C’è un conflitto, in Ucraina. Esternamente, sembra un conflitto armato tra Russia e Ucraina. Tutte le forze politiche, compresa la sinistra, hanno parlato di questi eventi. Il ventaglio delle valutazioni: da umanistico-emotivo (“le persone muoiono, fermare la guerra”) a prettamente di classe (“l’Occidente sta spingendo su due regimi oligarchici”). In realtà, questo conflitto ha radici profonde. Nell’analizzare la situazione, dobbiamo prendere in considerazione sia il contenuto nazionale della lotta di classe che il contenuto di classe della lotta nazionale.

Cos’è l’Ucraina? Il territorio dell’attuale Ucraina fino alla metà del XVII secolo era uno spazio scarsamente popolato, conteso dai Paesi vicini. All’inizio del XX secolo le terre dell’attuale Ucraina furono divise tra Polonia, Austria-Ungheria e Russia. Dopo la rivoluzione del 1917 alcune di queste terre dichiararono temporaneamente l’indipendenza. Tuttavia, nel 1922 si unirono all’URSS come Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. Dopodiché l’Ucraina ottenne la statualità, sebbene limitata.

L’Ucraina era un paese agricolo. Per garantirne lo sviluppo nel 1918, su suggerimento di Vladimir Lenin, sei regioni industriali russe, tra cui Donetsk e Lugansk che non avevano mai fatto parte dell’Ucraina, furono trasferite in Ucraina. Nel 1939 la Galizia (Ucraina occidentale), precedentemente parte della Polonia, fu annessa all’Ucraina. L’attuale territorio dell’Ucraina è il risultato del suo ingresso nell’URSS. Si compone di parti disparate: dalla Galizia (Lviv), con una forte influenza del cattolicesimo, all’Ucraina orientale, che gravita fortemente verso la Russia.

L’Ucraina socialista si è sviluppata in modo potente. All’estrazione di metalli e carbone si aggiunsero la costruzione di aerei e razzi, la petrolchimica, l’industria dell’energia elettrica (4 centrali nucleari) e le industrie della difesa. Come parte dell’URSS, l’Ucraina ricevette non solo la maggior parte del suo territorio attuale, ma anche un potenziale economico che la rese la decima economia più grande d’Europa. I politici ucraini erano guidati dalla leadership sovietica. N. Khrushev, L. Brezhnev, K. Tchernenko, che gestirono l’URSS dal 1953 al 1983, guidarono anche l’Ucraina.

Dopo il crollo dell’URSS, nel dicembre 1991, l’Ucraina divenne per la prima volta nella sua storia uno Stato indipendente. Ma ciò distrusse l’integrazione economica secolare con la Russia. Il modello del “mercato” portò alla deindustrializzazione dell’Ucraina, ad un forte calo del tenore di vita della popolazione. Sulla base della privatizzazione predatoria, sorse una classe oligarchica.

In questa ultimissima fase storica l’Ucraina è divenuto il Paese più povero d’Europa. Il livello di corruzione e diseguaglianza sociale tra più alti del mondo. L’industria manifatturiera, ad eccezione della metallurgia, è stata praticamente distrutta. L’economia si è basata sui prestiti occidentali e sui trasferimenti di denaro dei lavoratori migranti partiti per l’Europa e la Russia in cerca di lavoro (circa 10 milioni di persone su 45 milioni), quasi tutti specialisti qualificati. Il degrado del capitale umano ha raggiunto il suo limite. Il Paese è scivolato sull’orlo di una catastrofe nazionale.

In questo quadro, siamo attorno al 2013, la popolazione ucraina è fortemente insoddisfatta e questa insoddisfazione viene manipolata dalle forze politiche interne filo-occidentali che, sulla base dell’insoddisfazione popolare e dei massicci aiuti occidentali, crescono sempre di più nei consensi elettorali. Nel febbraio 2014 in Ucraina è stato compiuto un colpo di stato sostenuto da USA e NATO. Il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato pubblicamente di aver investito 5 miliardi di dollari nella sua preparazione.

Col “golpe” del 2014 i neonazisti salirono al potere. Si tratta, in primo luogo, di cittadini e militanti dell’Ucraina occidentale (Galizia), che per secoli è stata sotto il dominio della Polonia e dell’Austria-Ungheria. I sentimenti estremamente nazionalistici, antisemiti, anti-polacchi, russofobi e anticomunisti lì sono storicamente forti.

Dopo l’invasione dell’URSS da parte di Hitler, le truppe tedesche furono accolte con fiori nell’Ucraina occidentale. Le divisioni delle SS furono formate lì e combatterono contro l’Armata Rossa. I nazionalisti locali, guidati dall’ammiratore di Hitler, Stephan Bandera, decisero di sterminare la popolazione ebraica. In Ucraina furono uccisi circa 1,5 milioni di ebrei, un quarto di tutte le vittime dell’Olocausto. Durante il “massacro di Volyn”, nel 1944, circa 100.000 polacchi furono brutalmente assassinati nell’Ucraina occidentale. Banderas ha distrutto i guerriglieri sovietici e bruciato vivi uomini, donne e bambini in centinaia di villaggi in Bielorussia.

