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Bielorussia. Proponiamo di seguito due articoli pubblicati da “Avante!”

(settimanale del Partito Comunista Portoghese) sulla Bielorussia e sulle ingerenze degli USA, della NATO e dell’Ue volte a destabilizzare gli assetti politici, istituzionali

e sociali di questo Paese

 

 

Destabilizzazione

(da “Avante” del 20 agosto 2020)

traduzione a cura di Annita Benassi

La situazione in Bielorussia è complessa, dopo la non accettazione, da parte dell’opposizione, dei risultati elettorali e della vittoria del presidente Lukashenko, di fronte all’evidente ingerenza dell’Unione europea e dei paesi vicini, come la Polonia, la Lituania e l’Ucraina.

Nonostante la candidata dell’opposizione Svetlana Tikhanovskaya, che dopo le elezioni è partita per la Lituania, abbia ottenuto solo il 10,1 % dei voti dalle urne, secondo la commissione elettorale centrale, subito nella notte delle elezioni i suoi sostenitori hanno iniziato a scatenare nella capitale proteste violente che si sono ripetute nei giorni successivi. Dagli scontri tra questi gruppi e la polizia sono derivati feriti e arresti, in numeri che variano a seconda delle fonti.

Appoggiata esternamente dai paesi vicini, dall’Unione europea e dagli USA, l’opposizione bielorussa non accetta i risultati delle elezioni ed esige le dimissioni del Presidente e nuove elezioni presidenziali. Seguendo lo stesso copione del recente golpe in Bolivia, la candidata della opposizione, la Tikhanovskaya, lunedì ha dichiarato di essere “Pronta a guidare il Paese e agire come leader di tutta la Nazione”.

La rivendicazione di nuove elezioni punta ad anticipare il puro e semplice allontanamento del Presidente. Il governo Bielorusso ha denunciato che, a cominciare dai Paesi vicini, sono stati usati via Internet strumenti per incentivare le proteste violente nelle strade. La partecipazione alle proteste dell’opposizione di agenzie governative nord-americane, come la USAID, dimostra perfettamente il coinvolgimento straniero. A questo proposito, il Presidente Alexander Lukashenko, ha dichiarato che l'attuale situazione nella Bielorussia si deve ad una ingerenza esterna e ha denunciato la presenza di truppe Nato nelle frontiere occidentali del Paese. Le forze armate bielorusse sono mobilitate per fronteggiare questa minaccia.

 

 

15 agosto

 

Lukashenko ha annunciato di essersi accordato con Vladimir Putin e la Russia aiuterà la Bielorussia al fine di garantirne la sicurezza, nel caso di minacce militari esterne e su richiesta di Minsk, nell'ambito dei trattati esistenti tra i due paesi.

 

 

Obiettivi rivelati

 

Nel frattempo, per quanto le grandi catene mediatiche cerchino di nasconderlo, un po' in tutto il Paese si stanno svolgendo manifestazioni di appoggio all'attuale Presidente e al processo politico di cui è alla testa. Domenica 16, decine di migliaia di cittadini e lavoratori si sono concentrati in una piazza centrale della capitale e nel giorno 18 si sono tenute grandi manifestazioni nelle altre città e il Partito Comunista della Bielorussia è tra gli organizzatori di queste azioni.

A Minsk Il Presidente Lukashenko ha affermato che cedere alle pressioni esterne e all’opposizione interna rappresenterebbe un rischio per la sopravvivenza della Bielorussia come Stato indipendente. Respingendo l’esistenza di una qualunque frode elettorale, il capo di Stato ha riaffermato che mai permetterà che il Paese sia consegnato allo straniero, come accaduto per tanti altri Paesi vicini, e ha difeso il progetto politico e sociale portato avanti negli ultimi decenni.

Contrariamente alla maggior parte dei Paesi della regione, che hanno visto le loro economie smantellate e le loro risorse saccheggiate dopo la scomparsa dell’Unione Sovietica, la Bielorussia, con Lukashenko, nonostante l'esistenza di reali problemi, ha sostenuto e sviluppato i settori produttivi e i servizi pubblici, arrestando il loro smantellamento e la loro privatizzazione ed è stato capace di salvaguardare l'indipendenza nazionale.

Il tenore del programma dell’opposizione, non lascia invece adito a dubbi su ciò che realmente si pretende: l'abbandono, da parte del Paese, delle organizzazioni internazionali Euroasiatiche e la successiva integrazione nell’Unione Europea e nella Nato, limitazioni significative nelle relazioni economiche, politiche e culturali con la Russia e privatizzazione del grande e validissimo settore pubblico bielorusso. A questo proposito, ha affermato Lukashenko “Il nostro programma è chiaro, in quanto stabilisce la proibizione della vendita ad imprese russe del patrimonio pubblico bielorusso”. “Mi domando allora a quali imprese questo può essere venduto. Naturalmente alle imprese occidentali”, ha ironizzato, riaffermando la politica seguita dal 1994 fino ad oggi. “Non venderemo niente a nessuno”.

