È uscita la prima silloge di Rodolfo Bersaglia, Le rondini ad esempio, edita da Transeuropa, in una veste quasi francescana, senza orpelli ad evidenziare solo la poesia.

Un’opera già matura di un’artista di “belle arti”, che declina e coniuga pittura, musica, scrittura in prosa. Talenti coltivati e tessuti parallelamente con lavori di ricerca come storico dell’arte, affiancato al lavoro di docenza.

Le poesie sono frutto di scavo interiore lessicale e di una “limatura” che rendono il registro linguistico elegante, ma non per sterile esercizio di stile, bensì come risultato dell’interiorizzazione della letteratura come strumento per raccontarsi e, nella lettura, l’impatto empatico è immediato, per l’espressione di un autentico sentimento di vita vissuta fino in fondo. 

Poesia stilisticamente colta, per conoscenze e compenetrazioni della letteratura, dove la pratica di vita quotidiana diventa verso, dove la cognizione del dolore assume la compostezza per dirsi e il lettore vi riconosce anche il suo sentimento.

I versi creano una poesia visiva che cerca l’analogia, la similitudine, il correlativo oggettivo per il racconto dell’estranea modernità, dove il verso sperimenta le sonorità delle figure retoriche della tradizione.

Alcune poesie-racconto inscenano una teatralità dove il lettore si getta in una lettura bulimica, come se volesse sapere come va a finire la storia, anche la propria storia.

Ma non solo; l’opera di Bersaglia raccoglie l’eredità della poesia della modernità da Baudelaire alla post modernità, pennellata come i suoi quadri surrealisti: a volte aristocratica come d’Annunzio, altre scarnificata come Ungaretti, ermetica come Luzi e tenebrosa come Caproni; un racconto in versi attraversato da uno humor surreale e a tratti da una tragicità espressa dalla forza delle parole come un novello Majakovskij, creando un linguaggio originale. Personalissimo.

Come ha scritto Mario Dino, “Quello di Rodolfo Bersaglia è un verseggiare breve, quasi sincopato, colmo di tratteggi e immagini pregni di colori spesso cupi. Un vagabondare nella vacuità della vita, con linguaggio ricercato che aumenta lo spessore del pensiero. Volutamente le composizioni non hanno titolo, come a dirci del senso e del tutto in ciascuna di esse.

Poesie di Rodolfo Bersaglia, da “Le rondini ad esempio

Le rondini ad esempio

Le rondini ad esempio / vivono loro vita / senza cercarne altra / e consce della brevità / fuggono a gridare invano / per riedere in un foro / quando la gioia è spenta

E non precipitano / se non per darsi morte / perché se ammarano / le ingoia il mare

e se atterrano / le soffoca la terra 

Tu prendi le rondini ad esempio / per tornare a primavera

 

Una lettera

Sono asciugate / le polle di pioggia / come stimmate / del santo martire

E stille della fosca luna / di cui una sola scende / per incidermi il viso / ormai mappa di rughe

 

Sabato notte

Viene la notte nuda / e bacia sul collo / i viandanti al volante / che il flusso spinge / oltre l’uscio dei locali

Così quei cavalieri / d’apocalissi nostrane / sostano in bar elettrici / collezionando bevande / più alcoliche dell’universo

Poi vanno alle sale da ballo / in cerca di danzatrici di cubo / incuranti degli schianti / sulle strade ubriache

La cui marmellata di carne / eccita luci stroboscopiche / che eiaculano fumo profumato

 

Locale notturno

Circondati dal ciclone / di epilazioni integrali / e ostentazioni addominali / ottenute con onere e mania / presso palestre e centri estetici

Aspirano esalazioni / come cloroformio / e succiano l’estremo sorso / dell’ennesimo drink / come estratto di laudano