Siamo comuniste e comunisti.

Il possente vento reazionario, conservatore, nichilista che si è levato in questi ultimi decenni in Italia non ha mutato la nostra coscienza politica, non ci ha sospinti nella passività e nell’individualismo.

Non ci siamo arrese, non ci siamo arresi.

I grandi valori della lotta contro la guerra, dell’uguaglianza, della solidarietà, l’orrore dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sulla donna, tutto ciò che filosoficamente e politicamente è sintetizzabile nella gloriosa parola “comunismo”, segnano e segneranno per il domani la nostra vita, il nostro pensiero, il nostro impegno.

Siamo compagne e compagni italiani.

Non ci siamo mai pentiti della nostra scelta di vita.

Siamo convinti sostenitori della Rivoluzione d’Ottobre, della sua vittoria sul nazifascismo, di tutti i grandi moti rivoluzionari, antimperialisti e anticolonialisti che dall’Ottobre sono scaturiti; il movimento anti-colonialista in Africa e in Asia, la Rivoluzione Cinese, la Rivoluzione Cubana, la lotta per l’indipendenza del popolo coreano, le conquiste sociali e civili in Occidente su spinta del movimento operaio, la vittoria del popolo e del Partito Comunista del Vietnam, il grande e decisivo ruolo del Partito Comunista del Sud Africa nella lotta vincente contro l’apartheid, di ogni grande lotta di liberazione che il movimento comunista mondiale, nel suo insieme, ha condotto e tuttora, con grande energia, conduce su scala planetaria.

Poiché tradirebbe innanzitutto se stesso chi si pentisse del movimento di massa contro la guerra e contro la NATO condotto nel secondo dopoguerra italiano dal P.C.I., le grandi lotte operaie e contadine che, guidate anch’esse dal P.C.I., cambiarono in profondità, in meglio – seminando senso della giustizia, della democrazia, della pace – il nostro Paese. La sua classe operaia, il suo popolo.

Tra di noi vi sono compagne e compagni che apertamente si batterono contro quel lungo e nefasto processo di involuzione che portò il P.C.I. al proprio autoscioglimento, e che poi di nuovo strenuamente si impegnarono nei successivi, diversi, partiti comunisti italiani.

Abbiamo vissuto la crisi profonda del movimento comunista del nostro Paese, che senza soluzione di continuità si è protratta dalle ultime fasi storiche del P.C.I. alle esperienze comuniste successive ad essa, tuttora presenti.

Militiamo o abbiamo militato; siamo dirigenti o siamo stati dirigenti del Partito della Rifondazione Comunista, del PdCI, degli attuali PC e PCI; ci raccogliamo attorno ad alcune riviste, siti web, movimenti o associazioni d’ispirazione marxista e leninista. O siamo parte della vasta, attuale, diaspora comunista italiana senza partito e senza tessera.

Oggi, il contesto internazionale è segnato più che mai da tensioni e pericoli di guerra provenienti dalla “lucida follia” imperialista, come il quadro politico e sociale italiano è segnato dalla convivenza di una nuova, feroce, barbarie capitalista, da una profonda crisi del movimento comunista e dalla quasi totale assenza di un’opposizione – politica e sindacale – di classe e di massa.

Tutto ciò ci spinge a rendere pubbliche le nostre profonde preoccupazioni per una guerra mondiale verosimile, incombente e, in Italia, per le sempre più sofferenti e indifese condizioni sociali di massa, del mondo del lavoro, del non lavoro, della precarizzazione, della povertà, della vasta disperazione sociale.

La vittoria di Joe Biden ha rimodulato la politica di Trump, pur sempre imperialista ma essenzialmente volta ad un neo protezionismo e ad una guerra doganale che vedeva la Repubblica Popolare Cinese come nemico economico e politico principale.

L’Amministrazione Biden ha sostituito la politica di Trump con la più classica linea strategica USA, volta all’aggressione politica e alla diretta minaccia militare contro la Russia e la Cina e a tutti i Paesi non allineati all’imperialismo.

