Cari veterani, compatrioti e ospiti della Bielorussia!

Come prima cosa voglio rivolgermi a voi e ringraziare con grande slancio umano tutti coloro che sono venuti in questa Piazza Sacra. Tutti dovrebbero vedere e sapere che la Bielorussia non ha dimenticato il passato e finché verremo qui con i nostri figli significa che la Bielorussia ricorderà sempre! Vi auguro un buon giorno nel Giorno della Grande Vittoria!

La Vittoria che ha preservato la nazione bielorussa e ha predeterminato il percorso di sviluppo di tutte le generazioni di bielorussi. È diventata parte integrante dell’idea nazionale comune e oggi davanti alla sacra fiamma eterna ci inchiniamo ai nostri veterani e rendiamo omaggio a coloro che sono morti difendendo il nostro diritto di vivere, vivere liberamente nella nostra terra natale e nel nostro Stato.

Ricordiamo tutti coloro che hanno respinto il nemico fino all’ultimo proiettile al confine e vicino alla fortezza di Brest, vicino a Minsk e Mogilev, che sono stati torturati nelle segrete della Gestapo (Geheime Staatspolizei), che sono stati bruciati a Khatyn, Dalva e Trostiniec. Tutti coloro il cui sangue bagna ancora ogni centimetro della nostra terra bielorussa.

Il dolore e la morte furono portati dai carnefici di Hitler. Volevano cancellarci dalla faccia della terra assieme ai russi e agli ucraini. E con noi volevano sterminare ebrei, zingari, tartari e altri considerati “subumani”. Milioni di cittadini hanno messo la propria vita sull’altare della nostra Patria comune, l’Unione Sovietica. Gli ultimi 80 anni non hanno soffocato questo dolore. Onore e gloria ai vincitori, gloria eterna ai caduti. Un minuto di silenzio.

Cari amici, siamo bielorussi e i nostri popoli fraterni ricordano e comprendono l’importanza della Grande Vittoria non solo nella nostra vita, ma anche nel destino del mondo. Abbiamo a cuore questa pagina della storia, teniamo nei nostri cuori il dolore per le perdite e l’orgoglio per i nostri gloriosi vincitori. Semplicemente non possiamo dimenticarlo, non ne abbiamo il diritto. Prima di tutto, rivolgo il mio messaggio a coloro che vivono nella nebbia della menzogna e dell’inganno, che sono privi dell’opportunità di studiare la vera storia della Seconda Guerra Mondiale e della Grande Guerra Patriottica nelle scuole. Mi riferisco a quei luoghi per le cui strade si sentono sempre più gli slogan dei veterani delle SS in marcia e dei neofascisti. Rivolgo questo messaggio a nome del popolo bielorusso a coloro che hanno messo fuori legge il Giorno della Vittoria, che distruggono i monumenti ai liberatori defunti e, soprattutto, al Soldato Sovietico.

Pur conoscendo e comprendendo il posto della Bielorussia e il mio posto nel sistema delle coordinate moderne, come rappresentante del popolo vittorioso mi rivolgo ai popoli dei Paesi occidentali. Sottolineo: il mio discorso di oggi è rivolto a voi, persone dei Paesi occidentali.

I vostri politici hanno fatto molto per farvi dimenticare coloro a cui si deve, a cui il mondo deve la liberazione dal fascismo. Oggi, non molte delle persone che vivono al di fuori della Bielorussia e della Russia sanno che il soldato sovietico, l’Unione Sovietica, hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale. Che il secondo fronte, di cui si parla molto in Occidente oggi, è stato aperto solo nell’estate del 1944 del secolo scorso, quando la vittoria dell’URSS era ormai evidente. Per quanto strano possa sembrare, nell’offensiva vittoriosa dell’Armata Rossa, che ha portato alla sconfitta della Germania nazista, gli attuali governanti del mondo vedono una minaccia.

E a partire da ciò, dal progetto di costruzione della minaccia, è stato immediatamente intrapreso un percorso per denigrare e demonizzare l’Unione Sovietica e il mondo slavo. Tuttavia, dopo il maggio vittorioso, l’Unione Sovietica e gli altri vincitori hanno condannato insieme e all’unanimità il nazismo a Norimberga.

Durante il tribunale penale di guerra, tutti erano sicuri che l’ideologia disumana della superiorità razziale fosse stata schiacciata e che la sua ombra nera non sarebbe mai più sorta sul nostro pianeta.

Ma cosa vediamo oggi? La lotta medievale per territori e risorse continua, solo che le crociate sono state sostituite dall’espansione dei fondi stranieri. Osserviamo la stessa aggressione sotto gli slogan “preservazione dei diritti umani” e un certo “sviluppo sostenibile” dei Paesi. Ma in realtà, i politici occidentali non vogliono riconoscere che miliardi di persone sulla terra vivono secondo le proprie leggi da secoli. E per creare un mondo a propria immagine e somiglianza, l’Occidente cerca di indebolire coloro che vivono e pensano in modo diverso.

