A un mese dal compimento dei 100 anni di vita e di lotta al servizio dei lavoratori, del popolo e del Paese per la democrazia e il socialismo, nel quadro delle celebrazioni per questa importante ricorrenza, il Partito Comunista Portoghese (PCP) ha tenuto un importante incontro sul tema «I comunisti e il movimento sindacale – un intervento decisivo per l’organizzazione, l’unità e la lotta dei lavoratori».

L’iniziativa, organizzata a Lisbona in un luogo denso di simbolismo – la Voce dell’Operaio – con trasmissione sincrona via Internet alle Regioni, pur sottolineando e omaggiando l’onorevole ed esaltante viaggio del «figlio della classe operaia»  (Álvaro Cunhal, The Party with Glass Walls, Edizioni «Avante!», Lisbona, 2002, p. 59). ha mirato in effetti ad un obiettivo più alto. 

Strutturata sulla base delle conoscenze e dell’esperienza accumulate e basata sull’osservazione e l’analisi della realtà e delle esigenze dell’oggi proiettate al futuro, questa iniziativa ha avuto come obiettivo centrale e immediato quello di contribuire al rafforzamento dell’organizzazione e dell’unità dei lavoratori nella sua tensione al successo della lotta per il cambiamento, con all’orizzonte il superamento rivoluzionario del capitalismo.

Un obiettivo, questo, profondamente connaturato all’identità e all’ideale comunista, alla natura di classe e al ruolo di avanguardia del Partito, sia prima che dopo la Rivoluzione liberatrice del 25 aprile, al suo profondo legame con la classe operaia e le masse popolari ed inseparabile dal contributo e dall’intervento decisivi dei comunisti nelle aziende e nei luoghi di lavoro, nel Movimento Sindacale Unitario (MSU) e presso il CGTP-IN. 

Un obiettivo, di per sé stesso, inseparabile dal rafforzamento del Partito stesso e dall’ampliamento della sua influenza tra i lavoratori ed altre classi e strati antimonopolistici vessati dallo sfruttamento e dall’oppressione capitalista.

Dalla riflessione e dai contributi portati al Meeting emergono chiaramente le varie dimensioni presenti nei diversi approcci attorno ai principali assi tematici.

Dalla fondazione del PCP alla creazione e all’affermazione di Intersindical

Le radici del PCP, nate dall’evoluzione del movimento operaio e sindacale sotto l’impatto della Rivoluzione russa dell’ottobre 1917, segnano in modo decisivo il rapporto storico e inscindibile tra lo sviluppo questo movimento e quello del Partito stesso sin dalla sua fondazione.

Il Meeting ha evidenziato: 

  • La battaglia politica e ideologica intrapresa contro il capitale ma anche contro le concezioni allora prevalenti di anarco-sindacalismo ed in seguito basate su volontarismo e apoliticismo, imponendo nuove forme di organizzazione e intervento; 
  • La riorganizzazione del 1929, con forte impatto a livello sindacale, in connessione con le masse e con la lotta allo sfruttamento e all’avanzata del fascismo; 
  • La creazione della Commissione Interunionale alla ricerca di un fronte di lotta unificato; 
  • La risposta alla brutale repressione, iniziata nel 1933, dopo lo scioglimento dei sindacati liberi e la creazione dei sindacati distrettuali nazionali imposti dalla dittatura fascista; 
  • La correzione dell’orientamento che aveva indicato la creazione di sindacati clandestini, la riorganizzazione del 1940/41 e il lavoro nei sindacati corporativi; 
  • L’impulso dato dai Congressi di Partito del 1943 e 1946, l’importanza delle liste unitarie per l’elezione di vertici che godessero della fiducia operaia, le potenti lotte di massa e l’intervento della classe operaia come forza autonoma; 
  • La fondazione di Intersindical, avvenuta nel 1970 in un contesto ancora fortemente marcato dall’assenza di libertà e del ruolo, prima e dopo il 25 aprile, di quella che si é confermata come la grande organizzazione sindacale dei lavoratori del paese, sempre con il contributo decisivo dei comunisti, nel rispetto sin dall’inizio dei principi e delle caratteristiche essenziali dell’autonomia, indipendenza e carattere unitario.

