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Il piano dell'asse franco-tedesco accentua

le disuguaglianze nell'Ue

Da “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese, del 28 maggio 2020.

Traduzione a cura di Marica Guazzora

La Germania e la Francia hanno presentato un “piano di ripresa economica” dell'UE che, per il PCP, mira ad accentuare le disparità tra gli Stati membri e “dirigere una parte delle risorse ora annunciate ai principali gruppi economici e finanziari”.

La scorsa settimana, “l'asse franco-tedesco ha voluto dimostrare, ancora una volta, chi tiene le redini” dell'Unione europea. Vale la pena esaminare alcuni aspetti del piano di risanamento proposto, afferma João Ferreira, deputato del PCP al Parlamento Europeo.

Una prima nota: i 500 miliardi di euro, che si dice saranno destinati alla distribuzione sotto forma di sovvenzioni e non di prestiti, senza che il documento di Francia e Germania lo garantiscano, sono solo proclami e sono inferiori alle risorse che la Germania da sola ha investito a livello nazionale per far fronte alla situazione attuale.

Basandosi su di una emissione di debito nei mercati finanziari, successivamente pagata dal bilancio dell'Unione Europea, questo piano “implicherà un finanziamento futuro di quel budget esiguo, ovvero, prima o poi, una riduzione relativa dei fondi che dovrebbe andare per gli Stati membri a carico del bilancio”. Se i fondi vengono prelevati dai contributi nazionali, vengono mobilitati da nuove tasse – le cui entrate, invece di essere donate all'Unione europea, potrebbero e dovrebbero essere donate a favore degli Stati.

La proposta dell'asse franco-tedesco solleva un dubbio di fondo: “Non è noto come verranno distribuite le risorse, una questione che, come si può immaginare, è di grande importanza. O saranno distribuiti in una prospettiva di coesione, assicurando che coloro che ne hanno maggiormente bisogno riceveranno di più, o al contrario, concentrandosi maggiormente su quelli che ne hanno di più, aggraveranno così le disuguaglianze tra gli Stati”.

Come verranno utilizzati i soldi, questo è più chiaro: “È chiaro da subito che il suo utilizzo sarà subordinato al rispetto delle imposizioni dell'Unione Europea, sia a livello di bilancio, con i risultati che conosciamo, sia a livello di quelle malfatte ‘riforme’, che sappiamo cosa significano”.

Per João Ferreira, “occorre stoppare il concetto di sovranità europea”, che non è altro che la sovranità di Germania e Francia, in particolare nella sfera industriale, verranno create le condizioni per accentuare le divergenze e le disuguaglianze tra gli Stati membri, e contemporaneamente per trasmettere ai grandi gruppi economici e finanziari una parte sostanziale delle risorse ora annunciate.