Rivolgendomi ai popoli dell’Occidente, oggi voglio dire: non siate così ciechi da non vedere tutte le mostruose conseguenze dei tentativi falliti di ricostruire con la forza la Libia, l’Iraq, la Siria, l’Afghanistan e altri Paesi. È tutto nella nostra memoria. Ci siete riusciti?

La democrazia sotto l’ala degli aerei della NATO ha lasciato ai popoli di questi paesi solo dolore e sofferenza, sacrifici e distruzione, caos economico e qualsiasi mancanza di prospettive, e nessun governo fantoccio che avete portato al potere è riuscito a trasformare il proprio Paese in un’oasi fiorita.

Voglio che voi, i popoli dell’Occidente, la gente comune di Parigi e Berlino, Varsavia, New York, Bruxelles e Amsterdam, che sognate un Sahara verde, di salvare le foreste amazzoniche e di sfamare i bambini dell’Africa, sappiate che i vostri soldi, molti dei vostri soldi, vengono spesi per il più ordinario dei genocidi. Non salvate nessun Sahara, non salvate nessuna foresta e non avete dato da mangiare ai bambini. Siete stati usati all’oscuro in Jugoslavia, Libia, Iraq, Afghanistan e ora nella nostra Ucraina. I seguaci del nazismo sono ossessionati dall’idea di “vendetta”, ma non sono pronti a combattere apertamente gli eredi del Popolo Sovietico.

Hanno imparato bene le lezioni, a quanto pare, ecco perché pompano l’Ucraina con armi, combattono i memoriali, i simboli, i veterani, i prigionieri dei campi di concentramento e persino le loro famiglie. Nel sogno più terribile, era impossibile immaginare che il nazismo avrebbe rialzato la testa lì, nel Paese fraterno che è miracolosamente sopravvissuto sotto lo stivale degli occupanti fascisti.

E sono state le vostre élite occidentali che hanno sollevato questo mostro, rovesciato il potere legittimo, armato fino ai denti i nuovi complici di Bandera e Shukhevych, hanno fatto del nazismo un’ideologia di Stato, hanno spinto i fratelli ucraini e russi a combattere. Quello che i folli politici europei non capiscono è che, usando il fascismo e il nazismo in Ucraina oggi, dovranno combatterlo domani. Perché fascismo e nazismo non possono essere chiusi nei confini di un Paese. Domani travolgerà l’intera Europa.

Vorrei anche che gli ucraini che hanno ceduto a questo capissero che oggi sono acclamati come eroi ma domani saranno distrutti, perché nessuno vuole il nazismo in Europa. Quei Paesi occidentali vogliono il nazismo qui, vogliono che ad essere lacerati dalle contraddizioni siamo noi. Vogliono che soffriamo. Credo che l’Occidente debba riflettere su questa tesi. Nel frattempo, l’Ucraina deve pensare al fatto che potrebbe essere costretta a rivolgersi a noi per salvare la propria integrità e unità. Hanno già diviso l’Ucraina in parti, stanno già pensando a quale pezzo strappare. E voi sapete a chi mi riferisco. Oggi le esplosioni si susseguono e la gente muore su questa terra che soffre da tempo. I cosiddetti battaglioni nazionalisti stanno sterminando la loro gente per motivi etnici. l’Occidente collettivo chiama Mosca e Minsk “aggressori”. Ecco perché cerca di eliminare la nostra cultura, la cultura russa e le tradizioni secolari. Ma è la nostra eredità. E non sorprende che noi bielorussi e russi condividiamo l’onere di sanzioni e restrizioni illegali da cui voi, cittadini europei ed americani, subirete più danni di noi. Ne state già risentendo. Ma questo è solo l’inizio.

Lì, all’estero, a nessuno importa che l’esercito bielorusso non stia combattendo. Ciò che abbiamo fatto a tempo debito per fermare le ostilità il prima possibile viene ignorato, e anche ora stiamo cercando di comportarci in questo modo. Siamo un popolo pacifico, ma non ci provate nemmeno a parlare con noi da una posizione di forza. I vostri sogni di portare gli slavi sotto una nuova schiavitù, che chiamate globalismo, sono impossibili. Non è cambiato nulla. La Bielorussia continua a ergersi come una fortezza di Brest indistruttibile sulla strada di qualsiasi nemico. Tutti i tentativi di strangolarci ci rendono solo più forti e ispirano gli altri. Perché miliardi di persone guardano i bielorussi e i russi che stanno di nuovo combattendo il male di questo mondo.

Cina, India, America Latina, Africa, Stati Arabi. Tutti sono stanchi della morsa americana. Sono sicuro che voi comuni cittadini, come la maggioranza della popolazione mondiale, sostenete un nuovo mondo giusto senza discriminazioni e sanzioni. In cui tutti i popoli sono liberi ed uguali e le questioni e i problemi sono risolti attraverso il dialogo. Le vostre autorità non vi diranno mai la vera verità. I media britannici, americani e francesi continuano a mettere il loro pubblico contro la Russia e la Bielorussia, formando una falsa immagine dell’aggressore nella vostra mente. Vogliono spezzare la nostra unità, l’ultima roccaforte della nostra civiltà.