 

L’organizzazione

Tenendo presente che l’organizzazione è uno strumento fondamentale e indispensabile per l’azione collettiva, il Meeting ha indicato l’azienda e il luogo di lavoro – dove si svolgono le grandi lotte della lotta di classe contro lo sfruttamento – come centro e priorità dell’intervento sindacale e dei lavoratori. comunisti. 

Organizzazione, intesa come metodo ed elemento di efficacia sul lavoro, articolata nella definizione degli obiettivi e delle priorità, nella pianificazione e programmazione delle attività e delle risorse necessarie, nell’identificazione e sistematizzazione dei problemi e delle richieste, nello stretto rapporto coi lavoratori, nella sindacalizzazione, nel reclutamento dei quadri e nella strutturazione dell’organizzazione di base, nel rafforzamento dei sindacati MSU e CGTP-IN e nella lotta al frazionismo, il tutto cementando l’unità e mobilitando ogni risorsa presente nella lotta per il cambiamento.

Sottolineando la validità e l’attualità del progetto sindacale di classe guidato da CGTP-IN e il radicamento dei sindacati MSU sul posto di lavoro, è stata evidenziata la capacità di resistere ai tentativi dei datori di lavoro tesi ad ostacolare il libero esercizio dell’azione sindacale, tenendo presente l’inesistenza o la limitazione del diritto di associazione sindacale nelle forze dell’ordine, nei servizi di sicurezza e nelle forze armate; è stata ribadita la necessità di rilanciare la sindacalizzazione e il rafforzamento dell’organizzazione di base, consolidando la base organizzata e penetrando nuove aziende e luoghi di lavoro, combattendo le tendenze alla conflittualità tra i sindacati MSU, garantendo ovunque  l’esistenza di sindacati forti e battaglieri, capaci di fornire le risposte necessarie ai problemi e alle aspirazioni dei lavoratori. 

Altri temi trattati sono stati il lavoro di gestione, il contributo individuale alla riuscita collettiva, la necessaria convergenza di azione tra le Commissioni dei Lavoratori e le strutture sindacali in difesa degli interessi dei lavoratori ed il reclutamento dei quadri tra coloro che si distinguono nella lotta rivelando una maggiore combattività e consapevolezza di classe, il loro inserimento nel lavoro collettivo, la loro formazione e  militanza, per garantire maggiore efficienza nell’azione e per assicurare il futuro del movimento rivoluzionario e sindacale di classe.

Direzioni di lavoro in cui, come si è detto, i comunisti, dando sostanza al ruolo di avanguardia proprio del Partito, organizzati nelle loro cellule di azienda/posto di lavoro/settore – anelli fondamentali del legame con la classe operaia e gli operai – assumono un ruolo di primo piano contribuendo alla chiarezza, alla mobilitazione, all’unità ed alla lotta, e che saranno rafforzate con il raggiungimento dell’obiettivo di creare cento nuove cellule con i loro rispettivi responsabili.

L’unità

Per il PCP, l’unità della classe operaia e di tutti i lavoratori è una necessità storica e una condizione indispensabile per il successo della lotta contro lo sfruttamento e per il superamento rivoluzionario del capitalismo. Durante i suoi cento anni di azione e lotta, il Partito ha sempre svolto un ruolo attivo e coerente nella difesa dell’unità della classe operaia e dei lavoratori, dell’unità sindacale e di azione, combattendo tutti i tipi di frazionismo e tutte le operazioni e manovre di divisione orchestrate dal grande capitale e dai suoi centri di potere.

Tracciando una retrospettiva storica sul tema e disegnando concrete linee di azione in difesa dell’unità di classe e del progetto sindacale che la definisce e la sostiene, i partecipanti hanno evidenziato l’originalità della caratteristica unitaria di CGTP-IN – tradotta nella composizione dei suoi organi, sia nei sindacati che nelle strutture di base – dando attuazione all’orientamento delineato dal Partito negli anni ’40 del secolo scorso, in vista della creazione di un’Unione Centrale formata non solo da comunisti, ma in cui essi esercitassero il loro ruolo di avanguardia effettiva.

