https://epaper.gmw.cn/gmrb/html/2021-09/02/nw.D110000gmrb_20210902_1-12.htm

Dal punto di vista materialista nessuna azione, nessun comportamento (dei singoli individui, ma anche degli Stati, dei Governi nazionali) si può comprendere senza inserire quelle azioni, quei comportamenti in un contesto generale.

In questa fase storica noi siamo di fronte a un comportamento, a una linea politica degli Stati Uniti d’America particolarmente aggressivi verso la Repubblica Popolare Cinese. 

Un esempio probante di questa linea americana aggressivamente anticinese è clamorosamente emerso dal Vertice del G7 tenutosi a Carbis Bay, Cornovaglia (Gran Bretagna) dall’11 al 13 giugno 2021. In questo Vertice euroatlantico Joe Biden ha lanciato una sfida durissima contro la Cina, accusandola di esercitare una “dittatura interna” contro il popolo cinese e la classe operaia cinese, accusandola di violare tutti i diritti delle minoranze cinesi e accusandola di praticare una politica economica mondiale pericolosa e minacciosa per le economie dell’Occidente.

Il Vertice si è concluso con un documento finale – la “Dichiarazione di Carbis Bay” – firmato da tutti Paesi presenti (USA, Gran Bretagna, Canada, Italia, Francia, Germania, Giappone) nel quale sono state assunte tutte le violente critiche di Biden alla Cina e nel quale è stata inserita la proposta degli USA di costituire un vasto fronte mondiale (USA, Unione Europea, Gran Bretagna, Canada, Giappone, India, Corea del Sud, Nuova Zelanda e Australia) contro la Repubblica Popolare Cinese.

Dal Vertice euroatlantico in Cornovaglia è emersa anche la profonda contraddizione data dal fatto che i Paesi dell’Unione europea hanno votato un documento finale imposto da Biden in cui gli stessi interessi dell’Ue (gasdotti dalla Russia e imponenti relazioni commerciali con la Cina), innanzitutto gli interessi della Germania, sono sacrificati in nome dell’accettazione dell’egemonia americana. 

Perché questo atteggiamento così aggressivo da parte degli USA contro la Cina?

È facile comprenderlo: perché la Cina sta superando, come potenza economica e politica mondiale, gli stessi Stati Uniti e l’imperialismo americano sente fortemente minacciata la propria leadership mondiale.

Ed è solo in questo nuovo contesto internazionale che va compreso anche l’atteggiamento fortemente aggressivo degli USA e di tanta parte del potere politico e del sistema mediatico occidentale contro la Cina sulla questione del Covid 19. 

Prima Donald Trump e ora Joe Biden, hanno ripetutamente lanciato accuse durissime contro l’Istituto di ricerche virologiche di Wuhan, definito l’epicentro mondiale del Covid 19. E il grande sistema mediatico occidentale ha, “naturalmente”, seguito l’indicazione del padrone americano, parlando giorno dopo giorno, mese dopo mese, in tutte le televisioni, in tutti i giornali, di Wuhan come “la città dove è partita la morte verso tutto il mondo”.

Ed è a partire da questo menzognero e gravissimo atteggiamento degli USA e dei suoi sudditi occidentali che i comunisti italiani e le forze di sinistra e democratiche italiane hanno considerato fortemente positive le parole che il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha pronunciato in una conferenza stampa lo scorso 25 agosto.

Le parole di Wang Wenbin sono state particolarmente importanti. Egli ha infatti affermato: «Da troppo tempo gli USA gettano fango sulla Cina, affermando che le ricerche sul coronavirus svolte dall’Istituto di Wuhan hanno provocato la diffusione della pandemia, mentre sappiamo che gli Usa sono in realtà il Paese più attivo al mondo per tali ricerche. Ed è a partire da ciò che esortiamo gli Stati Uniti a sospendere ogni manovra politica aggressiva contro la Cina con il pretesto della tracciabilità dell’origine del Covid-19». Aggiungendo: «Il mondo intero sa che le indagini svolte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a Wuhan hanno dato esito negativo. E se gli USA insistono sull’ipotesi della “fuga dal laboratorio” del nuovo coronavirus sarebbe opportuno condurre, in base ai principi di equità e giustizia, un’indagine negli USA, su Fort Detrick e sull’Università del Nord Carolina». 