Dopo la guerra, dal 1945 al 1953, i ribelli anticomunisti e antisovietici sostenuti da Stati Uniti e Regno Unito, nell’Ucraina occidentale hanno scatenato il terrore contro la popolazione civile. In questi anni Banderas uccise circa 50mila civili. Questa è la natura delle forze – discendenti e seguaci dei fascisti – salite al potere dopo il colpo di stato del 2014. Le tradizioni del terrore antipolacco, antisemita e antirusso sono molto forti tra i neonazisti, che ora governano davvero l’Ucraina. 42 oppositori del nazismo sono stati bruciati vivi nell’edificio dei sindacati a Odessa il 2 maggio 2014.

L’attuale potere ucraino è dato da un’alleanza tra neonazisti e capitale oligarchico. I banderas (come gli assaltatori delle SS in Germania) servono come “distaccamento shock” delle imprese di guerra. L’unica differenza è che gli attuali banderas si astengono dal vero e proprio antisemitismo, avendo stabilito un’unità di classe con l’oligarchia locale. I banderas controllano strettamente ogni mossa del potere statale, ricattandolo costantemente con la minaccia di un colpo di stato. Questa è la condizione di Zelensky. Peraltro, la politica dell’Ucraina è determinata dall’ambasciata americana a Kiev.

La natura dell’attuale Stato ucraino è un’alleanza tra il grande capitale e la burocrazia statale, che fa affidamento su elementi criminali e fascisti sotto il pieno controllo politico e finanziario degli Stati Uniti.

Dopo il 2014 l’ideologia nazista viene impiantata in Ucraina. Viene cancellata la Giornata della Vittoria sul fascismo del 9 maggio. I fascisti ucraini – organizzatori e partecipanti alle atrocità della guerra – sono ufficialmente riconosciuti come eroi nazionali. Ogni anno si tengono delle fiaccole in onore dei criminali fascisti. Da loro prendono il nome strade e piazze. Il Partito Comunista d’Ucraina opera clandestinamente. Le intimidazioni e gli omicidi politici di politici e giornalisti sono una costante. I monumenti a Lenin e tutto ciò che riguarda la memoria dell’URSS vengono distrutti.

Dopo il colpo di stato del 2014 partì un tentativo di assimilare forzatamente la popolazione russa dell’Ucraina con la soppressione della lingua russa. Ricordiamo: il tentativo di introdurre l’afrikaans invece dell’inglese in Sudafrica portò alla rivolta di Soweto nel 1976. La stessa cosa accadde in Ucraina. Un tentativo di trasferire l’istruzione scolastica dal russo all’ucraino dette origine a una forte resistenza nelle regioni di Donetsk e Lugansk. La popolazione prese le armi. Nel maggio 2014 si tenne un referendum, in cui l’87% dei cittadini votò per l’indipendenza. Nacquero così le Repubbliche Popolari di Donetsk (DPR) e Lugansk (LPR). Dopo diversi tentativi falliti di invadere la LPR-DPR, i nazisti di Kiev passarono al terrore. Durante 8 anni di bombardamenti con cannoni di grosso calibro, più di 13mila civili, tra cui bambini, donne e anziani, vennero stati uccisi nelle LPR-DPR. Con il completo e complice silenzio della comunità mondiale.

I militanti e i dirigenti del Partito Comunista della Federazione Russa parteciparono attivamente alla difesa armata delle LPR-DPR. Centinaia di comunisti stanno tuttora combattendo i nazisti assieme alle truppe delle repubbliche popolari. Decine di comunisti sono morti in questa lotta. In 8 anni il CPRF (Partito Comunista della Federazione Russa) ha inviato 93 convogli con aiuti umanitari in queste repubbliche per un peso totale di 13.000 tonnellate, ha accolto migliaia di bambini per la salvezza e le cure in Russia. Per tanti anni il CPRF guidato da Gennady Zyuganov ha chiesto alla leadership della Russia il riconoscimento dell’indipendenza del Donbass.

