I sottoscritti partiti e organizzazioni politiche esprimono il loro pieno appoggio alla ribellione popolare in Colombia, iniziata nel novembre 2019 e ripresa il 28 aprile u.s.  contro lo stesso governo oligarchico e filo-imperialista di Ivan Duque.

Nei quindici giorni che sono trascorsi da questa nuova fase della resistenza colombiana, si è evidenziata una riserva di combattività, eroismo e coscienza persino superiore rispetto all’ultima occasione. Per questo non sono riusciti a liquidarla, nonostante la repressione della Polizia Nazionale, della Squadra Mobile Anti-sommossa (ESMAD) e dell’esercito del generale Eduardo Zapateiro.

Lo spargimento di sangue patriottico è stato enorme, a causa della repressione ordinata dal presidente Duque. Secondo le organizzazioni colombiane per i diritti umani, al 12 maggio fra i manifestanti si contavano 47 morti, 548 scomparsi,1.023 arrestati e 1.040 feriti. Per questo le forze popolari e di sinistra del mondo hanno organizzato manifestazioni, eventi e molte dimostrazioni di solidarietà in numerosi paesi.

Il punto di partenza del movimento è stata l’opposizione alla “Riforma fiscale” di Duque e del suo ministro delle finanze, Alberto Carrasquilla, che ha imposto nuove tasse su prodotti, servizi e redditi. Essi hanno rivendicato la necessità di maggiori entrate per l’erario, ma erano loro stessi, nelle precedenti riforme fiscali, a favorire i grandi capitalisti, le compagnie minerarie, quelle petrolifere e i banchieri, affinché pagassero meno. La rabbia sociale è molto ampia e profonda, perché, nonostante il fatto che il presidente abbia ritirato il suo progetto di legge il 2 maggio, sono continuati gli scioperi e le manifestazioni di un vasto arco sociale e politico: organizzazioni sindacali e sociali riunite nel Comitato Nazionale di Sciopero, con un importante affiancamento di operai, studenti, contadini, indigeni, intellettuali, commercianti, trasportatori, piccoli e medi imprenditori, ecc.

Il presidente Duque sta vivendo il suo peggior momento politico, fortemente isolato e con solo il 33% di consensi: resta quindi aperta la possibilità che possa cadere a seguito di queste lotte senza bisogno di aspettare le elezioni del maggio 2022. La lotta è continuata dopo che il disegno di legge confiscatorio è stato abbandonato, rivendicando fra le altre cose anche il ritiro della legge sanitaria 010, la non privatizzazione della sanità, la disponibilità di vaccini per tutti, che l’ESMAD sia sciolto, e che vi siano garanzie democratiche per coloro che si mobilitano e protestano.

La nostra solidarietà va al popolo colombiano, con particolare riguardo e apprezzamento per la grande onda di giovani in prima linea nella lotta di piazza. I nostri saluti solidali vanno anche alle organizzazioni sociali e politiche combattive che sono impegnate nella ribellione piuttosto che a parlare con Duque alla ricerca di qualche vantaggio parlamentare o elettorale.

Allo stesso modo in cui condanniamo l’attuale repressione di Duque, ripudiamo anche la repressione che egli ha esercitato contro i leader sociali e gli ex guerriglieri smobilitati, non avendo mai rispettato gli accordi di pace del 2016 siglati con le FARC-EP e non avendo mai voluto firmare un accordo con l’ELN. È totalmente provato che la presidenza di Duque risponda ai grandi capitalisti e alle multinazionali, oltre che al traffico di droga, come ha rivelato il caso del suo mentore Alvaro Uribe. Duque è un fedele servitore dell’imperialismo yankee, del Comando Sur e delle sue basi militari orientate contro il legittimo governo del Venezuela. Inoltre, come è stato dimostrato il 28 aprile scorso, ha le mani sporche di sangue, criminalizza e reprime militarmente la protesta.

L’OAS del signor Almagro e l’Alta Commissaria Michelle Bachelet, così attivi contro il governo del Venezuela e un tempo contro quello di Evo Morales in Bolivia, oggi mantengono un atteggiamento quasi contemplativo di fronte al dramma della Colombia.

Noi, partiti ed organizzazioni politiche sottoscritte, facciamo parte di vari movimenti di solidarietà con la ribellione colombiana nei nostri rispettivi paesi. Con questa dichiarazione congiunta ribadiamo il nostro impegno a rafforzare, sviluppare queste campagne con nuove dichiarazioni, atti ed eventi a sostegno di questa grande e nobile causa.

Se Duque cade, la Colombia vince e tutti noi vinciamo!

Abbasso il partner dell’imperialismo Yankee in America Latina!

Solidarietà con coloro che combattono in Colombia: non sono vandali o terroristi, sono combattenti contro il neoliberismo, il fascismo, la corruzione ed il traffico di droga!

Firmatari:

Partito della Liberazione Argentina

Partito Comunista Cileno (Azione Proletaria)

Partito Comunista Operaio Spagnolo

Partito Comunista dei Popoli di Spagna

“Cumpanis”, Rivista Comunista

Partito Socialista dei Lavoratori di Croazia

Partito Comunista Egiziano

Partito del Mondo dei Lavoratori

Partito Comunista (Svizzera)

Movimento per la Pace e il Socialismo

Coordinamento Simon Bolivar

Partito Comunista Kurdistan – Iraq