Il summit tenuto dalle potenze occidentali del G7 in Cornovaglia, nel giugno 2021, ha segnato un’accelerazione inquietante, quanto sottovalutata dalle forze di sinistra e persino comuniste italiane, dell’intero fronte euroatlantico verso la guerra. Nel Documento finale del summit, quel Documento di Carbis Bay che potrebbe passare alla storia contemporanea come l’annuncio di una nuova guerra mondiale, Biden ha sottomesso prepotentemente a sé, al potere nordamericano e alla NATO, l’intera Unione Europea, la Gran Bretagna, il Canada e il Giappone, imponendo, sino alla firma servile di tutti i partecipanti, il progetto di costruzione di un vasto fronte mondiale militare contro la Cina, un fronte che, dal nocciolo duro rappresentato dai Paesi del G7 presenti in Cornovaglia, dovrebbe allargarsi alla Corea del Sud, all’India, all’Australia.

Ma se il Documento di Carbis Bay ratifica la spinta alla guerra contro la Cina, suonando con ciò l’allarme per la guerra mondiale, altri cavalli di Troia sono in allestimento per lo stesso sciagurato progetto: il conflitto bellico internazionale.

La riacutizzazione dell’aggressività dell’Ucraina nazifascista a guida nordamericana contro la Russia, che prende forma attraverso la nuova spinta bellica di Kiev ad occupare il Donbass e la Crimea, nell’intento dichiarato di provocare una reazione russa che spianerebbe la strada ad una guerra nordamericana contro Mosca; il rafforzamento e le continue manovre provocatorie della VII Flotta militare USA nei mari del sud della Cina; l’imponente ed illegittimo riarmo, rispetto alle regole internazionali successive alla seconda guerra mondiale, del Giappone, riarmo sollecitato e sostenuto dagli USA; il progetto anglo-americano volto alla consegna di un’intera flotta di sommergibili nucleari all’Australia, nel chiaro intento di rafforzare la presenza militare imperialista nell’Indo-Pacifico: tutto ci parla del pieno ritorno degli USA e della NATO ad un progetto che contempla, come risposta allo sviluppo titanico cinese e al processo di decadenza dell’imperialismo nordamericano, l’attacco militare contro la Russia e la Cina, un esito tragico che avrebbe in sé tutte le basi materiali per una devastante ed amplissima terza guerra mondiale, che si allargherebbe all’Europa, all’Africa, e all’America Latina, aree ove già è tornato ad agire su vasta scala il “golpismo” nordamericano, diretto a colpire ogni progetto di trasformazione sociale ma anche i rapporti sempre più stretti tra tali trasformazioni sociali con Mosca e, soprattutto, Pechino.

In questo quadro internazionale la NATO, sempre più braccio militare degli interessi statunitensi sul piano planetario, agisce in Italia come incontestabile forza trainante volta a collocare il nostro Paese sui fronti di guerra aperti dagli USA, come agente di un continuo riarmo che partecipa in modo determinante, attraverso le imponenti spese economiche, alla destrutturazione dello stato sociale e come vero e proprio dominus politico e militare, un dominus a cui si inchinano, con lo stesso servilismo, la destra, il centro-destra, il centro-sinistra e la sinistra di governo italiana.

Ci rivolgiamo alle comuniste, ai comunisti italiani organizzati nei loro partiti, riviste, associazioni, movimenti e all’intera area della diaspora comunista senza partito: non sentite anche voi, tutte e tutti voi, di fronte all’immane pericolo bellico e di fronte all’assenza pressoché totale di un movimento contro la guerra, la drammatica contraddizione tra questo stato di cose e la divisione del movimento comunista italiano in troppe e troppo fragili organizzazioni politiche, peraltro l’una contro l’altra armata?

In rapporto dialettico con l’onda reazionaria si alza, peraltro, quella anticomunista. Anche sulla scorta del voto vergognoso ed inquietante con il quale al parlamento europeo si “ratificò” – con il consenso del PD – l’equiparazione tra comunismo e nazifascismo, si estende il progetto di rendere illegali il pensiero e la prassi del movimento comunista. Sta in questo solco il voto all’unanimità del consiglio regionale della Puglia di questo ottobre 2021 che, sotto la pressione degli esponenti del centro-destra, ha deciso di modificare una mozione che chiedeva solo lo scioglimento dei gruppi di estrema destra. E la modifica, sostenuta da tutto il PD, suona in questo modo “Oltre alle formazioni che si ispirano al fascismo, vanno sciolte  quelle che fanno apologia dei totalitarismi di qualsiasi matrice”. Con inequivocabile riferimento, nel linguaggio della reazione, ai partiti comunisti.

L’Unione Europea accelera la propria strutturazione sulla base delle necessità storiche del grande capitale transnazionale europeo, intenzionato, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, a concorrere con i poli imperialisti alla conquista di quei nuovi mercati mondiali che la stessa, improvvisa, assenza dell’URSS aveva enormemente estesi.