Nel marzo 2015 su iniziativa della Russia (con la partecipazione di Germania e Francia) sono stati conclusi gli accordi di Minsk, che prevedevano lo status speciale delle LPR-DPR all’interno dell’Ucraina. Tuttavia, l’Ucraina ha evitato la loro attuazione. Con il sostegno degli Stati Uniti, Kiev si stava preparando a schiacciare le LPR-DPR con la forza delle armi. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e altri membri della NATO hanno fornito addestramento all’esercito ucraino. Hanno costruito oltre 30 importanti installazioni militari in Ucraina, tra cui 15 Laboratori del Pentagono per lo sviluppo di armi batteriologiche (colera, peste e altre malattie mortali). L’Ucraina, con le sue quattro centrali nucleari e l’enorme potenziale tecnico-scientifico, è in grado di costruire la bomba atomica. Questa intenzione è stata pubblicamente dichiarata. C’era il pericolo di dispiegamento di missili da crociera statunitensi. La situazione in Ucraina minacciava sempre di più la sicurezza della Russia.

Nel dicembre 2021 la Russia ha proposto agli Stati Uniti di firmare un accordo di non espansione della NATO. Gli Stati Uniti e la NATO hanno ignorato la proposta. Nel gennaio 2022 la Russia ha avvertito che sarebbe stata costretta ad adottare misure aggiuntive per proteggere la propria sicurezza. Allo stesso tempo, si è saputo che l’Ucraina aveva concentrato 150.000 militari e battaglioni nazisti nel Donbass. Kiev, sostenuta dagli Stati Uniti, si stava preparando a riprendere il controllo del Donbass durante la guerra di marzo.

Lo scorso 22 febbraio il presidente Putin ha annunciato il riconoscimento dell’indipendenza delle LPR-DPR. Il 25 febbraio è iniziata l’operazione speciale delle forze armate russe.

La Russia non occuperà l’Ucraina. Lo scopo dell’operazione è la liberazione dell’Ucraina dai nazisti e la sua neutralità (rifiuto di aderire alla NATO). La tattica delle truppe russe è, mentre attaccano le strutture militari, quella di ridurre al minimo le vittime tra la popolazione civile e tra l’esercito ucraino, tentando anche di evitare la distruzione delle infrastrutture civili. “Gli ucraini sono fratelli dei russi. Continueremo a vivere insieme”. Tuttavia, i nazisti di Bandera usano le più disgustose tattiche dei fascisti tedeschi, usando i civili e le loro case come scudi umani. Installano artiglieria e carri armati nelle aree residenziali, vietano ai cittadini di lasciare le zone di guerra, trasformando in ostaggi centinaia di migliaia di persone.

Questa nefasta tattica nazista non è condannata in Occidente. Sono gli Stati Uniti, che conducono una guerra dell’informazione attraverso i media da loro controllati (solo Russia Today resiste), ad essere interessati alla guerra. Gli Stati Uniti colpiscono non solo la Russia ma anche l’Europa. La guerra della NATO contro la Jugoslavia nel 1999 è stata un mezzo per destabilizzare l’Unione Europea. Oggi l’obiettivo principale degli Stati Uniti è impedire l’approvvigionamento di gas russo attraverso il gasdotto Nord Stream-2 per costringere l’Europa ad acquistare gas liquefatto, più costoso, dagli Stati Uniti, indebolendo così gravemente la Germania e gli altri paesi dell’UE. Il volume degli scambi tra la Russia e l’UE è di 260 miliardi di dollari all’anno. Con gli Stati Uniti meno di 23 miliardi di dollari. 10 volte meno. Pertanto, le sanzioni imposte su richiesta degli Stati Uniti hanno colpito, prima di tutto, l’Europa. Gli eventi in Ucraina sono l’ennesima guerra americana per il controllo del mondo.

Inoltre, le affermazioni sulla natura globale del boicottaggio della Russia sono false. I paesi BRICS (Brasile, India, Cina e Sud Africa) che costituiscono il 43% della popolazione mondiale non hanno sostenuto le sanzioni. La Cina è la prima e l’India la terza più grande economia del mondo. Le sanzioni non sono state sostenute dall’Asia (esclusi Giappone e Corea del Sud con le loro basi militari statunitensi), dal Medio Oriente, dai più grandi Paesi dell’America Latina, dalla maggioranza dei Paesi del mondo.

Per 30 anni io sono stato uno dei critici più attivi della politica interna ed estera dell’élite russa. Nel suo carattere di classe, il potere oligarchico-burocratico in Russia non è molto diverso dal potere in Ucraina (anche se non vi è il fascismo e non vi è il pieno controllo degli Stati Uniti). Tuttavia, in quei casi, sfortunatamente rari, in cui i leader della Russia perseguono una linea che va incontro agli interessi del Paese e del popolo, il principio della critica “automatica” non è più appropriato.

Ho a lungo sostenuto che le sanzioni avranno un effetto benefico sull’eliminazione della dipendenza economica imposta sulla Russia dall’Occidente, e ciò in tanti ambiti della vita sociale. Il governo russo sta già muovendo i primi passi in questa direzione. Il compito delle forze comuniste e di sinistra è incoraggiare con vigore le attuali autorità russe a cambiare non solo la politica estera, ma anche il corso socio-economico interno, che non corrisponde agli interessi del popolo.