Abbiamo voluto ricordare le parole di Wang Wenbin, perché con lo stesso orientamento politico espresso dal portavoce del Ministero degli Esteri cinese, alcune forze comuniste, di sinistra e democratiche italiane hanno condotto e stanno conducendo una lotta contro le menzogne americane sulla questione del Covid 19 e contro le continue e violente accuse di Washington contro Wuhan e contro tutta la Cina.

Lo scorso 5 giugno 2021, contemporaneamente, i siti e le riviste italiane on-line la “La Cina Rossa”, “Cumpanis”, “L’AntiDiplomatico”, “Marx21”, “Gramsci Oggi”, “Intellettuale Collettivo”, hanno pubblicato un documento politico che, attraverso una lunga e minuziosa ricerca, dimostra come il Covid 19 abbia trovato la propria origine nella base militare e nel laboratorio batteriologico di Fort Detrick, collocato nello Stato del Maryland degli Stati Uniti e come da lì si sia propagato nel mondo. 

Assieme al documento politico queste riviste hanno pubblicato una petizione popolare (una raccolta di firme a livello di massa) lanciata da tanti dirigenti comunisti, di sinistra, del movimento operaio e sindacale, di intellettuali, di docenti universitari, storici, economisti, una petizione che finisce con queste parole significative:  Chiediamo all’Organizzazione Mondiale della Sanità di compiere un’accurata indagine, come quella del resto già avviata a Wuhan all’inizio del 2021, riguardo a Fort Detrick, all’ospedale militare di Fort Belvoir e alla casa di riposo Green Spring, con l’obiettivo di appurare se il coronavirus possa essere stato originato nel territorio degli Stati Uniti d’America”.

Perché la petizione popolare lanciata in Italia da queste forze comuniste, di sinistra, democratiche, intellettuali, universitarie, chiede all’OMS di “appurare se il coronavirus possa essere stato originato nel territorio degli Stati Uniti d’America”? 

La petizione lo chiede sulla base dei risultati delle lunghe e profonde ricerche di cui parla il Documento che abbiamo pubblicato in Italia lo scorso 5 giugno.

Quali soni i punti essenziali di queste ricerche? 

Riportiamo questi punti in grandissima sintesi: 

1) verso la fine di giugno del 2019, a Fort Detrick, si verifica una contaminazione di personale militare statunitense: i militari si contaminano attraverso il coronavirus contenuto nei laboratori della base;

2) una parte del personale militare infettato viene ricoverato all’ospedale militare di Fort Belvoir, in Virginia;

3) attorno al 4 luglio 2019, festa nazionale degli USA, involontariamente alcuni marines di Fort Belvoir contagiati dal Covid-19 portano il virus nella Casa di riposo di Green Spring, in Virginia, e portano il virus in giro per tutto il Maryland e la Virginia.

4) dopo un’incubazione di una settimana, scoppia una prima epidemia nella Casa di riposo di Green Spring, tra i suoi 263 residenti (ben prima dell’epidemia di Wuhan). Due anziani muoiono e saranno i primi dei tre futuri milioni di morti per la pandemia di coronavirus, mentre il Covid-19 raggiunge con la sua marcia mortale un’altra casa di riposo vicino a Green Spring;

5) dopo alcuni giorni, a metà luglio, il Pentagono inizia a preoccuparsi, ordinando la chiusura di tutte le attività di ricerca batteriologica a Fort Detrick;