L’UE tende rapidamente ad assumere la forma, politica, economica e militare, di nuovo polo imperialista mondiale, contando su di un parlamento europeo fantasma, impossibilitato a legiferare e totalmente subordinato ad un Consiglio europeo in mano ai rappresentanti diretti del grande capitale europeo; sulla consunzione storica della socialdemocrazia europea, la sua trasformazione in un movimento liberista sovrannazionale europeo, in partito politico stesso dell’UE e, attraverso le organizzazioni sindacali di massa ai partiti socialdemocratici subordinati, in “guardiano” del movimento operaio europeo. Conta sul costituirsi di un sempre più pieno appoggio all’UE, in Italia, da parte dell’intero arco delle forze politiche parlamentari, dai Fratelli d’Italia alla Lega, dal M5S a LEU, passando ovviamente per il PD.

Il nuovo polo imperialista europeo, l’UE, per farsi protagonista nella lotta interimperialistica per la conquista dei mercati, ha bisogno sia di dare avvio ad una nuova, propria, accumulazione capitalistica che di abbassare il costo delle merci, per battersi al meglio nella concorrenza internazionale.

Due obiettivi che l’UE persegue nel più classico dei modi capitalistici: abbattendo i salari, i diritti e lo stato sociale sul piano continentale, attraverso politiche iperliberiste che detta a governi ormai svuotati di sovranità e sudditi.

In questo quadro, l’Euro è lo strumento essenziale sia per accelerare il processo di svuotamento di sovranità dei governi e dei parlamenti europei che per imporre una politica monetaria generale volta al rafforzamento del ruolo del sistema bancario-finanziario del nascente polo imperialista europeo; e per la trasformazione della salarizzazione generale europea in sottosalarizzazione di massa e per la stessa “germanizzazione” dell’UE.

Le conseguenze sociali del nuovo e totale dominio del polo neo imperialista sono state in Italia devastanti. Sotto la sua guida ferrea i governi italiani, ormai delle pure e vuote “facciate” governative, hanno promosso – da Forza Italia al PD, dalla Lega sino, ormai, al M5S, senza soluzione di continuità nelle politiche restauratrici – giganteschi processi di privatizzazioni dei comparti pubblici industriali, bancari, edilizi, tecnologici più avanzati, attaccando duramente la Scuola, la Sanità pubblica, le Poste, le Ferrovie statali. Tutto lo stato sociale sottoposto ad una torsione liberista che sfocia in un attacco senza precedenti all’intero sistema pensionistico, all’intera rete di garanzie sociali, al sistema dei diritti e dei salari.

Si è giunti così alla cancellazione della scala mobile, dell’articolo 18, del contratto nazionale di lavoro, alla Legge Fornero, al job act di Renzi, all’odierna rimozione della cassa integrazione per centinaia di migliaia di operai che non sono tornati in fabbrica dopo il lockdown; alla drastica chiusura di decine e decine di migliaia di piccole e piccolissime imprese, esercizi, negozi, colpiti dalla chiusura per pandemia e abbandonati dallo Stato.

Tutto ciò con un’ inadeguata opposizione di classe e di massa, con una scarsa mobilitazione sindacale, con poche lotte e scioperi generali.

Il prodotto sociale è spaventoso e quotidianamente sotto i nostri occhi: disoccupazione all’11%, con 2 milioni e 430 mila persone senza lavoro; la disoccupazione giovanile è del 52%; la forma lavoro che ormai segna totalmente di sé le giovani generazioni, gettandole in un tempo disperato e privo di futuro, è la precarizzazione sottopagata, continua e umiliante; i poveri assoluti sono circa 4 milioni, i poveri relativi quasi 12 milioni; la cancellazione dell’equo canone e il peso enorme dei mutui su salari miserrimi trasforma il bene-casa in un fardello economico spesso insostenibile; il valore d’acquisto dell’euro si è svalutato, negli anni, di circa il 40% rispetto alla lira. Ricordando che l’Italia è l’unico Paese dell’Ue nel quale negli ultimi 31 anni – dal 1990 al 2021- i salari sono diminuiti (meno 2,90%), mentre negli altri Paesi sono aumentati. E a questo risultato non è stata certamenta estranea l’autodissoluzione del Partito Comunista Italiano.

