Il Comitato Direttivo dell’Associazione Politico Culturale Nazionale “Cumpanis” ha proposto al Centro Politico Culturale di Genova di organizzare la prima Festa Nazionale “Cumpanis”. Il Centro “Cumpanis” di Genova ha accettato con orgoglio questa proposta e questo compito e già da oltre un mese alcune decine di compagne e compagni del nostro Centro genovese stanno assiduamente lavorando per l’organizzazione e la riuscita della Festa. 

La prima questione che abbiamo affrontato, a Genova, è stata quella del luogo ove organizzare la Festa. E poiché anche il luogo doveva, deve, simbolicamente rimandare ai nostri valori comunisti, alla nostra concezione del mondo, alla nostra idea della centralità della classe operaia e non essere un luogo “neutro”, abbiamo scelto di allestire la Festa in uno dei luoghi sacri e mitici della classe operaia genovese: la sede del Consorzio Autonomo Portuale, in via Ariberto Albertazzi, 3r. Che vuol dire: si fa la Festa pensando innanzitutto alla classe operaia portuale genovese, ai portuali genovesi. Alla classe operaia generale italiana, avanguardia della lotta e della trasformazione sociale.

La Festa, già annunciata per il 24 ed il 25 settembre, è stata spostata per sopravvenute ragioni puramente logistiche e si terrà da venerdì 8 a sabato 9 ottobre. 

Vi sarà (è già in corso) uno sforzo da parte dei nostri militanti per garantire pranzi e cene, durante i due giorni, all’insegna della tradizione culinaria “de Zena” e la Festa sarà organizzata tenendo conto di tutte le norme anti Covid, compresa la richiesta, per l’entrata, del green pass.

Una festa comunista, specie se nazionale e ambiziosa come questa nostra a Genova, è sempre, piccolo o grande che sia, un sacrificio per i militanti, per le compagne e i compagni che decidono di dedicare alla Festa giorni e giorni, prima, durante e dopo la Festa stessa. Cos’è scattato, nei militanti del Centro “Cumpanis” di Genova, per accettare il sacrificio, il (duro) lavoro che la Festa richiede? 

A far crescere la passione per la Festa, per l’accettazione dell’impegno che essa richiede, è stata innanzitutto la parola d’ordine che la stessa Festa nazionale “Cumpanis” si è data: “Per l’unità dei comunisti”. 

È questa – densissima, necessaria come il pane, bellissima – parola d’ordine che ha mosso i militanti genovesi di “Cumpanis” a rimboccarsi immediatamente le maniche, ad organizzarsi, a liberarsi da altri impegni, anche personali, di famiglia, per cominciare a “pensare” alla festa, progettarla, metterla in piedi. Poiché è questa parola d’ordine – unità dei comunisti, che è lo stesso senso d’esistere della rivista e dell’Associazione nazionale “Cumpanis” – a riempirci il cuore, a ridare slancio alla nostra azione, a ridare senso forte alla nostra militanza.

Di fronte ai sempre più minacciosi e oscuri pericoli di guerre internazionali sospinti dall’imperialismo USA e dalla NATO; di fronte alle politiche antioperaie e antidemocratiche dell’Unione europea, all’attacco del grande capitale italiano contro il mondo del lavoro e di fronte alla “dittatura” liberista e filo imperialista del  “partito politico unico italiano” che sostiene Draghi ed è capeggiato da questo “campione” del sistema finanziario-bancario internazionale e italiano, la necessità di un più forte partito comunista si fa sempre più sentire. E in questo quadro la divisione dei comunisti, il loro triste frazionamento in troppi, inessenziali, piccoli partiti, è ormai una dannazione da superare. Attraverso un processo di unità dei comunisti che viviamo come il primo impegno, un’unità comunista che, naturalmente, avvenga su basi ideologiche omogenee e non su quei raffazzonatissimi, confusi, ideologicamente divergenti e dunque sbagliati “processi unitari” a cui abbiamo già assistito, specie nel PRC “bertinottiano”, e che non hanno portato ad altro che a nuove e spesso violente divisioni. 

La questione, per noi centrale, dell’unità dei comunisti ha fatto sì che, all’interno del ricco programma di dibattiti che abbiamo organizzato alla Festa di Genova, quello sull’unità dei comunisti (sabato 9 ottobre, ore 17.00) sia politicamente molto denso. Parteciperanno, infatti, a questo dibattito, presieduto da chi scrive, la compagna Lucia Mango, dirigente di primo piano del PCI; il compagno Marco Pondrelli, direttore di “Marx21”; il compagno Igor Camilli, segretario nazionale di “Patria Socialista”; il compagno Alberto Lombardo, dell’Ufficio Politico del PC e responsabile del Dipartimento Esteri del PC. Con le conclusioni del compagno Fosco Giannini, presidente dell’Associazione Nazionale “Cumpanis” e direttore della rivista dallo stesso nome.  

