioni con il mondo della proprietà privata.

In Engels dobbiamo sottolineare il rapporto tra scienza e rivoluzione. C'è una serie considerevole di suoi lavori teorici in cui si sottolinea il legame essenziale tra il lavoro rivoluzionario e la conoscenza scientifica dello sviluppo della natura, della società e del pensiero. In diverse occasioni, ha affermato che il metodo dialettico-materialista si muove in stretta unità con i progressi scientifici e che questi implicano sia il suo costante adattamento che la conferma dei suoi principali approcci.

Questo pilastro del marxismo rivoluzionario, del nostro marxismo-leninismo, deve rappresentare una modalità di lavoro immediato per i Partiti Comunisti e Operai. Che prepari i quadri militanti ai compiti più urgenti, che così affrontati potranno arricchire la nostra scienza. Che può attivare il nostro apprendimento, discernimento e critica scientifica mettendolo al servizio dello sviluppo intellettuale e politico-rivoluzionario della classe operaia. Che possa dare il suo contributo alla lotta contro le posizioni borghesi nel campo della scienza e le sue stesse definizioni, per aprire la strada dell’egemonia della classe operaia.

Un altro punto importante, derivante dall'analisi che si può trarre dal Bicentenario di Friedrich Engels, è quello di rafforzare la performance teorica collettiva del Partito Comunista come prefigurazione della società del futuro. È decisivo che il metodo dialettico materialista ci guidi sempre nel modo più profondo e attento nel valutare e interpretare i vari campi della lotta di classe.

Già Engels sosteneva che la borghesia alimenta la tradizione idealista e metafisica, con tutta la sua molteplicità di involucri e travestimenti, e fa in modo che tra generazioni e generazioni il suo predominio venga preservato e la sua egemonia di pensiero si costituisca nella società. Con tutte le espressioni di eclettismo nel campo della politica, della teoria, ecc.

Per decenni, in alcune componenti del movimento comunista, hanno coesistito analisi ispirate all'idealismo filosofico; nel predominio dell'esercizio immaginativo e dell'intuizione; nella promulgazione di verità assolute; nell'analisi metafisica, ristretta a fattori isolati o in cui predominano aspetti secondari, considerati in modo fisso e immobile. Partendo dallo studio concreto dei fatti, dalle loro concatenazioni interne, occorre invece che torni primaria la prospettiva di classe, sottratta all'influenza degli elementi sovrastrutturali, riconsegnando il predominio teorico all’analisi del modo di produzione e del conflitto che è alla base dei rapporti di proprietà e dei rapporti di produzione. Nella subordinazione all’idealismo filosofico si avverano distorsioni potenti nel campo della teoria, distorsioni funzionali agli interessi della borghesia: la collaborazione di classe, l'anticomunismo, l’accettazione dei principi formali borghesi, i vari tentativi di "rinnovamento" del marxismo rivoluzionario, l’inganno ideologico contro la classe operaia e così via.

L'opera di Friedrich Engels nel giovane comunismo del XIX secolo fu sempre determinata dai problemi scottanti nella lotta del proletariato: indagini preliminari nel campo dell'economia politica; lo studio delle condizioni concrete della classe operaia; l'elaborazione di un programma rivoluzionario; le battaglie ideologiche contro le influenze di altre classi. Si può leggere in vari passaggi delle sue opere come Engels faccia riferimento a tutto ciò quando scrive che questo o quel progetto è stato realizzato sulla base di richieste, commissioni, convinzioni o urgenze motivate dagli sforzi organizzativi della lotta rivoluzionaria.

E occorre respingere  l’accusa secondo la quale i suoi progetti furono talvolta rimandati per seguire le lotte del movimento comunista (si è detto ciò, ad esempio, in relazione all'edizione dei volumi II e III del Capitale e al lavoro per il “Dühring”); si è detto che i suoi lavori teorici furono fermati per il contributo alle lotte dei socialisti d'Europa e ai  momenti chiave della lotta di classe, come la Comune di Parigi, fasi che chiedevano la produzione di manifesti, documenti politico-teorici, articoli, libri e le più diverse azioni rivoluzionarie. Ma anche questa critica ad Engels è falsa, poiché col suo strenuo lavoro sempre è riuscito a rispettare ogni impegno.

Alcune di queste risposte alla lotta contingente, come lo stesso “Anti-Dühring” (1877), hanno trasceso l'immediatezza del loro tempo e si sono trasformate nel corso dei decenni in punti alti della teoria marxista, punti alti che hanno aperto e fertilizzato il cammino del movimento operaio e dell'organizzazione del partito rivoluzionario. In larga misura il lavoro teorico di Engels, per il movimento comunista della fine del secolo XIX, ha avuto lo stesso peso del lavoro di Lenin e del Partito Bolscevico nel secolo XX, ed è stato una premessa ideologica e culturale agli ampi sviluppi del movimento comunista.

Continuare la strada indicata da Engels fa parte, oggi, dei nostri compiti; rivalutare il suo lavoro nel suo Bicentenario è funzionale al rafforzamento della strategia rivoluzionaria nella nostra fase. E il Partito Comunista del Messico ha bisogno di rafforzare la propria lotta contro l'egemonia della borghesia nel campo del pensiero, puntando a questa lotta ideologica come ad una parte essenziale per l’affermazione del socialismo-comunismo.

In Engels, come in Marx, il lavoro editoriale teorico fu sempre di prim'ordine. Questo particolare campo, lo scambio collettivo che ha promosso e promuove e la ricchezza intellettuale che ha generato e genera, ha fornito ai movimenti operai e comunisti una vasta letteratura rivoluzionaria che ha sempre rappresentato e rappresenta una parte determinante del lavoro politico-teorico di ogni Partito Comunista e Operaio.

Le opere e gli studi di Friedrich Engels sono vasti. Il Partito ha bisogno di coglierli e acquisirli come un bene inestimabile per il lavoro dei comunisti. È necessario, prioritario, che l'enorme patrimonio fondante del marxismo rivoluzionario, per quanto riguarda Engels, contribuisca allo sviluppo dei quadri dell'intero Partito Comunista e Operaio; il pensiero di Engels è determinante per la nostra lotta ideologica, affinché nessuna circostanza specifica o individuale sia motivo di ostacolo per il multiforme lavoro del Partito. E la formazione delle linee politiche e analitiche del partito deve sempre essere preceduta dalla conoscenza delle fonti originarie della nostra scienza rivoluzionaria.

Per questi motivi, la VI Plenaria del Comitato Centrale del Partito Comunista Messicano, delibera:

“Il Partito Comunista Messicano considera l'esempio e il lavoro di Friedrich Engels fondamentale per la costituzione della scienza della rivoluzione sociale, il marxismo-leninismo;  considera il suo lavoro importante per la contemporanea lotta di rottura con il capitalismo, per lo sviluppo dei Partiti comunisti e Operai, per proseguire il progetto che, per un secolo e mezzo, ha aiutato il movimento operaio a costituirsi in classe, in classe per se; considera il pensiero di Engels funzionale all’attuale ricerca del rovesciamento rivoluzionario, del potere operaio e del socialismo-comunismo. Per tutto ciò saranno in campo una vasta serie di atti che celebreranno il Bicentenario del fondatore del socialismo scientifico in tre aree specifiche: quella della pubblicazione editoriale e della diffusione delle fonti originali del marxismo rivoluzionario; quella del dibattito e dell'elaborazione teorica sull'opera di Engels e sulle sue linee fondamentali; il posizionamento del Partito volto a evidenziarne gli aspetti essenziali per l'oggi e per gli anni a venire”.