I partecipanti hanno poi individuato i principali responsabili dei successivi tentativi di dividere i lavoratori e il movimento sindacale, vecchie e nuove espressioni dell’offensiva ideologica, dalla lotta all’unità sindacale alle “Lettere Aperte” alla formazione dell’UGT, dai «Manifesti» e «nuove agende sindacali» alla creazione di movimenti cosiddetti inorganici, dal proliferare di nuovi sindacati nel settore privato e in settori chiave della Pubblica Amministrazione ad operazioni e manovre sviluppate anche da settori interni, attorno a ”tendenze” di partito organizzate, assumendo comportamenti di fazione politica sempre basati sull’anticomunismo e sulla teoria della conciliazione di classe (che include la creazione della cosiddetta Concertazione Sociale), che mira all’azzoppamento e alla sovversione del progetto sindacale incarnato nella CGTP -NEL.

La lotta

La lotta per la resistenza e la conquista, sviluppata dalla classe operaia e dai lavoratori, è sempre stata decisiva, nelle dure condizioni del fascismo, nella Rivoluzione e nel processo di ripresa controrivoluzionaria e capitalista. 

Una lotta che il Meeting ha ritenuto sempre più necessaria e conseguente, in un contesto di aggravamento della crisi strutturale del capitalismo e di intensificazione della sua offensiva sfruttatrice, oppressiva e aggressiva, ed ancor di più oggi con il pretesto dell’impatto della pandemia COVID 19 che affligge il Portogallo ed il mondo.

Evidenziando i problemi che i lavoratori devono affrontare oggi, in difesa del lavoro, dei salari, dell’orario, dei diritti e delle condizioni di lavoro, i partecipanti hanno denunciato: 

  • I segnali dell’offensiva contro risultati raggiunti con la lotta nei più diversi settori di attività; 
  • La politica di destra perseguita dai successivi governi PS, PSD e CDS, con le loro modifiche alla legislazione del lavoro a favore degli interessi dei datori di lavoro, con particolare enfasi sull’attacco alla contrattazione collettiva e al diritto di negoziare, sulla deregolamentazione dell’orario di lavoro, sull’orario delle banche, sulla flessibilità e sulla promozione del precariato; 
  • L’uso della tecnologia per aumentare il livello di sfruttamento dei lavoratori, sia attraverso piattaforme digitali, sia attraverso l’uso del cosiddetto telelavoro; 
  • Le carenti condizioni di salute e sicurezza sul lavoro; 
  • L’aspetto “ambientale” come arma per promuovere l’accettazione di un maggiore sfruttamento su vasta scala, intorno ai cosiddetti lavori e tecnologie “verdi”, e per favorire strategie monopolistiche, come il tentativo di chiudere la raffineria GALP a nord della nazione; 
  • Il tentativo di “confinare” e criminalizzare la lotta.

Indicando la via dell’intensificazione e dell’ampliamento della lotta, il Meeting ha anche sottolineato l’importanza dell’internazionalismo proletario come componente essenziale e strumento del movimento operaio contro lo sfruttamento, sostanziali all’identità comunista del PCP ed alla pratica sindacale del CGTP-IN, che incarnano perfettamente lo slogan “proletari di tutti i paesi unitevi!”.

Il grande successo del Meeting

Per il livello di partecipazione, per la diversità tematica e la profondità di analisi, per l’affermazione dell’ideale e del progetto comunista, per l’articolazione della teoria e dell’azione pratica per costruire una nuova società, senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo, per la fermezza dei principi e l’impegno all’azione espressi nei circa 40 interventi effettuati dai quadri comunisti delle strutture di rappresentanza dei lavoratori, della struttura centrale del Partito, del JCP e della Direzione dell’Organizzazione Regionale di Lisbona, l’Assemblea ha confermato la legittimità e l’opportunità dell’iniziativa innalzandola ad un livello superiore, riconoscendo il ruolo e l’importanza decisiva dell’intervento comunista nel movimento sindacale.

Perché, come ha sottolineato Álvaro Cunhal nei 25 anni di CGTP-IN: «I sindacati dei lavoratori, i sindacati di classe, caratterizzati da un profondo legame con le masse e dalla partecipazione di massa, non solo sono necessari, ma sono più necessari che mai» (Ciclo di dibattiti «CGTP-IN: 25 anni con i lavoratori», intervento di Álvaro Cunhal, Edizione CGTP-IN/IBJC, 2013, p. 37.).

(da “O Militante”, marzo-aprile 2021)