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Il Partito Comunista Portoghese ribadisce

il suo impegno

nel progetto comunista

Nei 150 anni di Lenin, il PCP nella lotta

per la democrazia e il socialismo

 

(Avante! n.2421 del 23 aprile 2020, traduzione di Marica Guazzora)

 

 

 

 

Jerónimo de Sousa (Segretario Generale del PCP, n.d.r.) ha ricordato il 150° anniversario della nascita di Lenin, in una dichiarazione trasmessa sul sito Web e nei vari resoconti del Partito su Internet (che trascriviamo integralmente), in cui sottolinea la continuità e la tempestività del suo pensiero e del suo lavoro per rispondere alle sfide attuali. "Eravamo, siamo e saremo comunisti", ha garantito il Segretario Generale del Partito.

 

Oggi, 22 aprile, sono trascorsi 150 anni dalla nascita di V. I. Lenin, il geniale seguace di Marx ed Engels, una figura di spicco nel movimento operaio e comunista e nella Storia Universale contemporanea, leader della prima Rivoluzione proletaria vittoriosa e fondatore del primo Stato socialista – l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

La situazione che vive il paese, a seguito dell’epidemia, ci ha impedito e ci impedisce ancora, di attuare il programma di iniziative con cui il PCP intendeva segnare l’anno del 150° anniversario della sua nascita, il suo retaggio rivoluzionario e l’attualità  del suo vasto e prezioso lavoro, ma anche per commemorare questo giorno, in particolare, con il rilievo dovuto all’eccezionale figura di Lenin di grande intellettuale, filosofo, economista e leader politico di spessore mondiale,  e ci obbliga a continuare  la lotta per una società libera dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

 

 

 

Contributi decisivi

 

 

Come ha sottolineato Álvaro Cunhal, noi comunisti portoghesi dobbiamo molto a Lenin, come devono i comunisti e i lavoratori di tutto il mondo.

Dobbiamo non solo l’esperienza del suo lavoro nel dirigere questo evento pionieristico nella storia dell’umanità, che è stata la Rivoluzione d’Ottobre con le sue storiche conquiste politiche, economiche, sociali, culturali e civili che hanno inaugurato una nuova epoca storica – il passaggio dal capitalismo al socialismo.

Dobbiamo ciò che questo atto originale ha significato per l’ispirazione, l’impulso e l’incoraggiamento alla lotta dei lavoratori di tutto il mondo, che ha costretto il capitalismo a riconoscerli e a sancire nella legge i diritti sociali e politici fondamentali.

Dobbiamo l’influenza decisiva delle sue idee e della sua attività sugli eventi rivoluzionari del nostro tempo. Il tempo delle grandi lotte di liberazione dei popoli sottomessi agli imperi coloniali.

Dobbiamo a Lenin la bussola sicura per guidare la nostra attività patriottica e internazionalista.

Gli dobbiamo la creazione di un nuovo tipo di Partito proletario e la fondazione dell’Internazionale Comunista. Il partito leninista che il PCP è orgoglioso di essere e le cui caratteristiche assunse fin da subito e che gli permisero di affrontare le condizioni più difficili, le più grandi avversità, in molti momenti dei suoi quasi 100 anni di vita.

Fu ispirandosi al leninismo, che il PCP divenne strettamente legato alla classe operaia e alle masse popolari, divenne un fedele interprete del suo significato e delle sue aspirazioni e divenne una forza trainante nelle sue lotte fondamentali.

Fu ispirandosi al leninismo che il PCP si affermò come un grande Partito nazionale, il Partito della classe operaia e di tutti i lavoratori, della libertà, della democrazia e del socialismo.

 

 

 

Pensiero e pratica attuali

 

 

Il contributo di Lenin allo sviluppo del marxismo nell’epoca dell’imperialismo e la sua analisi del passaggio dal capitalismo a una nuova fase, la fase monopolistica, la fase dell’imperialismo, sulla questione dello Stato, le fasi e le tappe del processo rivoluzionario, mantengono una sorprendente attualità nelle sue linee principali.

