Più di mezzo milione di internauti cinesi hanno firmato una lettera congiunta all’OMS, chiedendo all’organizzazione di condurre un’indagine sul laboratorio statunitense di Fort Detrick, un luogo la cui chiusura improvvisa è ancora avvolta nel segreto e che non è stato sottoposto a nessun controllo da parte della comunità internazionale. Credono che un’indagine approfondita nel laboratorio statunitense potrebbe prevenire un’epidemia futura.

La richiesta arriva nel mentre alcuni politici e media occidentali rilanciano la campagna diffamatoria contro la Cina nel tentativo di indicarla come colpevole dell’origine del coronavirus.

Un gruppo di internauti cinesi ha redatto la lettera aperta congiunta per chiedere all’OMS di indagare sull’Istituto di ricerca medica sulle malattie infettive dell’esercito americano (USAMRIID) a Fort Detrick, nel Maryland. Hanno incaricato il Global Times di pubblicare la lettera sulle sue piattaforme WeChat e Weibo sabato per sollecitare una risposta pubblica. I “netizen” hanno raccolto mezzo milione di firme in 24 ore.

Nella lettera affermano che per prevenire future epidemie, l’OMS dovrebbe prestare particolare attenzione ai laboratori che stanno conducendo studi su virus pericolosi o anche su armi biochimiche.

La lettera aperta indica in particolare il laboratorio di Fort Detrick, che immagazzina i virus più mortali e infettivi al mondo, tra cui Ebola, Vaiolo, Sars, Mers e il nuovo coronavirus. La fuoriuscita di uno di essi causerebbe un grave pericolo per il mondo.

“Ma questo laboratorio ha un passato noto riguardo la sicurezza. Ci sono stati scandali sui batteri dell’antrace che sono stati rubati dal laboratorio, causando avvelenamenti e persino morti. C’è stato un incidente nel laboratorio nell’autunno del 2019 poco prima del focolaio dell’epidemia di Covid-19, tuttavia, informazioni dettagliate sono state occultate dagli Stati Uniti dietro il pretesto della sicurezza nazionale”, afferma la lettera.

Le informazioni svelate dai media statunitensi hanno preoccupato il mondo e alcuni si sono chiesti se il nuovo coronavirus potesse essere collegato al laboratorio statunitense.

L’USAMRIID è stato temporaneamente chiuso nel 2019 dopo un’ispezione dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Sebbene questo misterioso laboratorio sia stato ufficialmente chiuso per “problemi infrastrutturali con la decontaminazione delle acque reflue”, la spiegazione non è sembrata abbastanza convincente.

A giugno, uno studio di ricerca, “All of Us Research Program”, condotto dal National Institutes of Health ha trovato prove di infezioni da Covid-19 negli Stati Uniti già a dicembre 2019, quindi alcune settimane in anticipo rispetto alla prima infezione documentata nel paese.

Wuhan ha rilevato in un paziente i primi sintomi di Covid-19 in Cina l’8 dicembre 2019.

Laboratorio segreto di Fort Detrick

La lettera congiunta afferma: “Ciò che è più sconcertante è che, quando la Cina ha permesso ai virologi dei paesi occidentali e persino ai media mainstream statunitensi di visitare l’Istituto di virologia di Wuhan, gli Stati Uniti non hanno aperto il laboratorio di Fort Detrick, per non condividere i dati originali con paesi, tra cui la Cina, che sono indipendenti dall’influenza geopolitica degli Stati Uniti”.

Gli Stati Uniti hanno persino volutamente ignorato e distorto l’appello del popolo cinese a indagare sul laboratorio di Fort Detrick, bollando le domande contenute nella lettera come una “teoria della cospirazione” e, allo stesso tempo, hanno utilizzato rumors insostenibili ed errati per attaccare il Wuhan Institute of Virologia, ricorda la lettera aperta.

Zeng Guang, ex capo epidemiologo del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha dichiarato al Global Times che gli esperti dell’OMS avevano già fatto la loro valutazione sulla “teoria della fuga di laboratorio a Wuhan” durante il loro viaggio in Cina, quindi il sospetto su questa ipotesi dovrebbe essere archiviato. Tuttavia, rimangono domande per altri laboratori sul fatto che il virus sia fuoriuscito da queste strutture, ha affermato l’epidemiologo, sollecitando ulteriori indagini nei laboratori di altri paesi.

Gli Stati Uniti, sostiene il medico, dovrebbero avere la priorità nella fase successiva dell’indagine, poiché il paese era lento a testare le persone in una fase iniziale. Gli Stati Uniti hanno anche molti laboratori biologici in tutto il mondo. “Tutti gli argomenti relativi alle armi biologiche che il paese possiede dovrebbero essere posti sotto esame”, ha detto Zeng.

La lettera aperta osserva che solo scoprendo le origini del virus il mondo può eliminare potenziali pericoli, evitare il prossimo ciclo di epidemie e confortare le famiglie dei morti che cercano risposte.

