Con lo sblocco dei licenziamenti, deciso dal governo Draghi assieme a Confindustria ed Unione Europea e con il prono assenso dei sindacati confederali, prosegue e si acutizza l’attacco frontale ai lavoratori; le centinaia di licenziamenti in GKN, Whirlpool, Conte of Florence di Lucca sono solo l’antipasto di una stagione che si preannuncia caldissima.

In lista d’attesa ci sono già, per esempio, i lavoratori della Leonardo di Genova Automazioni (oltre 400 lavoratori che verranno dati in pasto a qualche privato), oltre quegli infermieri, medici e OSS che con la scusa del rifiuto della vaccinazione verranno lasciati a casa. E questo, lo vogliamo ripetere, è solo l’inizio. 

Non bastasse questo, si profila un ulteriore taglio allo stato sociale: è di queste ore lo scatenarsi delle forze politiche di maggioranza contro il reddito di cittadinanza (lo diciamo anche se questa misura non era una di quelle sostenute da noi comunisti) ed il continuo aumento del ricorso al precariato, che pone i lavoratori sotto ricatto costante privandoli della forza di far valere le loro sacrosante rivendicazioni.

Nessuna misura, per contro, per arginare la tragedia dei morti sul lavoro, mentre sembra che il problema strategico del nostro Paese sia il DDL Zan. Non vogliamo essere fraintesi, sappiamo bene che i diritti civili sono un tema importante e da non rimuovere, ma non crediamo che oggigiorno la discussione politica debba essere monopolizzata  dalla pur sacrosanta difesa dei diritti di chi soffre per emarginazione. 

Noi vogliamo che si parli del DDL Zan, ma ci chiediamo: possono, centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici gettati sul lastrico, un numero infinito di famiglie sospinte ai confini della povertà assoluta, avere quantomeno la stessa attenzione politica e mediatica? D’altronde, lo sappiamo bene, il capitalismo ed i suoi servi della sinistra borghese nei momenti di crisi sono soliti utilizzare la polemica  sui diritti civili come scudo alla loro opera di massacro economico della classe lavoratrice: oltre al danno, la beffa…

Purtroppo, invece, ancora una volta stiamo assistendo all’inizio dell’ennesima macelleria sociale con il consenso della finta “sinistra” borghese e di chi dovrebbe fare gli interessi dei lavoratori, ovvero i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL; a proposito di questi ultimi, dobbiamo evidenziare la loro quasi totale assenza del mondo del lavoro marittimo, così importante per l’Italia ma abbandonato a se stesso e costretto a subire ogni sopruso; in particolar modo, il personale viaggiante è sottoposto a turni di lavoro massacranti e ad assistenza sanitaria a livelli minimi, persino durante la pandemia di Coronavirus. 

È giusto ricordare che dopo quasi due anni dallo scoppio della pandemia non è ancora stato attuato un intervento organico della Sanità Marittima, che metta al centro del suo agire la tutela della salute di tutti i marittimi; a tal proposito pare che presso gli ambulatori della Sanità Marittima non siano a tutt’ora praticate né Vaccinazioni né tamponi …se così fosse, sarebbe lecito pretendere una chiara spiegazione.

Questi ultimi elementi completano il quadro generale di quello che sta accadendo nel mondo del lavoro: un attacco totale e a tutti i livelli, un attacco che comprende quella parte di ceto medio già proletarizzato o sulla via della proletarizzazione; stiamo parlando di piccoli lavoratori autonomi, finte partite iva, cooperative di servizi, insomma quei lavoratori che fino a ieri si sentivano parte di quell’Italia “che sta bene” e che oggi cominciano a capire come la loro discesa tra le fila del proletariato non è un fatto episodico, legato alla contingenza della pandemia, ma un vero e proprio elemento strutturale legato alle dinamiche ed alle contraddizioni intrinseche del capitale.

Diviene evidente come contro questo disastro sociale, in cui il capitalismo globalizzato ci sta inevitabilmente trascinando, bisogna saper proporre non solo delle soluzioni tattiche a breve raggio, ma delle risposte globali che conducano ad un cambiamento generale del paradigma di sistema. 

Pertanto, come comunisti dobbiamo impegnarci ad agire urgentemente su questi punti:

  • Sviluppo e rafforzamento del sindacalismo di classe a livello nazionale, con una presenza forte soprattutto nei luoghi di lavoro.
  • Rapido censimento di tutto il personale medico infermieristico ed OSS che opera nelle strutture sanitarie, copertura immediata dei posti vacanti in pianta organica con assunzione a tempo indeterminato e non con “provvedimenti tampone”, modalità a cui ci hanno abituato i vari Governi che si sono succeduti.
  • Blocco immediato dei licenziamenti e riconversione lavorativa.
  • Istituzione di una patrimoniale sui patrimoni più importanti.
  • Nazionalizzazione della rete autostradale (che il sistema Autostrade sia al collasso e sotto gli occhi di tutti).
  • Superamento della logica di Trenitalia che, privilegiando le varie “Frecce”, hapraticamente smantellato la rete di treni regionali, che poi sono in gran parte quelli che servono ai lavoratori pendolari.
  • Riassetto urbanistico delle città in chiave di socialità e vivibilità, includendo come punto prioritario la riqualificazione delle periferie, partendo dai servizi essenziali.

Crediamo fortemente che quanto abbiamo scritto non siano fantasie da “libro dei sogni,” ma un vero programma minimo da perseguire per tutelare la classe lavoratrice, arrestare il violento attacco che le forze del capitale stanno portando e mettere le basi per un’alternativa di sistema che ci liberi da questo capitalismo selvaggio, un modello economico e sociale che solo danni sta producendo e produrrà a livello globale ed in Italia, un modello che vede in prima fila il Governo Draghi appoggiato da tutte quelle forze politiche di centro-destra e centro-sinistra e dalla sinistra di facciata.

Il nostro compito storico come comunisti è quello di arrestare questa barbarie sociale, avanzando proposte concrete che vadano ad incidere sull’attuale blocco di potere fondato sulle banche ed  i grandi monopoli; inoltre, è fondamentale che si faccia estrema chiarezza sulla reale natura di quelle forze di sinistra borghese che non sanno mai andare oltre a slogan sui diritti civili, ma nei fatti aderiscono pienamente al modello economico-sociale capitalista, appoggiando servilmente  il governo Draghi, massima espressione del potere bancario europeo, non casualmente votato da Lega, FdI, M5S, PD e finta sinistra di alternativa.