Care compagne e cari compagni, non emerge anche in questo caso, come in quello dello stato reale di guerra in cui viviamo, una contraddizione profonda, persino imbarazzante per noi comunisti, tra la disperazione sociale di massa e la divisione, la polverizzazione del movimento comunista italiano in tanti, troppi rivoli? Una polverizzazione palesatesi in forma persino risibile nelle consultazioni amministrative del mese di ottobre 2021, laddove in diverse grandi città italiane sono state presentate perfino tre, quattro, cinque liste comuniste, con risultati assolutamente insifficienti e totalmente deludenti.

Non è forse ora di superare tutto questo,  che pesa e in parte determina la stessa, attuale impossibilità di rilanciare un nuovo ciclo di lotte sociali in grado di cambiare i rapporti di forza tra capitale e lavoro e riavviare una fase di trasformazione sociale?

È sulla scorta di tutto ciò, e non per mere ragioni idealistiche o romantiche, che i firmatari di questo appello sentono di avere la liceità etica politica per rivolgersi ai dirigenti e ai militanti degli attuali partiti comunisti italiani, alla stessa diaspora comunista italiana senza partito, chiedendo a tutte e tutti di impegnarsi al fine di superare la divisione – rispetto al quadro oggettivo sempre più insensata – dell’attuale movimento comunista italiano.

Sentendo anche la liceità etica politica di chiedere ai dirigenti comunisti dei diversi partiti di alzare un braccio e indicare coraggiosamente la strada di un’unità comunista da costruirsi non solo a partire da, pur utili, tavoli ristretti, ma soprattutto a partire dalla, immediata, mobilitazione unitaria dei comunisti nelle piazze, di fronte alle fabbriche, ai cantieri, alle scuole, agli ospedali.

A partire da mobilitazioni, da banchetti comunisti unitari per la raccolta di firme nelle piazze, sulla base di un documento comune per l’uscita dell’Italia dall’Ue, dall’Euro, dalla NATO. Contro il governo Draghi.

La stessa mobilitazione, le stesse parole d’ordine, potranno dire quali sono le forze comuniste tra loro ideologicamente più affini. Questione essenziale, l’affinità, per trasformare la lotta comune nelle piazze in un processo di costruzione di un unico partito comunista.

Noi crediamo che i militanti e i quadri territoriali e nazionali dei partiti comunisti tra loro ideologicamente e politicamente più affini, assieme ai componenti di alcune riviste, siti web ed associazioni d’ispirazione marxista e leninista, movimenti, abbiano il compito di lanciare e sostenere concretamente, sul campo della lotta e dell’iniziativa politica, sociale, teorica,  un lavoro ed un progetto per l’unità dei comunisti.

Sta, dunque, innanzitutto ai militanti e ai dirigenti, ancor prima degli altri, avviare, promuovere, sostenere, un processo di superamento della nefasta divisione dei comunisti nel nostro Paese.

Per questo lanciamo questo nostro appello: per l’unità dei comunisti, per la ricostruzione di un più forte e, politicamente e teoricamente coeso, partito comunista in Italia; per rilanciare il conflitto sociale ed offrirsi come cardine, autonomo e unitario, sia di un più vasto fronte anticapitalista che di un movimento di massa contro la guerra.

Non è anche per voi giunto il tempo dell’unità dei comunisti, della costruzione di un unico partito comunista, certo non segnato da mille ed estenuanti contraddizioni interne, ma ideologicamente, culturalmente, politicamente volto all’omogeneità, unito, capace di mobilitazione e di offrirsi come cardine di un nuovo movimento di massa contro la guerra e per l’uscita dall’Italia dalla NATO e della NATO dall’Italia?

SOTTOSCRIVI L’APPELLO

I primi firmatari:

Manlio DINUCCI, giornalista geopolitico;
Carlo FORMENTI, giornalista, saggista, già Ricercatore Università di Lecce;
Natale MORENA, operaio, coordinatore USB HITACHI di Reggio Calabria;
Giuseppe MORESE, operaio; già CGIL-FIOM ThyssenKrupp Torino; collega sulla Linea 5 dei 7 operai morti nell’incendio del 6 dicembre 2007;
Nunzia AUGERI, presidente Comitato Politico Federale PCI Milano; ANPI Milano;
Fosco GIANNINI, già Senatore della Repubblica; già membro della Segreteria Nazionale e Responsabile Dipartimento Esteri PCI; direttore di “Cumpanis”;

Alberto LOMBARDO, docente università di Palermo; Ufficio Politico del Partito Comunista (PC) e responsabile Esteri del PC;
Marco PONDRELLI, saggista e direttore di “Marx21”;

