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La Whirlpool di Napoli non deve chiudere.

Nessun lavoratore deve essere licenziato!

di Antonio Ferrari

segretario nazionale metalmeccanici FLMUniti

La vertenza Whirlpool riguarda tutti i metalmeccanici e i lavoratori in generale.

Mentre negli altri stabilimenti del gruppo aumenta la produzione di elettrodomestici e di conseguenza aumentano i ritmi di lavoro/flessibilità (purtroppo anche grazie ad alcuni accordi sindacali), a Napoli si licenziano i lavoratori.

Questa è la logica del sistema basato sul profitto. Di fronte alla richiesta del mercato di aumentare la produzione di elettrodomestici, anziché chiudere Napoli, la Whirlpool potrebbe essere un esempio concreto di come la riduzione dell’orario di lavoro e la distribuzione del lavoro per tutti restituirebbe tempo libero ai lavoratori, grazie all’introduzione della tecnologia nei processi produttivi.

 

Lavorare TUTTI, lavorare MENO,

vivere MEGLIO

 

Una organizzazione sindacale che mette al centro della propria azione gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, non può tergiversare sulla risposta da dare all’arroganza padronale, né all’immobilismo e alla mancanza di volontà del governo di contrastare questo disastro occupazionale.

La chiusura della Whirlpool è la dimostrazione di quanto i governi borghesi come questo, abbiano ormai un potere insignificante rispetto ai grandi padroni.

Sulle spalle dei lavoratori di ogni settore si scaricano le conseguenze delle politiche asservite agli interessi padronali e la mancata presa di posizione delle burocrazie sindacali che, nel tardare volutamente decisioni a tutela dei lavoratori, favoriscono l’arroganza padronale.

 

Sarebbe necessario da subito una forte mobilitazione che coinvolga tutti i metalmeccanici per il ritiro immediato dei licenziamenti.

Una mobilitazione che va organizzata contro la chiusura della Whirlpool di Napoli, prima ancora che per un CCNL dei metalmeccanici dignitoso:

 

- va impedito quello che oggi avviene nel sito di Napoli, essendo un meccanismo che si verificherà anche in altri siti produttivi di questo paese

 

- contro i licenziamenti dei delegati alla Arcelor Mittal (ex ILVA)

 

- contro i provvedimenti al delegato della Piaggio di Pontedera

 

- contro ogni discriminazione e atteggiamento vessatorio nei confronti dei lavoratori, delle lavoratrici, delle avanguardie di lotta che combattono per i diritti e l’emancipazione della classe lavoratrice

 

- per un CCNL che mette al centro la salvaguardia della salute, il salario diretto, l’occupazione, il diritto di esercitare la libera attività sindacale e il diritto di sciopero.

 

I delegati, i lavoratori in ogni stabilimento, al di là dell’appartenenza sindacale, devono organizzare mobilitazioni che ribadiscono questi contenuti.

Ogni attacco alle condizioni di lavoro e di vita, ogni azione repressiva da parte dei padroni nei confronti dei lavoratori va contrastata con la lotta.

 

La forza unitaria dei lavoratori può vincere.