Se il dibattito sull’unità dei comunisti sarà l’epicentro politico della Festa, non meno importanti saranno gli altri dibattiti che si sono preparati: il primo, di venerdì 8 ottobre, alle ore 15.00, sulla Scuola e sull’Università, e dunque, sulla stessa condizione giovanile; il secondo dibattito (ancora venerdì 8, ore 21.00) sull’attacco generale contro i lavoratori e le lavoratrici, dibattito che vedrà, tra le altre importanti presenze di quadri operai, anche quella del compagno Antonio Ferrari, segretario generale della Federazione dei Metalmeccanici Uniti.

E poiché certo non poteva mancare (per la nostra cultura internazionalista e per il nostro amore verso l’Isola della Rivoluzione) la questione di Cuba, sabato 9 ottobre, alle ore 11.00, vi sarà un dibattito proprio sulle ultime vicende cubane, sull’ennesimo attacco imperialista al socialismo cubano e sulla stessa risposta rivoluzionaria del Partito Comunista di Cuba e del popolo cubano a quest’attacco. Un dibattito, questo, che vedrà, tra le altre, la presenza della compagna Silvia Stefani, segretario generale del PC della Liguria e del compagno Enzo Pescatori, della segreteria nazionale di Italia-Cuba. 

A chiusura della Festa, sabato 9 ottobre, ore 21.00, vi sarà una tavola rotonda proprio sulle questioni di Genova, alla quale parteciperanno, tra le altre forze, anche diverse Associazioni fortemente impegnate sui territori genovesi.

Un ultimo dibattito, questo, che vuol dare, peraltro, un segno chiaro della natura politica del Centro “Cumpanis” Genova, che è, sì, totalmente dentro il dibattito e l’azione politica, sociale e culturale dell’Associazione Nazionale “Cumpanis”, ma che cerca anche un proprio forte e impegnato protagonismo nella città di Genova e in Liguria. Poiché senza radicamento nei territori non c’è né azione né linea nazionale.

E i problemi di Genova non sono pochi: lo smembramento di fabbriche importanti e dal carattere strategico come la Piaggio, la Leonardo automazioni (smembramenti che favoriscono le cordate private); i Gruppi per la riparazione delle navi, con subappalti che sfociano in esperienze simili al caporalato; la grande questione dell’ex Ilva, ove i tentativi di umiliazione dei lavoratori sono ormai consuetudine; il collasso dei Terminal traghetti merci e passeggeri, complice la disastrosa situazione delle autostrade. E poi i problemi delle università genovesi, ormai in crescente isolamento dalla società, sempre più prive di sostegno economico e organizzativo pubblico, con sempre meno studenti che arrivano a fine corso e sempre più casi di laureati in fuga verso l’estero.

I problemi vastissimi e profondissimi della sanità pubblica, tra i quali la mancanza ormai drammatica dei presidi sanitari territoriali e dei punti di pronto soccorso.

E  l’ ambiente e il  territorio, questione che vede Genova maglia nera per la differenziata; vede intere vallate a rischio disgregazione sociale, vede esperienze territorialmente e socialmente drammatiche, come i lavori che si stanno portando avanti in Centro Ponente e nella Valpolcevera, un raddoppio ferroviario con forte pericolosità sia in questa fase esecutiva  che certamente a lavori ultimati, dato il progetto di passaggio di treni lunghi circa 750 metri con trasporto di materiale altamente pericoloso (un’altra Viareggio); i profondi pericoli idrogeologici presenti nella Valbisagno.

Una Genova, insomma, priva di un vero piano industriale, di un serio piano sanitario, priva di un progetto idrogeologico e ambientale all’altezza dei problemi concreti. Una Genova che richiede, anch’essa, come il Paese, la presenza di un più forte partito comunista e, dunque, di un processo di unità dei comunisti.

Quel processo di unità dei comunisti a cui la Festa Nazionale “Cumpanis” di Genova è dedicata, per il quale la Festa vuol lavorare, sia sul piano nazionale che nella stessa Genova, e che ci chiama all’impegno politico e alla militanza.

Venerdì 8 e sabato 9 ottobre: vi aspettiamo tutte e tutti alla Festa di “Cumpanis” per l’unità dei comunisti!