Adriana BERNARDESCHI, PCI Milano; direttrice del giornale comunista on-line “La Città Futura”;

Michelangelo TRIPODI, già componente della Segreteria Nazionale del PCI e Resp. Autonomie Locali e Mezzogiorno, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Bruno CASATI, presidente del “Centro Culturale Concetto Marchesi” di Milano;
Paolo LONGO, operaio Stellantis Melfi;
Laura BALDELLI, docente, già segreteria Regionale PRC Marche; già Direttivo Nazionale Federazione Lavoratori della Conoscenza (FLC-CGIL);
Domenico CAROFIGLIO, operaio, CGIL-FIOM Whirlpool Fabriano (Ancona);

Alessandro PASCALE, storico del Movimento Operaio;
Francesco GALOFARO, Università di Torino; Marx21;
Rolando GIAI-LEVRA, direttore di “Gramsci Oggi”; già segretario Federazione PCI Milano;
Stefano VERZEGNASSI, segreteria regionale PCI Friuli – Venezia Giulia;
Vittorio GIOIELLO, saggista, presidente Centro Studi Problemi Internazionali (CESPI);
Lucia MANGO, Comitato Centrale PCI;
Raffaele GORPIA, sociologo, Potenza; già vice-segretario regionale PCI Basilicata;

Vladimiro MERLIN, docente; già segretario regionale PCI Lombardia;
Bruno GASPERINI, PCI Matera

Antonio MARTELLO, operaio GKN CampiBisenzio


Lucio ACCATTATO, pensionato, iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Angelo ACCETTURA, pensionato, iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Franco ADAMO, segretario Regionale PC Calabria;

Marco AMAGLIANI, già Assessore Regionale PRC Regione Marche; già membro segreteria nazionale PCI e ora membro del Comitato Centrale PCI;

Marco ARTOSHI, studente, Firenze;

Natale AVENA, già componente del Comitato Federale del PCI di Cosenza, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Danilo BALLANTI, Comitato Centrale PC,  Lazio;

Tito BAMBINI, già militante e membro del direttivo della sezione P.C.I. “Pietro Secchia” di via Scarlatti in Roma;

Aldo BAVILA, pensionato; iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Lilia BAVILA, casalinga; iscritta al PCI di Rotondella (MT);

Alessandro BELARDINELLI, operaio, Rsu Fiom stabilimento Whirlpool Fabriano;

Alessandro BELFIORE, NO Guerra NO NATO; già segretario Circolo PRC Ancona;

Maurizio BELLIGONI; primario di psichiatria; segretario Federazione PCI Ancona, membro del Comitato Centrale PCI;

Fulvio BELLINI, ricercatore politico; responsabile Esteri PCI Lombardia;

Giovanna BELLISARIO, studentessa universitaria;

Annita BENASSI, docente; iscritta al Partito Comunista Portoghese; militante PCI Roma;

Vincenzo BERGAMOTTA, musicista; iscritto al PCI; Nova Siri (MT);

Rodolfo BERSAGLIA, docente di storia dell’arte; scrittore;

Ascanio BERNARDESCHI, redazione del giornale comunista on – line “La Città Futura”;

Alessandro BICHINI, PC Valle d’Aosta;
Camillo BORCHETTA, componente del Comitato Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Cosenza;

Enea BORIA, tecnico meccanico presso Università degli Studi di Milano;

Adriana BRANDONI, già sindacalista Confederazione Nazionale Artigiani (CNA); già presidente Imprenditoria Femminile Camera di Commercio Ancona e presidente Consorzio Falcomar (concessioni balneari);

Matteo BRUNO, studente, Calabria;
Daniele BURGIO; redazione del “La Cina Rossa”;

Emanuele CAIA, operaio delle Fonderie di Assisi;
Liliana CALABRESE, redazione “Cumpanis”, Napoli;

Massimiliano CALVO, operaio responsabile regionale lavoro PC Piemonte;
Mauro CANTORI, impiegato; già segretario Circolo PRC “Wilfredo Caimmi” Osimo (Ancona);

Renato CAPUTO, docente di storia e filosofia, Roma; redazione del giornale comunista on- line “La Città Furura”;

Fiamma CARBONE, universitaria; iscritta al PCI; Bernalda (MT);

Liliana CAROBENE, impiegata; iscritta al PCI di Rotondella (MT);

Sylvie CARRARA, già insegnante Istituto Nautico “Marco Polo” Genova; già militante PCI Genova;