Si riduce ad un’assurdità rimuovere il fatto che la prima persona nello spazio è stato un cittadino sovietico, o quando si proibiscono i libri di classici russi famosi in tutto il mondo. Non è forse giunto il momento di ascoltarci e fermarci? Dopotutto, nessuno di voi vuole la guerra. Ma le capitali europee hanno fatto di tutto perché ciò accadesse.

Ora, non è un segreto che tutto il mondo occidentale stia combattendo contro la Russia in Ucraina, e ci viene rimproverato di sostenere la Russia. Tornate in voi! I bielorussi non hanno né il diritto legale né quello morale di non sostenere la Russia. Siamo sempre stati insieme, siamo sempre stati uniti e qualunque cosa voi facciate, qualunque freccia ci scagliate addosso, non sarete in grado di separarci. Non c’è bisogno di risoluzioni delle Nazioni Unite per capire che se fornite armi a qualcuno, se le vendete o le regalate, come stanno facendo ora con l’Ucraina, se fornite mercenari in massa, se li sostenete in questa guerra ibrida dell’informazione, allora non siete un osservatore esterno. Non si può rivolgere a noi questa accusa.

Circa 50 Stati si sono radunati oggi in Occidente contro la Russia, quindi non abbiamo bisogno di essere rimproverati, perché siamo soli con la Russia, non siamo in 50. Guardate la vostra politica e pensate a cosa succederà domani. Voglio che tutti mi ascoltino di nuovo in Occidente. I bielorussi non sono aggressori, ma rimanendo un alleato e un partner strategico della Russia fraterna, la sosterremo in ogni modo possibile. Siamo uniti e ispirati da esempi di Eroi del passato, responsabilità verso i nostri figli e la Grande Vittoria, che non cederemo mai a nessuno. A questo proposito, voglio dire: lasciateci in pace. Non toccate la nostra terra santa. È troppo intrisa del sangue degli antenati. Non disturbate le tombe dei nostri soldati nelle vostre terre. Non è umano.

Non vedo ambasciatori occidentali oggi qui. Hanno partecipato a eventi commemorativi a Khatyn, Trostiniec e mi hanno chiesto di incontrarli lì. Erano soliti partecipare alle celebrazioni del Giorno della Vittoria in questa piazza. Dove siete? Perché non siete venuti a pregare e pentirvi? Ecco la vostra faccia. Sapevo che sarebbe stato così. Avete provato a giocare con noi al punto che avete portato il fascismo e ora continuate la vostra politica stupida e senza cervello. Fermatevi e rinunciate prima che sia troppo tardi. Infine, riconoscete il nostro diritto di decidere come costruire le nostre relazioni con la nostra Russia, con la nostra Ucraina. Siamo amici, non contro di voi. Tale amicizia non minaccia la Polonia, la Lituania, la Lettonia o la Germania o la Francia.

Tutti beneficeranno di questa amicizia. Questo vale per l’approvvigionamento di materie prime, energia, transito di merci e non ci sono altri modi più brevi e affidabili, perché siamo vicini, non è una scelta, ma viene da Dio. Quindi pensateci. Un mondo in cui gli interessi di tutti sono rispettati è più affidabile rispetto alla momentanea adesione alla NATO o alla costruzione di una recinzione nel mezzo dell’Europa attraverso la foresta millenaria di Belovezhskaya Pushcha. E dove siete ambientalisti? Perché non andate a salvare gli animali che hanno vissuto lì per secoli e non hanno mai visto confini? Siete ipocriti e furfanti. Paura. Avete paura di far entrare le persone lì poiché vedrebbero dozzine o forse centinaia di tombe di morti che hanno cercato di attraversare il confine seguendo il vostro invito. Li avete afferrati, uccisi e sepolti in quel posto nella foresta. Pensateci. La Bielorussia vi invita a costruire insieme un mondo migliore, ma per farlo dovete, prima di tutto, smettere di insegnarci a vivere. Pensateci! Pensate a come far sì che i vostri politici si concentrino sulle cose veramente importanti per il futuro del pianeta. Vorrei davvero che i miei pensieri fossero ascoltati ben oltre la Bielorussia, prima di tutto lì in Occidente.

Tornando all’argomento di oggi, oggi sono particolarmente felice di vedere migliaia di giovani bielorussi, pieni di energia e di talento in piazza. Guardando in questi occhi chiari e intelligenti, credo che la grande impresa del Popolo e il loro ricordo vivranno per sempre. Cari amici, mi dispiace di aver parlato in modo così informale. Il Giorno della Vittoria è una grande festa che ha il sapore del lutto e del dolore, non vorrei che quegli eventi si ripetano di nuovo. Dovete ricordare, questa è la nostra Vittoria. Non dobbiamo cederla a nessuno. Questa è la nostra più grande eredità, l’eredità di tutte le persone che hanno combattuto contro il fascismo!

Vi auguro tutto il meglio e prosperità… Buon Giorno Della Vittoria!