Lo sviluppo della crisi del capitalismo conferma le tesi fondamentali di Lenin sulle leggi che governano il capitalismo in questa fase imperialista. Sottolineano la tendenza alla finanziarizzazione dell’economia, che orienta il capitale verso la speculazione, a scapito degli investimenti produttivi, la legge dello sviluppo disuguale; la tendenza alla stagnazione, che si riflette nel calo della crescita del PIL nei principali paesi capitalisti.

Incapace di superare le insanabili contraddizioni, fin dall’inizio la contraddizione tra capitale e lavoro e la lotta permanente attorno al tasso di plusvalore, insaziabile nell’entusiasmo di appropriazione e accumulazione di capitale senza limiti, il capitalismo combina la sua natura oppressiva con nuove e più complesse modalità di sfruttamento del lavoro e di predazione planetaria che sono state accentuate dai processi di globalizzazione capitalista e di finanziarizzazione dell'economia.

Processi che prosperano e si affermano sul piano politico, all’ombra della cooperazione strategica tra le forze più reazionarie e conservatrici e la socialdemocrazia e con lo Stato che assume il ruolo di promotore del capitale privato, commercializzando tutte le aree e i settori della vita economica e sociale.

Le sue conseguenze sono il peggioramento dello sfruttamento, la disoccupazione, la precarietà, l’aumento delle ingiustizie e disuguaglianze sociali, l’attacco ai diritti sociali e del lavoro, la negazione dei diritti democratici, ma anche la guerra.

Oggi, millecinquecento grandi imprese multinazionali controllano oltre il 60% dell’economia mondiale e 26 multimilionari hanno una ricchezza pari alla metà più povera della popolazione mondiale – circa 3,8 miliardi di persone.

Il carattere disumano dell’imperialismo è evidente nella sua azione nel contesto dell’emergenza dell’epidemia globale, mantenendo e intensificando i blocchi e rafforzando le sanzioni illegali contro popoli e paesi.

Il mondo è cambiato molto nell’ultimo secolo e mezzo, ma non è cambiata la natura di sfruttamento del capitalismo che è diventato sempre più  parassitario e decadente.

 

 

 

La storia continua

 

 

Il capitalismo non è la fine della storia. Il superamento rivoluzionario delle sue insaziabili contraddizioni è una esigenza dello sviluppo sociale.

Nel confronto permanente con i bisogni, gli interessi, le aspirazioni dei lavoratori e dei popoli, il superamento del capitalismo assume una crescente necessità, attraverso percorsi e fasi diversi, come obiettivo della lotta dei lavoratori e dei popoli, come prospettiva e condizione di un futuro inseparabile di piena liberazione e realizzazione umana.

Il socialismo rimane con tutto il suo potenziale di realizzazione all’orizzonte della lotta dei lavoratori e dei popoli.

Perché il capitalismo non ha soluzioni ai problemi del mondo contemporaneo.

L’importanza del socialismo e il suo bisogno come soluzione ai problemi dei popoli richiede di tenere conto di un’ampia varietà di soluzioni, fasi e tappe della lotta rivoluzionaria.

Non ci sono modelli di rivoluzioni, né modelli di socialismo, come il PCP ha sempre difeso e Lenin sempre sottolineato.

Nella situazione del Portogallo, la società socialista che il PCP segnala al nostro popolo, attraversa la fase che abbiamo caratterizzato come Democrazia Avanzata, essa stessa parte integrante della lotta per il socialismo.

È con la profonda convinzione che il socialismo rimane una possibilità reale e un’alternativa al capitalismo e la prospettiva più solida dell’evoluzione dell’umanità che celebriamo la vita e il lavoro di Lenin in questo giorno e continuiamo la nostra lotta.

In questa data, 150 anni dopo la nascita di Lenin, riaffermiamo ancora una volta l’impegno del PCP nel progetto comunista. Un progetto che il PCP farà di tutto per continuare a onorare, adempiendo alle sue responsabilità nazionali e internazionali di grande forza di libertà, di democrazia, di progresso sociale, di socialismo.

Sì, eravamo, siamo e saremo comunisti, seguendo la scia di Lenin!