Patrizia CASAVECCHIA insegnante superiori, Umbria
Nicolò CASCONE, già segretario FGCI (PCI) Liguria, già membro della segreteria di Federazione PCI Genova e del dipartimento comunicazione e organizzazione PCI Liguria;

Nicola CASTRONUOVO, lavoratore ospedaliero; Rotondella (MT);

Carlo CATENA, operaio, già consigliere comunale comunista Osimo (Ancona);

Luigi CAVALLI, regista cinematografico, Roma;

Ettore CERVETTO, pensionato; già dipendente AMT Genova; già vice segretario sezione P.C.I. Fincantieri Genova;

Tommaso CICCIONE, artigiano, attivista comunista di Brancaleone (Reggio Calabria), del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

CircoloPROLETARIO, Genova;

Michele CIRILIANO, pensionato; iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Gianfranco CORDI’, docente Istituto Istruzione Superiore “Francesco La Cava”, Bovalino, (RC);

Aurora CORSO, già componente del Comitato Centrale del PCI, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Michele COSENTINO, già Segretario Provinciale di Cosenza della FGCI (organizzazione giovanile del PdCI);

Giancarlo COSTABILE, docente Storia sociale dell’Educazione, Università della Calabria;

Giuseppe CROCE, operaio, già RSU a Cormano (Milano), già militante del P.C.I, poi del PdCI della Sezione di Paderno Dugnano e poi del PCI di Magenta (Milano);

Laura CUCCARESE, operaia; iscritta al PCI; Traversetolo (Parma);

Luigi CURCETTI, Comitato Politico Federale PCI Ancona; membro del Coordinamento Regionale USB Marche;

Alessandro D’ALESSANDRO, Comitato Centrale, PC Sicilia;
Gennaro D’ALESSANDRO, bancario; iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Fabrizio DA SILVA, studente,  Roma;
Eduardo DE DOMINICIS, Comitato Centrale PC, Umbria;

Piergiorgio DE GRAZIA, studente, Terni;

Emanuele DELL’ATTI, professore di filosofia nei licei, Galatina – Lecce;

Domenico DE PAOLA, già componente della Segreteria Regionale Calabria del PdCI, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Mariano DE PERSIO, operatore Formazione infermieristica universitaria e ospedaliera Sanità pubblica Terni; già candidato sindaco comunista elezioni amministrative Terni 2018;

Nicola DESIDERIO, operaio, Livorno;

Marlin Apolonia DIJKSTRA CASTILLO, Federazione Gioventù Comunista Umbria;

Pasquale DI PINTO, guardia giurata; iscritto al PCI; Nova Siri (MT);

Antonio DI VINCENZO, barista; iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Romeo DI VINCENZO, guardia giurata; simpatizzante del PCI; Rotondella (MT);

Aldo DONADIO, membro del Direttivo regionale del PCI; Rotondella (MT);

Mario DONADIO, operatore ecologico; iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Salvatore DONADIO, universitario; iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Giuseppe DONEDDU, Comitato Centrale PC, Sardegna;
Gennaro ESPOSITO, lavoratore autonomo, Napoli;

Pietro FANELLI, PC Basilicata;

Carmelo FARINELLA, comitato Politico Federale PCI Milano e Comitato Regionale PCI Lombardia;

Lorenzo FASCÌ, avvocato, già segretario regionale PCI Calabria, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Salvatore FEDELE, specialista in chirurgia generale e chirurgia d’urgenza; già direttore reparto chirurgia d’urgenza ospedale di Acqui Terme; già consigliere comunale P.C.I. ad Acqui Terme;

Antonio FELICE, segretario PC Abruzzo;

Rosanna FEMIA, già componente del Comitato centrale del PCI, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Giuseppe FERRARA, già militante Partito della Rifondazione Comunista Reggio Calabria;

Emiliano FERRARI, Federazione Gioventù Comunista;
Lorenzo FERRI, Federazione Gioventù Comunista Emilia Romagna;

Federico FIORANELLI, professore di materie economiche e giuridiche;

Licia FIORDARANCIO, docente, già cooperante del Ministero Affari Esteri;

Giacomo FORNI, segretario generale FISAC Ancona;

Ottavio FORTUNATO,pensionato; simpatizzante del PCI; Rotondella (MT);

Nino FROSINI, già segretario regionale PdCI Toscana;

