Il 14 marzo u.s., nell’ambito dell’assemblea dell’Associazione Contadina Valle del Fiume Cimitarra (ACVC), è stato approvata all’unanimità l’inclusione del Femminismo Contadino negli statuti dell’organizzazione, progetto politico che le contadine stanno portando avanti da anni nella valle del fiume Cimitarra, e che nasce dalle linee guida emerse nei dibattiti collettivi del Coordinamento LatinoAmericano delle organizzazioni rurali, dove le donne dell’ACVC sono state soggetti attivi, propositivi, deliberativi e impegnati.

L’inserimento nella piattaforma ACVC del Femminismo Contadino è motivo di gioia e di speranza, oltre che un fatto storico nel movimento agrario del Paese, perché significa, per noi donne contadine, un riconoscimento ed un rafforzamento del lavoro organizzativo e politico che abbiamo svolto da più di 15 anni all’interno dell’organizzazione.

Come contadine abbiamo difeso la terra e il territorio con la nostra vita, siamo state custodi e propagatrici di semi autoctoni come vessillo di lotta per prolungare la nostra esistenza in condizioni dignitose. Noi, attraverso la nostra conoscenza,  preserviamo la vita. Siamo caregiver di Madre Terra; con noi hanno lottato i nostri figli, le nostre figlie, gli amici contadini, i nostri e le nostre nipoti, ed è tempo ora di riconoscere il nostro lavoro all’interno della famiglia, della comunità e delle organizzazioni politiche e di lotta.

 È tempo di riconoscere sia l’importanza del   nostro lavoro di cura all’interno della casa che la nostra lotta politica e la nostra capacità di direzione politica generale. È necessario stabilire nuove e paritarie  relazioni tra uomini e donne, tra contadine e contadini, stabilire il fatto che la cura della famiglia è da dividere in modo ugualitario tra mogli, mariti e figli. E’ ora di stabilire che anche la direzione politica del movimento contadino rivoluzionario si poggi sull’uguaglianza tra uomini  e donne. 

Sappiamo che oggi il capitalismo mette in discussione la nostra permanenza nel territorio, ci minaccia sempre di più con l’agribusiness, con le monoculture, il persistere della guerra, e con l’accaparramento e l’espropriazione della nostra terra. Ecco perché diciamo decisamente no al capitalismo e si ad una vita in cui i diritti non siano merci. In questo senso, il nostro Femminismo Contadino si fonda sul principio di una vera riforma agraria, sul riconoscimento dei contadini e delle contadine come soggetti politici e sul rispetto dei nostri modi di essere e di fare nei nostri territori.

Quindi, il nostro femminismo è anticapitalista, antipatriarcale e antirazzista. I nostri nemici sono il capitalismo e il patriarcato, e la loro materializzazione in tutte le fasi della nostra vita, sia privata che organizzativa. Ciò significa che dobbiamo riconoscere le particolarità, i bisogni, le aspettative e la posta in gioco politica delle donne nella regione, nonché le violenze storiche che abbiamo dovuto subire e che hanno limitato e ostacolato la nostra partecipazione politica nella Valle del fiume Cimitarra. Vogliamo abolire, cancellare per sempre, “denaturalizzare” la violenza contro le donne, ogni tipo di violenza. Vogliamo costruire una nuova coscienza popolare secondo la quale non sia più “normale”, “naturale” picchiare una donna, nella quale la violenza sessuale, psicologica ed economica contro le donne diventi un tabù. Vogliamo una vita e un mondo senza violenza, vogliamo esercitare liberamente i nostri diritti.

Attraverso questo nostro impegno politico, puntiamo a  migliorare le nostre condizioni di vita nella regione, puntiamo a cambiare i ruoli e la distribuzione dei compiti all’interno della casa, ad abolire l’uso padronale della terra, a modificare le relazioni di potere e il posto che ci è stato storicamnete imposto nell’ambito della famiglia, della comunità e delle organizzazioni sociali.

Il nostro Femminismo Contadino è l’apice storico delle lotte di donne che hanno costruito e resistito sul territorio, superando gli altissimi ostacoli dati dall’essere donne contadine sotto la violenza di un sistema capitalista e patriarcale. Oggi ci riconosciamo in un Femminismo Contadino che sicuramente aprirà nuove strade di liberazione nella nostra Zona Contadina, strade che porteranno anche gli uomini, i contadini, a comprendere ed accettare, liberando se stessi, la nostra lotta di donne contadine.

La decisione di assumere nell’ ACVC la piattaforma del Femminismo Contadino e Popolare costituisce una storica pietra miliare, che senza dubbio rafforzerà la nostra organizzazione complessiva e le sue lotte, consentirà progressi nell’affrontare e sconfiggere il capitale e il patriarcato e aprirà le porte a un nuovo mondo. Con la forza delle donne, che sosterranno la marcia collettiva per la difesa della vita, della pace e del territorio.

L’ACVC è rafforzata da questa decisione e guarda al futuro riconoscendo la forza, lo slancio e l’incoraggiamento delle donne. Contadine che sono sempre state sul fronte a combattere e che oggi, vedendo assunta la Piattaforma del Femminismo Contadino, saranno molto più visibili nella lotta per un mondo nuovo, un mondo senza più violenza contro le donne, un mondo dove capitale e patriarcato saranno per sempre esclusi dalla nostra storia e dalla storia. Quel mondo nuovo che costruiamo spalla a spalla e giorno dopo giorno.

Lunga vita al Femminismo Contadino delle donne della Valle del fiume Cimitarra!

(Da Latin American Summary, 18 marzo 2021)