6) dalla metà di luglio all’inizio di ottobre del 2019, l’epidemia via via si espande sia negli Stati Uniti che all’estero, arrivando sicuramente anche in Italia. E che il virus sia arrivato in Italia ben prima dell’epidemia di Wuhan è assicurato da fonti scientifiche molto autorevoli e cioè dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e dall’Università di Siena, che nell’ottobre del 2020 dimostrano e attestano ufficialmente come il coronavirus fosse senza alcun dubbio presente in Lombardia e alcune altre regioni italiane fin dal settembre del 2019. Il documento dell’Istituto dei Tumori di Milano e dell’Università di Siena è firmato dal direttore scientifico Giovanni Apolone e pubblicato sulla rivista “Tumori Journal”. In questo documento si scrive: “Il virus SarsCov2 circolava in Italia già a settembre 2019, dunque ben prima di quanto si sia pensato finora e ben prima dell’epidemia a Wuhan. Analizzando i campioni di 959 persone italiane, tutte asintomatiche, che avevano partecipato agli screening per il tumore al polmone tra settembre 2019 e marzo 2020, l’11,6% (111 su 959) di queste persone aveva gli anticorpi al coronavirus, di cui il 14% già a settembre, il 30% nella seconda settimana di febbraio 2020, e il maggior numero (53,2%) in Lombardia”.

7) arriviamo alla fase delle Olimpiadi militari mondiali che si svolgono a Wuhan. In relazione a ciò, l’insospettabile e anticomunista sito italiano chiamato “Le Iene” (seguito da milioni di persone) afferma: “Le autorità cinesi hanno più volte sostenuto che l‘epidemia sarebbe arrivata a Wuhan con i militari dell’esercito americano che partecipavano alle gare del World Military Games 2019, in programma dal 12 al 28 ottobre. Noi ovviamente non lo sappiamo, ma dal giornale delle forze armate americane scopriamo che alcuni militari di Fort Belvoir hanno partecipato a quei Giochi. Tra questi il sergente di prima classe Maatje Benassi e il capitano dell’esercito Justine Stremick, che lavora come medico di medicina di emergenza dell’esercito a Fort Belvoir in Virginia. Quindi, almeno due atleti militari americani che lavorano nell’ospedale militare situato vicino alle Case di riposo nelle quali è scoppiata l’epidemia Covid 19 di luglio, sarebbero andati a Wuhan per le olimpiadi di ottobre 2019.

È molto importante ricordare alcune questioni:

1) La base militare e il laboratorio batteriologico di Fort Detrick, nel Maryland, viene chiuso dall’Amministrazione Trump nella metà del luglio 2019, quindi tre mesi prima dei casi di Covid 19 verificatasi a Wuhan. Viene chiuso perché gli apparati statali USA sono venuti a conoscenza della fuoriuscita, dai laboratori di Fort Detrick, del virus del Covid 19, e sono venuti a conoscenza dei primi casi di contaminazione negli USA. Ma la questione più grave è che il governo Trump e poi l’amministrazione Biden in carica dal gennaio del 2021, hanno operato in tutti i modi per nascondere agli americani e a tutto il mondo sia ciò che era accaduto a Fort Detrck, sia che negli USA si stavano già verificando migliaia di casi di “una strana polmonite”;