Nicolas GABRIELLI, Federazione Gioventù Comunista Roma;
Antonio GAGLIARDI, già segretario Sezione PdCI di Africo (Reggio Calabria), del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Massimo GALLO, già componente del Collegio di Garanzia Nazionale del PdCI, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Stefano GATTI, storico del movimento operaio;

Franco GERMANÒ, attivista comunista di Reggio Calabria, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Michele GIAMBARBA, segretario PC Molise;

Aldo Sabino GIANNULI, politologo, storico e saggista; direttore del Centro Studi Osservatorio Globalizzazione;

Andrea GRILLI, Comitato Centrale, PC Marche;
Pasquale IARIA, operaio forestale, delegato sindacale della CGIL della piana di Gioia Tauro;

Celestina IELO, già segretaria Sezione P.C.I. “Natale Praticò” di Ravagnese (RC), del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Daniela LABATE, già componente del Comitato Centrale del PdCI, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Angelo LAGANÀ, già militante PdCI San Ferdinando (Reggio Calabria);

Massimo LA GUARDIA, imprenditore; simpatizzante del PCI; Rotondella (MT);

Rocco LA GUARDIA, musicista; iscritto al PCI; Traversetolo (PR);

Nicola LA MAESTRA, già componente del Comitato Federale del PCI di Reggio Calabria, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Daniela LAROSA, attivista comunista di Mammola (Reggio Calabria);

Dario LEONE, PC Abruzzo;

Massimo LEONI, redazione de “La Cina Rossa”;

Sergio LEONI, dottore in Lettere; già militante Partito della Rifondazione Comunista Ancona; redazione nazionale “Cumpanis”;

Fabio LIBRETTI, operaio, già delegato ed ex RLS Edim Spa (gruppo Bosch Italia) Fiom Cgil Monza Brianza: già membro del comitato regionale PCI Lombardia;

Leonardo LOCCI, pensionato ed ex sindacalista Piemonte;
Marcello LO GRASSO, già segretario sezione PCI “Gramsci” di Genova, già membro della segreteria della Federazione PCI Genova e del dipartimento esteri PCI Liguria;

Vincenzo MALARA, già componente del Comitato Federale della Federazione del P.C.I. di Reggio Calabria, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Giuseppe MANDOLILLO, già Sindaco di Cardeto (Reggio Calabria) del P.C.I., del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Milo MARSILI, Comitato Centrale, PC Trentino Alto Adige;
Claudio MASSIMILLA, già componente della Segreteria Provinciale del PdCI di Cosenza, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Rinaldo MATTEI, militante PCI Ancona;

Giulio MATTRICIANI, pensionato, già operaio fabbrica San Giorgio; già membro del Comitato Politico Federale PRC Genova;

Nicola MAURO, barista; simpatizzante del PCI; Policoro (MT);

Giuseppe MAZZAFERRO, già Consigliere Provinciale di Reggio Calabria del PdCI, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Tonino MONETTA, già componente del Comitato Federale del PdCI di Cosenza, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Pasquale MORABITO, già componente Comitato Federale PdCI di Reggio Calabria, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Antonino MOSAICO, Comitato Centrale, Partito Comunista;

Luca NANFRIA, infermiere ospedale “Gaslini” Genova, delegato e responsabile regionale Sanità USB Liguria e RLS ;

Gennaro Thiago NENNA, segretario PC Campania;

Alfredo NOVARINI, del Centro Culturale “Concetto Marchesi” di Milano e già Consigliere Regionale Lombardia del P.C.I.;

Tomas OLCESE, consigliere comunale di Lumarzo (Genova); già membro della segreteria della Federazione PCI e del dipartimento enti locali PCI Genova;

Giuseppe PADOVANO, artista, allievo e poi sodale politico del critico e storico dell’arte Raffaele De Grada; legato ai movimenti di lotta con dirigenti della Resistenza e comunisti come Giuseppe Alberganti; già iscritto al Partito della Rifondazione Comunista;

Tiziano PANGARO, già componente della Segreteria Provinciale di Cosenza del PdCI, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Mauro PAOLINELLI, militante PCI Ancona;

Paolo PARCIASEPE, psicologo clinico, psicoterapeuta, dottore di ricerca in economia pubblica;

Fabio PASQUINELLI, avvocato, già segretario regionale PCI Marche; già membro della Direzione Nazionale e del Comitato Centrale PCI e capogruppo al Consiglio Comunale di Osimo;

Lucio PASTORE, impiegato; Rotondella (MT);