La Bielorussia denuncia

le interferenze esterne

(da “Avante!” del 27 agosto 2020)

traduzione a cura di Marica Guazzora

Il presidente Aleksandr Lukashenko accusa Lituania, Polonia e altri paesi membri della NATO di tentare di destabilizzare la Bielorussia. A Minsk le forze armate si sono dichiarate disponibili a garantire la sicurezza nazionale.

Sabato 22 agosto il presidente Aleksandr Lukashenko ha affermato in una manifestazione a Grodno che il governo bielorusso deve esercitare la sua autorità e non consentire agli oppositori di continuare ad intimidire i cittadini, come riferisce l’Agenzia di stampa Belta. Lukashenko ha accusato alcuni media di essere “una parte della guerra ibrida scatenata contro la Bielorussia” e di minacciare e di fare pressione sulle famiglie, di intimidire i bambini, i funzionari pubblici, i militari e i giornalisti, sottolineando che il governo deve porre fine a questa situazione. Martedì 25 agosto, le Forze armate bielorusse hanno affermato la loro disponibilità a garantire la Sicurezza nazionale. Il Capo di Stato Maggiore, Alexandr Volfovich, ha dichiarato in un comunicato diffuso dal Ministero della Difesa: “Vediamo cosa sta succedendo dentro e fuori il Paese e, in questa complicata situazione, l'esercito garantisce, e continuerà a garantire la sicurezza militare dello Stato, della società e di ogni cittadino che desideri vivere e lavorare pacificamente in Bielorussia”. Ha sottolineato che i militari “non permetteranno che siano profanati i nostri monumenti, che sia distrutto il sistema educativo, che siano intimiditi i cittadini, che siano paralizzare le comunicazioni, che vengano cambiati i valori morali della gioventù bielorussa”.

La situazione nel Paese resta tesa, con manifestazioni antigovernative a Minsk e in altre città.

Poco dopo le elezioni presidenziali, il 9 agosto, che hanno rieletto Lukashenko con oltre l'80% dei voti, Nato, Usa e Unione Europea, articolandosi con gruppi di opposizione interna, hanno espresso disaccordo sui risultati. Hanno chiesto la ripetizione delle elezioni, nonostante fossero accompagnati da osservatori dell'OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa).

Il 19 agosto l'Unione europea ha adottato misure contro la Bielorussia, che includono il non riconoscimento dei risultati elettorali, l'istituzione di sanzioni unilaterali e lo stanziamento di 53 milioni di euro per “iniziative bielorusse”.

L'avversaria Svetlana Tijanóvskaya, che ha lasciato la Bielorussia dopo aver perso le elezioni, è andata in Lituania.

Lituania, Polonia, Repubblica Ceca e Regno Unito, che sono tutti membri della NATO, sono paesi accusati da Lukashenko di essere dietro le proteste di strada e delle varie provocazioni di confine come il lancio di palloncini con i colori dell'opposizione. Tikhanóvskaya ha ottenuto il 10,1% dei voti. Il governo bielorusso ha rafforzato la sua presenza militare ai confini occidentali del Paese – con Lituania e Polonia – denunciando che c'era stato sia un aumento delle forze NATO che tentativi di destabilizzazione. Il Ministero della Difesa ha annunciato esercitazioni militari in una zona di confine con Polonia e Lituania tra il 28 e il 31 di agosto.

 

 

 

FMJD condanna il sostegno all’imperialismo.

 

La Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (FMJD) ha preso posizione sulla situazione in Bielorussia. In una dichiarazione, ha condannato “il sostegno che l'imperialismo sta dando alle forze reazionarie, di estrema destra e fasciste” che hanno partecipato ai movimenti degli ultimi giorni con “simboli fascisti” e “rifiuta ingerenze, misure coercitive unilaterali illegali e qualsiasi tentativo dell'imperialismo di imporre i propri interessi in Bielorussia o in qualsiasi paese del mondo”.

L'FMJD ha ribadito che “il futuro di qualsiasi Paese del mondo deve essere diretto solo ed esclusivamente dal suo popolo, senza ingerenze esterne o intromissioni da parte delle forze imperialiste” ed ha espresso la sua solidarietà ai giovani e al popolo della Bielorussia “augurandoci che troviate, senza ingerenze straniere, le vie della pace e del progresso per il vostro Paese”.