2) Il 6 agosto 2019 esce un articolo sul quotidiano inglese “The Indipendent”, (quotidiamo anticomunista inglese, non un giornale cinese) in cui si scrive: “Il più importante laboratorio di guerra batteriologica dell‘America, Fort Detrick,  ha avuto  l’ordine  di interrompere tutte le ricerche sui più letali virus e agenti patogeni per uso militare per il timore che le scorie tossiche possano uscire dalla struttura. Sin dall’inizio della Guerra Fredda, Fort Detrick in Maryland è stato l’epicentro della ricerca di armi batteriologiche dell’Esercito USA. Il mese scorso (luglio 2019) il Centro per il Controllo e la Prevenzione di malattie (CDC, l’organismo governativo di salute pubblica) ha privato il laboratorio della sua licenza per gestire “agenti patogeni selezionati” altamente riservati che includono ebola, vaiolo e antrace. L’inusuale mossa è venuta in seguito ad una ispezione del CDC a Fort Detrick, nella quale si sono scoperti gravi problemi nelle nuove procedure utilizzate per decontaminare gli scarti liquidi. Per anni la struttura ha fatto uso di un impianto di sterilizzazione a vapore per trattare l’acqua contaminata, ma lo scorso anno, dopo una tempesta che ha allagato e distrutto il macchinario, Fort Detrick ha iniziato a utilizzare un sistema chimico di decontaminazione. Nonostante ciò, gli ispettori del CDC hanno appurato che le nuove procedure non erano sufficienti e che entrambi i guasti meccanici sono stati la causa di elementi contaminanti. È in seguito a questa ispezione del CDC che poi le autorità americane hanno inviato un provvedimento di sospensione ordinando a Fort Detrick di sospendere tutte le ricerche relative ai virus per la guerra”. 

3) È molto importante, in relazione a ciò che accadde alle Olimpiadi Militari svoltesi a Wuhan nell’ottobre del 2019, ricordare un articolo del 2020 del quotidiano italiano “Il Messaggero”, un giornale conservatore e anticomunista. Scrive “Il Messaggero”: “Vuoi vedere che il coronavirus era nell’aria di Wuhan già in ottobre, un mese in anticipo rispetto al primo caso ufficiale riscontrato sul suolo cinese e datato 17 novembre? Verso questa possibile conclusione potrebbero condurre alcune testimonianze di atleti recatasi nella località cinese, per prendere parte ai Giochi Mondiali militari, i quali, sia in Cina sia al ritorno in patria, hanno manifestato i sintomi di quella malattia che, alcuni mesi dopo, avrebbe scombussolato il mondo intero. Alla rassegna degli sportivi in divisa, celebratasi nel capoluogo della provincia di Hubei dal 18 al 27 ottobre, hanno preso parte 10mila atleti provenienti da un centinaio di paesi. Tra di loro c‘erano anche due pentatleti francesi, Valentin Belaud e Elodie Clouvel, che al quotidiano l’‟Equipe”, hanno raccontato di essersi ammalati ed essere stati costretti a saltare gli allenamenti in Cina, accusando problemi mai avuti in precedenza. In più, la coppia, nel momento in cui ha comunicato il problema allo staff medico, ha appreso che anche altri membri della delegazione transalpina si erano ammalati. Pure sul fronte italiano, i racconti degli azzurri presenti in Cina condurrebbero alla stessa conclusione. Tra gli altri, lo spadista Matteo Tagliariol, olimpionico a Pechino 2008, che a Wuhan ha gareggiato nella prova a squadre insieme a Paolo Pizzo e Lorenzo Buzzi, ha ricordato di essere stato malato per diversi giorni, soffrendo soprattutto di una fastidiosissima tosse, e che nel centro medico del villaggio le aspirine erano esaurite a causa dell‘elevato numero di malati. Poi al rientro in Italia, il 37enne Tagliariol ha avuto la febbre e dopo la sua guarigione si sono ammalati pure la compagna, la fiorettista Martina Batini, e il figlio di due anni. “Ai mondiali militari di Wuhan ci siamo ammalati tutti, 6 su 6 nell’appartamento e moltissimi anche di altre delegazioni. Tanto che al presidio medico avevano quasi finito le scorte di medicine”, ha detto Tagliariol”.

È per tutta queste serie di ragioni che i comunisti, gli intellettuali e i democratici italiani che hanno lanciato in Italia la petizione dello scorso 5 giugno, continuano a chiedere che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo aver indagato a Wuhan, apra un’indagine anche su Fort Detrick, negli USA. Su quel Fort Detrick che sembra davvero essere la base di partenza nel mondo del Covid 19.