“Il numero di esercitazioni militari dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) vicino ai confini della Bielorussia è raddoppiato negli ultimi cinque anni”, ha affermato il Segretario di Stato del Consiglio di sicurezza della Bielorussia, Alexandr Volfovich.

“C’è una forte tendenza all’aumento dell’intensità e della portata dell’addestramento operativo e delle attività di combattimento delle forze armate nazionali e delle potenze alleate della NATO nei territori degli Stati vicini” alla Bielorussia, ha continutao  Volfovich. Aggiungendo che “solo negli ultimi cinque anni, il numero delle manovre è raddoppiato, arrivando a 90 grandi esercitazioni all’anno, e il numero delle truppe coinvolte è passato da 60.000 a quasi 110.000 soldati”.

Secondo le informazioni ora diffuse, in queste esercitazioni i militari simulano l’uso della forza militare nella strategia delle cosiddette “operazioni di gestione della crisi”, con attenzione anche al trasporto di truppe e alla costituzione di  intergruppi di soldati appartenenti ai vari Paesi membri della NATO. Tutto ciò nei Paesi del Mar Baltico e in Polonia.

All’inizio di questo mese di agosto, il capo di Stato maggiore delle forze armate bielorusse, Viktor Gulévich, ha osservato che la NATO sta effettuando esercitazioni su larga scala vicino al territorio bielorusso. Ha rilevato che le manovre del Defender Europe 21, a maggio e giugno, hanno riunito più di 40.000 soldati provenienti da 24 paesi.

Ha anche ricordato che nei territori della Polonia e dei Paesi baltici ci sono più di 8.500 soldati, circa 120 carri armati, più di 230 veicoli corazzati da combattimento, circa 70 sistemi di artiglieria e più di 30 aerei militari della NATO.