Pasquale PELLEGRINO, già componente del Comitato Federale del PdCI di Cosenza, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Sergio PELLITTA, guardia giurata; iscritto al PCI; Nova Siri (MT);

Ennio PENNACCHIONI, geologo, Ancona;

Monica PERUGINI, Comitato Centrale PC; Mantova;

Domenico POLITANÒ, già componente del Comitato Direttivo della Sezione P.C.I. di Polistena, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Ferruccio PRATO, già membro della segreteria della Federazione PCI Savona e del dipartimento organizzazione PCI Savona;

Francesco PRIOLO, già componente Comitato Centrale PdCI, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Renata PRIORI, militante PCI Sassoferrato (Ancona);

Omar RAGAB, studente Politecnico di Torino;
Antonino RASO, già membro del comitato federale PCI Genova;

Vincenzo RICCIARDULLI, pensionato; iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Vanessa RIITANO, già Consigliere Comunale di Roccella Jonica (Reggio Calabria);

Salvatore RIPOLI, pensionato, iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Onofrio ROMANO, docente di sociologia all’Università degli Studi di Bari;

Tullio ROSSI, dipendente ospedale “Galliera” Genova, delegato e  membro della segreteria regionale USB Sanità, Liguria

Antonio RUSSO, già militante del P.C.I. di Cariati (CS);

“Tonino” Antonio SABATINI, operaio e presidente di una coop sociale;
Francesco SALE, segretario regionale PC Toscana;

Luigi SALVO, già Consigliere Provinciale di Cosenza del PdCI;

Serena SANASI, insegnante di danza, Lecce;

Giuseppe SANTARCANGELO, commerciante; iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Lidia SANTARCANGELO, casalinga; iscritta al PCI di Rotondella (MT);

Sabatino SANTO, direttore di Supermercato; iscritto al PCI; Policoro (MT);

Isabella SARTOGO, Comitato Centrale, PC Friuli Venezia Giulia;

Salvatore SCAIELLA, impiegato; iscritto al PCI; Nova Siri (MT);

Eufemia SCHIRONE, operatrice sanitaria; iscritta al PCI; Nova Siri (MT);

Letizia SCULLI, attivista comunista di Brancaleone (Reggio Calabria), del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Marino SEVERINI, musicista; “voce” e chitarra de “La Gang”;

Alberto SGALLA, docente di Diritto e scrittore, già militante PRC;

Antonio SGAMBELLURI, attivista, già componente del Comitato Centrale del PCI, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Roberto SIDOLI; redazione de “La Cina Rossa”;

Carmine SIEPE, operaio; iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Katia SILVESTRINI, già segretaria PRC Fabriano (Ancona); ora presidente Comitato cittadino per la salvaguardia dell’ospedale di Fabriano;

Carmelo SIRGIOVANNI, già militante Partito Rifondazione Comunista Laureana di Borrello (Reggio Calabria);

Paolo SONNI, già militante del P.C.I. di Reggio Calabria;

Silvia STEFANI, Comitato Centrale PC,  Liguria;

Luca STOCCHI già segretario Federazione PCI Genova; già membro della segreteria regionale PCI Liguria e del Comitato Centrale PCI;
Patrizia STOCCHI, operaia coop service, delegata con distaccamento regionale Filcams – CGIL Genova;

Antonio TARANTINO, disoccupato; iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Carmela TARANTINO, casalinga; iscritta al PCI di Rotondella (MT);

Francesco TARANTINO, pensionato; iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Giovanni TARANTINO, disoccupato; iscritto al PCI di Rotondella (MT);

Ilaria TARANTINO, cuoca; iscritta al PCI;

Stefano TENENTI, coordinamento regionale Marche USB;

Salvatore TERGIANI, rappresentante; iscritto al PCI; Policoro (MT);

Alessandro TESTA, già membro della segreteria della Federazione PCI Genova e del dipartimento cultura PCI Genova;

Marco TUBINO, già responsabile politica internazionale della segreteria Federazione PCI di Genova e già membro del Comitato Centrale PCI;

Giuseppe VARONE, già Assessore Comunale di Polistena (Reggio Calabria) del PdCI, del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Leo VIOLI, già attivista del PdCI di Palizzi (Reggio Calabria), del Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti;

Alessandro VISALLI, architetto e dottore di ricerca di pianificazione territoriale;

Carlo ZAMPETTI, già vice sindaco PRC di Serra San Quirico (Ancona); già segretario Federazione Provinciale PRC Ancona;

Armando ZENORINI, segretario regionale PC Veneto.

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