Tuttavia, gli Stati Uniti hanno sempre ostacolato questo lavoro e si sono rifiutati di consentire alla comunità internazionale di indagare sul laboratorio di Fort Detrick. Dopo la disastrosa gestione dell’epidemia che è costata la vita a più di 600.000 nordamericani, gli Stati Uniti vogliono attrarre il mondo intero per portarlo con sé nel baratro, chiede la lettera aperta.

Una nuova ondata di teoria del complotto

Una nuova ondata di politicizzazione sulle origini del coronavirus si è alzata dopo che il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha proposto venerdì in un briefing a porte chiuse agli Stati membri una seconda fase d’indagine sulle origini del coronavirus, che dovrebbe includere ulteriori studi in Cina e in laboratorio “audit”.

Il direttore generale ha elencato cinque priorità, che includono “audit di laboratori e istituti di ricerca pertinenti che operano nell’area dei casi umani iniziali identificati nel dicembre 2019”, ha riferito Reuters.

L’OMS ha già inviato un team di esperti internazionali in Cina a gennaio per lavori pertinenti. I membri del team erano stati accuratamente selezionati dall’OMS, e provenienti da paesi occidentali che coprivano diverse aree e hanno trascorso quasi un mese a fare studi sul campo a Wuhan prima di giungere a una conclusione scientifica con un rapporto dettagliato, ha riferito al Global Times un esperto cinese vicino al team congiunto OMS-Cina.

Come capo dell’OMS, Ghebreyesus non ha rispettato la conclusione a cui sono giunti gli esperti dell’OMS e non supporta il suggerimento da parte loro sulla prossima fase di studio globale, e ha persino portato idee contraddittorie alla conclusione, il che è difficile da accettare. Ha aggiunto l’esperto.

“Non capisco perché lo abbia fatto, e come direttore generale dell’organizzazione, non crede, né tantomeno supporta il team di esperti inviato dalla sua stessa organizzazione”, ha detto, osservando che, con un atteggiamento preconcetto, sarebbe inutile mandare di nuovo altre persone in Cina.

Un altro scienziato occidentale che è vicino al team congiunto OMS-Cina ha detto al Global Times che il motivo per cui Ghebreyesus si sta preparando a cambiare l’approccio alla fase due è a causa della pressione politica sulla fuga dal laboratorio da parte di un piccolo numero di Stati membri, guidati dagli Stati Uniti.

Lo scienziato occidentale ha affermato che ciò potrebbe comportare un notevole ritardo nell’avvio della fase successiva dell’indagine, il che sarebbe un problema perché potrebbe ridurre le opportunità di trovare prove dell’origine. Il team cinese e gli esperti internazionali dell’OMS stavano condividendo nuove informazioni sul rapporto e redigendo i piani della fase due. Le modifiche proposte dal direttore generale dell’OMS al modo in cui questo lavoro verrebbe svolto significa che lo sforzo è ora in stallo, ha affermato l’esperto.

In risposta alle osservazioni di Ghebreyesus, il ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha dichiarato durante un briefing mediatico dello scorso venerdì che gli esperti internazionali del gruppo di studio Cina-OMS sulle origini del Covid-19 hanno affermato molte volte di aver avuto accesso a dati e informazioni sostanziali e di aver compreso appieno che alcune informazioni potrebbero non essere copiate o portate fuori dalla Cina per motivi di privacy.

Zhao ha affermato che la Cina sta studiando le proposte per uno studio di fase 2 e che la prossima fase di studio dovrebbe essere condotta dagli Stati membri, concordata tramite consultazione e basata sul rapporto di studio congiunto Cina-OMS, che ha concluso che l’ipotesi di fuga dal laboratorio è estremamente improbabile, e che si dovrebbero cercare possibili primi casi di epidemia più ampiamente in tutto il mondo e comprendere ulteriormente il ruolo delle catene del freddo e degli alimenti congelati.

Un totale di 48 paesi hanno inviato lettere all’OMS opponendosi alla politicizzazione dell’indagine sulle origini del virus, sollecitando l’organizzazione ad agire secondo la risoluzione dell’Assemblea mondiale della sanità (WHA) e portare avanti l’indagine globale sul tracciamento del virus, ha detto giovedì il portavoce del ministero degli Esteri cinese, sottolineando che questo mostra come la giustizia obiettiva ed equa rappresenti ancora la maggioranza.

Il dirigente di Pechino ha sottolineato che il rapporto congiunto OMS-Cina sulle origini del virus dovrebbe servire come base e linea guida per il tracciamento globale delle origini del virus. La lettera evidenzia che l’indagine sulle origini del virus è un lavoro scientifico e richiede agli scienziati di lavorare a livello globale.

Gli epidemiologi cinesi hanno affermato che la tendenza a politicizzare i problemi di tracciamento dei virus sta ostacolando un’indagine “scientifica e razionale” del puzzle. Gli scienziati di tutto il mondo dovrebbero unire le forze per lavorare su questo problema, oltre a ostacolare coloro che vogliono servirsi di questo argomento per i propri scopi.