L’umiliante sconfitta degli USA e dell’imperialismo in Afghanistan non appare un atto isolato nel panorama regionale, intensificando il suono dei campanelli d’allarme a Washington, Londra e in altre capitali del mondo capitalista. La guerra più lunga condotta dagli Stati Uniti non è stata quella di combattere il terrorismo, ma per giungere alla destabilizzazione dell’Asia centrale per indebolire la Russia e la Cina, apertamente riconosciute all’interno dell’establishment della regione.

Ora, il fallimento dell’occupazione statunitense e della NATO e la sua fine caotica e degradante evidenziano la prospettiva di un “nuovo paradigma strategico regionale”, per il ruolo svolto dall’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (OCX) di cui l’Afghanistan è un membro osservatore. A luglio, una riunione dell’OCX Afghanistan Contact Group ha chiesto la formazione di un governo di unità nazionale nel paese.

In questo contesto, la recente notizia secondo cui è in fase di formalizzazione la decisione dell’OCX di invitare finalmente l’Iran a diventare membro a pieno titolo, implicherebbe l’implicito riconoscimento che il Paese non è responsabile della mancanza di rispetto nei confronti del cosiddetto Accordo nucleare, rotto unilateralmente da Trump. Teheran aveva fatto domanda nel 2008 per entrare a far parte dell’organizzazione composta da Cina, Russia e dalle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale (ad eccezione del Turkmenistan) e ampliata fino a includere India e Pakistan nel 2017. Non è un caso che, in un incontro con il premier israeliano, Biden abbia minacciato di ricorrere ad “altre” opzioni [militari], dopo che Gantz (Ministro della Difesa israeliano) ha ipotizzato un’azione militare contro l’Iran.

Nonostante tutte le incertezze e i pericoli, il ritiro militare statunitense dall’Afghanistan – durante il quale, va ricordato, Washington è rimasta fedele alla sua missione di terrorismo di Stato e di strumentalizzazione del terrore fino in fondo – rappresentando l’ennesima battuta d’arresto nel vortice di difficoltà, fallimenti e impasse in ambito interno ed esterno, contrasta con il rafforzamento del ruolo regionale dell’OCX e la sua capacità di costruire consenso, contenere contraddizioni e antagonismi, e affermare diritti di sovranità. Un segno di questa realtà è lo svolgimento, questo mese, del Vertice di Dushambe e delle esercitazioni militari difensive dell’OCX, un mese dopo che Cina e Russia hanno effettuato manovre congiunte, stabilendo per la prima volta un comando misto operativo e strategico. D’altronde, continua il grande progetto One Belt One Road, promosso da Pechino con l’investimento in opere infrastrutturali vitali.

Nessun paese dell’Asia centrale ha aderito all’offerta del Pentagono di ospitare basi militari dopo la loro evacuazione dall’Afghanistan, ma negli Stati Uniti già risuonano appelli isterici a “invertire la rotta” e rilanciare la guerra infinita contro il terrorismo. Nella situazione attuale, è necessario essere consapevoli dei rischi di gravi provocazioni in altre parti del mondo. L’imperialismo farà di tutto per rendere inattuabile lo Stato afghano e proiettare la violenza e la strumentalizzazione delle forze più oscurantiste. Non desistono dai crimini contro l’umanità per i quali sono responsabili di oltre 40 anni di aggressioni. Gli Stati Uniti hanno ucciso il sogno di emancipazione del popolo afghano. Ma non hanno vinto la guerra, andandosene via indecorosamente.